Petroliera sequestrata: ecco il video che mostra l'operazione USA

Crescono le tensioni fra Stati Uniti e Venezuela. Il sequestro, ieri sera, di una petroliera al largo del Venezuela da parte delle forze statunitensi segna un nuovo livello di confronto tra Washington e il governo di Nicolás Maduro. L’operazione, segnalata inizialmente da Reuters e Bloomberg News, riguarda una nave per il trasporto di greggio che, secondo quanto annunciato dall’amministrazione Trump, farebbe parte di una rete illegale di esportazione di petrolio verso Paesi terzi.
L’imbarcazione, descritta da un funzionario USA come una «nave senza stato», avrebbe registrato come ultimo attracco un porto del Venezuela. Il Dipartimento di Giustizia ha successivamente diffuso un video, condiviso dalla procuratrice generale Pam Bondi, che mostra militari statunitensi calarsi sul ponte da un elicottero Black Hawk tramite la tecnica del «fast roping». La tecnica di inserimento rapido per forze speciali resa celebre dai film d'azione, per intenderci.
Secondo Bloomberg News, il tanker sequestrato sarebbe la Skipper, una petroliera di grandi dimensioni (Very Large Crude Carrier, VLCC) in grado di trasportare circa due milioni di barili. La Skipper, spiega l'agenzia, era già stata colpita da sanzioni nel 2022 quando operava con il nome Adisa per presunti legami con le esportazioni di petrolio iraniano. Pur navigando teoricamente sotto bandiera guyanese, le autorità di Georgetown hanno negato qualsiasi relazione con la Skipper, mentre fonti statunitensi ritengono che fosse diretta a Cuba. Un tragitto, sottolinea tuttavia il portale d'informazione, ritenuto atipico per un'imbarcazione di quelle dimensioni e in base ai modelli storici di navigazione.
Le conseguenze
Caracas ha reagito accusando gli Stati Uniti di «furto sfrontato»: «Il ministero degli Esteri venezuelano denuncia e condanna con fermezza quello che costituisce un furto palese e un atto di pirateria internazionale, annunciato pubblicamente dal presidente degli Stati Uniti», ha scritto il governo di Maduro in un comunicato. L’operazione, secondo Caracas, dimostrerebbe l’obiettivo degli Stati Uniti di impossessarsi delle ingenti risorse petrolifere venezuelane.
L’episodio, come detto, si inserisce in un contesto di tensione fra i due Paesi, dettata dalla crescente pressione militare e diplomatica da parte di Washington, che accusa Maduro di gestire un sistema di narcotraffico internazionale. Dal settembre scorso più di 80 persone sono morte in una serie di attacchi statunitensi contro imbarcazioni sospettate di trasportare droga, attacchi la cui legalità è ancora oggetto di dibattito.
Il sequestro, sottolineano ora gli analisti, può rappresentare un nuovo e pesante ostacolo per le esportazioni venezuelane, già limitate dalle sanzioni e affidate in gran parte a intermediari che operano verso la Cina (il principale acquirente) con forti sconti. Il passaggio dalle sanzioni finanziarie all’interdizione fisica, una forte escalation, potrebbe avere effetti rialzisti sui prezzi del petrolio e segnare un cambio di passo nel confronto USA-Venezuela.
