Il conflitto

«Portiamo la guerra a casa loro»: perché l'Ucraina sta attaccando l'«Amazon russo»

Kiev sta prendendo di mira i magazzini del colosso dell'e-commerce Wildberries, causando importanti danni alle piccole e medie imprese: «Un duro colpo all'economia russa con effetti psicologici sulla società»
©Pavel Bednyakov
Michele Montanari
23.07.2026 14:30

Dopo gli impianti energetici, l’Ucraina sembra aver trovato un nuovo bersaglio in territorio nemico: Wildberries, la più grande piattaforma di e-commerce in Russia. Nel giro di pochi giorni, i droni di Kiev hanno colpito diversi magazzini del rivenditore digitale, provocando danni economici per oltre un miliardo di dollari e mettendo in difficoltà numerosi commercianti.

Dopo mesi di attacchi con droni contro depositi di petrolio e raffinerie di idrocarburi, Kiev ha annunciato di aver preso di mira i centri logistici utilizzati dai russi per «acquistare equipaggiamento militare, interrompendo così i rifornimenti all'esercito russo». Wildberries, tuttavia, non vende solo prodotti destinati ai soldati, ma ogni genere di merce, dagli elettrodomestici agli alimentari: è praticamente la versione russa di Amazon, il più grande marketplace occidentale. Inutile dire che gli attacchi ucraini stanno infliggendo un duro colpo a numerose piccole e medie imprese (PMI), causando importanti problemi a centinaia di venditori russi che lavorano esclusivamente sui mercati digitali. La tattica ucraina è quella di far sentire la guerra più vicina ai cittadini russi, dopo quasi quattro anni e mezzo di conflitto. «Stiamo, giustamente, riportando la guerra in casa della Russia», ha commentato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

In pochi giorni i militari della ex Repubblica sovietica hanno attaccato alcuni centri logistici vicino a Mosca e nelle regioni di Tambov, Krasnodar e Stavropol. Zelensky ha confermato gli attacchi contro i «centri logistici coinvolti nella fornitura all'esercito russo di componenti per droni, apparecchiature di navigazione e altre attrezzature». Mosca ha negato che la piattaforme online venga utilizzata per la fornitura di materiale militare. Tuttavia, basta svolgere una semplice ricerca sul sito di e-commerce per trovare facilmente ogni tipo di componente per droni, dai chip alle microcamere, sino ai sistemi GPS. I blogger filo-Cremlino, inoltre, sostengono che Wildberries venga regolarmente utilizzata dagli attivisti favorevoli alla guerra per acquistare equipaggiamento da inviare alle truppe sul campo di battaglia.

Citata dalla BBC, la titolare della piattaforma di e-commerce, Tatyana Kim, ha fatto sapere che a Krasnodar e Nevinnomyssk, nella regione di Stavropol, «purtroppo ci sono state delle vittime», annunciando che le attività in entrambi i centri sono state sospese. Negli attacchi sui due centri sarebbero rimaste ferite almeno 15 persone.

Tra il fine settimana e lunedì mattina, Kiev ha colpito due magazzini Wildberries a Elektrostal, a est di Mosca, a Koledino, località a sud della Capitale russa, e a Kotovsk, nella regione di Tambov, a circa 400 km dal confine ucraino, provocando la morte di almeno 8 dipendenti e decine di feriti. Negli attacchi si stima sia andata distrutta merce per un valore complessivo di oltre un miliardo di dollari.

Stando alla Reuters, Wildberries e il suo rivale Ozon sono utilizzati dall'85-90% della popolazione russa economicamente attiva. In molte zone remote del Paese, prive di negozi accessibili, i cittadini dipendono fortemente dai prodotti acquistati online, dall'abbigliamento al cibo.

A differenza del gigante occidentale dell'e-commerce Amazon, Wildberries e Ozon operano quasi esclusivamente come marketplace, mettendo in contatto venditori indipendenti con acquirenti in tutta la Russia, gestendo poi la consegna dei loro prodotti e i pagamenti. Gran parte delle perdite subite a causa degli attacchi di Kiev sono dunque a carico delle piccole e medie imprese. Un altro duro colpo per le PMI, che va ad aggiungersi a tutte le difficoltà economiche legate alla guerra in Ucraina, dal blocco della catena di approvigionamento causato dalle sanzioni internazionali fino all'aumento del costo della vita. 

Secondo la piattaforma di business e analisi Kontur.Fokus, nel primo trimestre del 2026 hanno cessato l'attività circa 209 mila aziende in tutta la Russia, ovvero il 9% in più rispetto ai primi tre mesi dell'anno precedente. In questa fase della guerra i droni a lungo raggio ucraini colpiscono regolarmente le principali vie di rifornimento verso il fronte, nonché gli impianti energetici e le raffinerie. Una tattica militare che ha causato una grave carenze di carburante in gran parte del Paese guidato da Vladimir Putin. 

Citato dalla BBC, Serhiy Kuzan, capo del Centro ucraino per la sicurezza e la cooperazione, ha dichiarato che Wildberries è un «componente vitale» della logistica russa, utilizzato dai volontari russi per procurarsi «equipaggiamento militare, tra cui radio, giubbotti antiproiettile e componenti per droni». Per Kiev i magazzini del colosso dell'e-commerce sono dunque bersagli legittimi.

Wildberries e Ozon, le più grandi realtà di e-commerce, vendono beni per un valore equivalente all'8,5% del PIL russo, fornendo lavoro a circa 4 milioni di persone, ovvero oltre il 5% della forza lavoro del Paese. Queste aziende - evidenzia ancora la Reuters - costituiscono la spina dorsale di quella che il Cremlino chiama l'«economia delle piattaforme», la quale mette in contatto milioni di consumatori con venditori, corrieri, magazzinieri e gestori di punti di ritiro della merce.

Secondo Kuzan, «i danni collaterali derivanti dagli attacchi potrebbero avere un grave impatto sull'economia russa, nonché un effetto psicologico sulla società e, probabilmente, sul sostegno alla guerra». 

Maria Snegovaya, ricercatrice presso il Centro per gli studi strategici e internazionali, ha spiegato al New York Times che il rallentamento dell'economia russa, in parte legato agli attacchi a lungo raggio di Kiev, è coinciso con un calo del sostegno da parte dei cittadini alle azioni militari ordinate da Putin.

In questo articolo: