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Petroliere iraniane oltrepassano la zona di blocco imposta dagli USA

Due imbarcazioni hanno lasciato i porti iraniani: si tratta delle prime esportazioni di greggio di Teheran in due mesi
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Petroliere iraniane oltrepassano la zona di blocco imposta dagli USA
Red. Online
17.06.2026 06:33
09:26
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Accordo USA-Iran, i leader del G7 «pronti a contribuire»

I leader del G7 accolgono «con favore l'annuncio dell'accordo tra Stati Uniti e Iran, raggiunto sotto la ferma guida del presidente Donald Trump, con il sostegno dei paesi mediatori» e ne sostengono l'attuazione «pronti a contribuire». Lo si legge in una dichiarazione congiunta sulle questioni geopolitiche rilasciata a Évian (F).

Per i capi di stato e di governo del G7 l'accordo «offre un'opportunità storica per impedire all'Iran di acquisire armi nucleari e per contrastare le minacce legate alle sue attività regionali e balistiche», si legge nella dichiarazione.

I leader sostengono «con forza un accordo diplomatico solido e globale, complementare al memorandum d'intesa raggiunto dal presidente Donald Trump, che possa portare alla pace e alla sicurezza per tutti nella regione» e sottolineano «che i negoziati condotti a tal fine devono tenere conto delle minacce che l'Iran rappresenta per la regione e oltre, e devono garantire che questo paese non acquisirà mai armi nucleari».

«Abbiamo convenuto che il contributo dei partner regionali e internazionali competenti, tra cui l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, sarebbe utile a questi negoziati. Ribadiamo che l'Iran non si doterà mai di armi nucleari».

I leader del G7 affermano poi che «abbiamo convenuto che l'iniziativa di difesa multinazionale e indipendente guidata da Francia e Regno Unito può svolgere un ruolo importante nel facilitare la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, proteggendo le navi mercantili, rassicurando gli operatori del trasporto marittimo commerciale e sostenendo la verifica della rimozione di tutte le mine».

Al contempo «ci impegniamo ad accelerare la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico per ridurre le vulnerabilità internazionali legate allo Stretto di Hormuz e per incrementare le nostre riserve energetiche». In questo contesto «accogliamo con favore - viene aggiunto - il potenziale del Canada di fornire una significativa capacità aggiuntiva al mercato globale nei prossimi anni».

Per quanto concerne il Libano, «sosteniamo, attraverso un cessate il fuoco fermo e immediato, gli sforzi delle autorità libanesi per raggiungere il disarmo di Hezbollah e il monopolio statale sulle armi, nonché per proteggere l'integrità territoriale e la sovranità del paese attraverso adeguate garanzie di sicurezza internazionali», si legge ancora nella dichiarazione congiunta.

E «nella Striscia di Gaza accelereremo gli sforzi umanitari e di ricostruzione e la rapida attuazione delle opportune misure politiche e di sicurezza», affermano i capi di Stato e di governo, i quali chiedono anche «la fine delle violenze in Cisgiordania».

08:17
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Raid israeliani nel Sud del Libano

Le forze israeliane hanno effettuato un raid aereo alla periferia di Kfar Tebnit, nel distretto di Nabatieh, nel sud del Libano. Lo scrive al-Jazeera. Le forze israeliane hanno anche lanciato incursioni sulla città di al-Nabatieh al-Fawqa e bombardato le alture di Ali al-Taher e la periferia della città. Da parte sua Hezbollah ha lanciato almeno 10 razzi contro le forze israeliane nelle vicinanze di Kfar Tebnit.

Intanto il quartier generale operativo delle Forze armate iraniane ha avvertito che se l'esercito israeliano non fermerà la sua aggressione nel Libano meridionale «dovrà aspettarsi una dura reazione da parte delle potenti forze armate della Repubblica islamica dell'Iran», riporta l'agenzia Tasnim.

«Negli ultimi due giornil'esercito israeliano ha violato il cessate il fuoco nel Libano meridionale per ben 84 volte, nonostante la dichiarazione del presidente statunitense sulla fine delle ostilità, continuando a perpetrare atrocità e a uccidere la popolazione oppressa del Libano».

08:02
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Un fondo da 300 miliardi per incentivare gli investimenti in Iran

Un fondo privato da 300 miliardi di dollari per incentivare gli investimenti in Iran è previsto nell'accordo quadro tra Stati Uniti e Iran che sarà firmato venerdì sul Bürgenstock, in Svizzera. Lo scrive la Reuters sul suo sito, citando una fonte a diretta conoscenza dell'accordo e aggiungendo che oltre la metà della somma è già stata impegnata.

Il Fondo per la ricostruzione e lo sviluppo sarà composto interamente da risorse del settore privato.

La fonte iraniana di alto livello ha dichiarato che Teheran aveva inizialmente richiesto agli Stati Uniti 400 miliardi di dollari come risarcimento per i danni di guerra, ma Washington ha rifiutato. È così nata l'idea del fondo.

Quest'ultimo nasce come uno strumento di investimento privato, non è un programma di ricostruzione o di riparazione, e non includerà alcun finanziamento o sovvenzione governativa. Aziende con sede negli Stati Uniti, negli stati arabi del Golfo, in Asia, in Sudamerica e in Africa hanno accettato di impegnarsi nel finanziamento. Gli investimenti promessi riguardano energia, logistica, industria manifatturiera e trasporti.

L'Iran, ricorda Reuters, non ha attratto praticamente alcun investimento estero diretto significativo negli ultimi quattro decenni a causa delle sanzioni statunitensi e internazionali.

06:33
06:33
Il punto alle 6

 La piattaforma di monitoraggio marittimo TankerTrackers ha riportato che alcune petroliere di Teheran hanno oltrepassato la zona di blocco dei porti iraniani imposta dagli Stati Uniti da circa due mesi, alla vigilia della firma di un accordo tra Iran e Usa prevista per venerdì.

«Almeno due superpetroliere appartenenti alla National Iranian Tanker Company (Nitc), denominate Diona e Hero2, hanno oltrepassato il perimetro del blocco navale statunitense trasportando un totale di 3,8 milioni di barili di petrolio greggio iraniano», ha riferito il sito web aggiungendo in seguito che anche una terza petroliera «con 1 milione di barili di petrolio» aveva oltrepassato il confine.

«Si tratta delle prime esportazioni di greggio dell'Iran in due mesi», ha concluso TankerTrackers citando dati di tracciamento digitali corroborati da immagini satellitari.