Polymarket, le scommesse sulla guerra e quel giornalista minacciato: che cosa è successo

«Hai ancora 90 minuti per aggiornare la menzogna che hai scritto. Se lo fai, risolverai in un attimo il problema più grave che ti sei creato in vita tua. E tra una settimana non ti ricorderai più di me. Se deciderai di non correggerla e di lasciare quello che hai scritto così com'è, scoprirai nemici disposti a pagare qualsiasi cifra per renderti la vita un inferno». Questo il messaggio – o, per meglio dire, la minaccia – ricevuta da Emanuel Fabian. Un corrispondente di guerra, 28.enne, del Times of Israel che, da un giorno all'altro, ha ricevuto forti intimidazioni, per aver semplicemente svolto il suo lavoro. Ma andiamo con ordine.
Cinque giorni prima di quel messaggio minaccioso, Fabian aveva pubblicato un breve post sul suo blog in cui raccontava che un missile iraniano aveva colpito un'area aperta appena fuori Beit Shemesh, un sobborgo di Gerusalemme, senza causare vittime. Un fatto di cronaca, di guerra, riportato come di consueto. Fabian non poteva immaginare che quel suo breve resoconto potesse scatenare un vero e proprio putiferio tra gli scommettitori di Polymarket. La piattaforma per scommesse online, sulla quale, al momento in cui il reporter ha pubblicato la notizia, erano in gioco milioni di dollari sulla possibilità che un missile iraniano colpisse Israele il 10 marzo.
La scommessa
Nello specifico, alla fine del 10 marzo, secondo un'analisi del Washington Post, basata sui dati di Polymarket provenienti dalla piattaforma di analisi delle criptovalute Dune e dal sito web Polymarket Analytics, erano in gioco circa 200.000 dollari. Con il suo articolo, Fabian sembrava sancire la vittoria degli utenti che avevano scommesso che almeno un missile iraniano avrebbe colpito Israele quel giorno. Parallelamente, però, in una chat di gruppo sulla piattaforma di messaggistica Discord, un utente ha fatto notare che un rapporto giornaliero delle Forze di Difesa Israeliane non menzionava alcun attacco missilistico il 10 marzo. Quell'utente e altri hanno quindi ipotizzato che l'esplosione potesse essere stata causata da schegge di un missile intercettato. Un attacco che, tuttavia, non contava per la scommessa in corso su Polymarket. Di più, secondo i termini, se la conferma dell'attacco non fosse stata fornita entro 48 ore, coloro che avevano scommesso "no" sarebbero stati dichiarati vincitori.
In un primo momento, il 28.enne ha raccontato di aver ricevuto messaggi cortesi. «Ti sarei grato se potessi aggiornare il tuo articolo, poiché nella sua forma attuale non rispecchia la realtà», ha scritto un utente della piattaforma a Fabian. «In alternativa, se disponi di informazioni che dimostrino che si è trattato effettivamente di un missile completo non intercettato, sarei lieto di essere smentito». Messaggi che il giornalista, in un primo momento, non comprendeva. Poi, i messaggi sono aumentati, anche e soprattutto sui social. Guardando i profili degli utenti da cui erano scritti, Fabian si è reso conto che si trattava di scommettitori di Polymarket. E poco dopo, sono iniziate le minacce. Forti, dritte al punto. «Dopo che ci hai fatto perdere 900.000 dollari, ne investiremo non meno di quella cifra per distruggerti», si leggeva in un altro messaggio ricevuto da Fabian. Il 28.enne – intervistato dal Washington Post – ha dichiarato di essere stato «talmente spaventato dalle minacce da prendere quantomeno in considerazione l'idea di rivedere il suo articolo pubblicato». In questo modo, gli utenti di Polymarket da cui aveva ricevuto le minacce avrebbero vinto. E almeno un di loro, secondo quanto raccontato da Fabian, si sarebbero persino offerto di inviargli una quota dei profitti.
Il giornalista, dopo un iniziale momento di sconforto, ha deciso di non modificare le informazioni pubblicate. Al contrario, ha denunciato le minacce ricevute alla polizia e ha scritto un articolo in cui raccontava la brutta esperienza. Un modo per denunciare, ulteriormente, quanto vissuto, con la speranza che «chiunque stesse pensando di minacciare un giornalista ci ripensasse». «In un primo momento ho pensato di cambiare l'informazione, tanto non aveva molta importanza», ha raccontato il reporter. «Ma poi ho pensato che se lo avessi fatto in quel momento, in futuro sarebbero tornati da me chiedendomi di cambiare altre cose».
Polymarket risponde
Dopo che la storia di Fabian è diventata virale, Polymarket ha preso posizione su quanto accaduto. Tramite un portavoce, l'azienda ha dichiarato al Washington Post di «condannare le molestie e le minacce rivolte a Emanuel Fabian, o a chiunque altro». «Questo comportamento viola i nostri termini di servizio e non ha posto né sulla nostra piattaforma né altrove. I mercati predittivi dipendono dall’integrità di una cronaca indipendente. I tentativi di esercitare pressioni sui giornalisti affinché modifichino i loro articoli minano tale integrità e compromettono i mercati stessi». Non solo. In un post su X, Polymarket ha aggiunto di aver «sospeso gli account di tutte le persone coinvolte» e di voler trasmettere le loro informazioni alle autorità.
Dopo aver preso piede negli scorsi mesi, oggi Polymarket è una piattaforma di scommesse molto innovativa, che consente ai suoi utenti di fare previsioni su ogni tipo di evento, grazie alla tecnologia blockchain. Quello di Fabian, fino ad ora, era stato il primo caso noto di un giornalista minacciato dagli scommettitori. Ma come dichiarato dallo stesso 28.enne, «se la piattaforma continuerà a crescere a questo ritmo, senza cambiare il suo modo di operare, è probabile che altri giornalisti verranno contattati, molestati o persino minacciati».
