Francia

Perché tutte queste proteste contro Gérard Depardieu?

Lione, Tolosa, Bordeaux, Lille: sono le città nelle quali delle organizzazioni femministe si sono mobilitate nell’ultimo mese per manifestare contro la star, accusata da 14 donne di molestie e stupro
© CdT/Ilaria Federico
Ilaria Federico
28.05.2023 20:30

«Applaudirete uno stupratore»: sono forti le parole delle centinaia di donne e uomini che si sono riuniti sabato 27 maggio a Lione, in Francia, per manifestare contro l’attore Gérard Depardieu venuto per esibirsi. La star pluripremiata è accusata di violenze sessuali e molestie su 14 donne, secondo un'inchiesta del giornale Mediapart pubblicata lo scorso aprile.

Nonostante lo scandalo, l’icona della cinematografia francese continua la tournée dei concerti «Depardieu Chante Barbara» nei quali interpreta le canzoni dell’artista francese Barbara in tutto il paese.

Ma i collettivi femministi si oppongono all’appropriazione di Depardieu dei testi della cantante, che aveva rivelato di essere stata lei stessa vittima di abusi sessuali.

«Gerard Depardieu fa una tournée dove riprende le canzoni di Barbara, una cosa che consideriamo assolutamente scandalosa per diverse ragioni» spiega Louise, membro dell’associazione femminista Nous Toutes Rhône e organizzatrice dell’evento. «Pensiamo che anche se non è ancora stato giudicato dai tribunali, è totalmente scandaloso che sia qui sul punto di salire sul palco e guadagnare del denaro tra l’altro interpretando un repertorio che non gli appartiene».

I manifestanti provano a convincere gli spettatori che si dirigono verso la sala di spettacolo a non assistere al concerto. Le reazioni sono subito veementi: «Io non ho violentato nessuno» grida un uomo ad alcune ragazze che provano a dissuaderlo. Altri manifestanti bruciano i biglietti dello spettacolo.

«Quando consumiamo, votiamo in qualche modo. Venendo qui a guardare quest’uomo che è uno stupratore, non si fa altro che incoraggiarlo» spiega dal canto suo Amelia Bouzidi, giovane studentessa. «Ci facciamo insultare. Ho anche parlato a delle donne alle quali ho detto: siete delle donne, subite il patriarcato quotidianamente, non potete farmi credere che non capite la situazione. Ci sono state molte reazioni di donne che mi hanno risposto: sì, sì, lo so. E nient’altro. Dicono di capire ma purtroppo non agiscono».

«Non possiamo separare l’uomo dall’artista» commenta Louise, che mostra un suo cartello con la scritta «Accuso l’uomo, importuno l’artista».

Non solo a Lione

A Tolosa, nel sud-ovest della Francia, la scena si ripete: lo scorso 25 maggio alcune organizzazioni femministe hanno manifestato denunciando «l’odiosa tournée» dell’attore davanti al teatro del Casino Barrière.

Un sit-in simile si è svolto a Bordeaux. Le organizzatrici dell’evento hanno denunciato «la protezione di cui ha goduto l’attore finora» davanti al teatro Femina il 24 maggio. L’inchiesta di Mediapart cita in effetti registi e attori che sarebbero stati al corrente dei comportamenti di Depardieu, rimasti però a lungo in silenzio.

Anche a Lille, nel nord della Francia, un centinaio di attiviste femministe ha bloccato l'ingresso del teatro Sebastopol nel quale l’attore si sarebbe poi esibito. La polizia è intervenuta per far entrare il pubblico.

L’inchiesta

Nel corso di un'inchiesta durata diversi mesi, Mediapart ha raccolto numerose testimonianze che accusano Gérard Depardieu di violenza sessuale, in particolare sul set di undici film usciti tra il 2004 e il 2022.

Due anni fa, accuse del genere si erano moltiplicate in seguito a un’iniziativa del collettivo «Pay your shoot», che denuncia le violenze sessuali e sessiste nel cinema. Il collettivo aveva pubblicato un appello a raccogliere testimonianze su «un attore molto noto», dopo aver ricevuto due segnalazioni su Depardieu.

L'attore 74.enne è indagato per «stupro» da dicembre 2020 dopo la denuncia di Charlotte Arnauld che al momento della presunta violenza aveva 22 anni.

Si aggiungono le tredici presunte vittime intervistate da Mediapart, delle quali tre hanno «fornito la loro testimonianza alla giustizia, ma nessuna ha sporto denuncia» secondo il media online.

Le donne coinvolte sono attrici, truccatrici e personale tecnico. Atti osceni, mani sulle natiche o sul seno e commenti a sfondo sessuale: il modus operandi raccontato dalle vittime è sempre lo stesso.

I legali dell’attore hanno risposto sostenendo che il divo «nega formalmente tutte le accuse suscettibili di rientrare nel diritto penale».

In questo articolo: