Presto, prestissimo il faccia a faccia Trump-Mamdani

Dopo l'inversione a U sulla pubblicazione degli Epstein files, Donald Trump annuncia un nuovo colpo di scena: il presidente e il sindaco eletto di New York City, Zohran Mamdani, si incontreranno domani, venerdì 21 novembre, nello Studio Ovale. La notizia, data dal tycoon sul social Truth ha colto non pochi di sorpresa: per mesi, Trump ha espresso la sua più dura opposizione all'allora candidato, minacciando di chiudere i rubinetti dei fondi federali qualora fosse diventato sindaco o addirittura di mettere in discussione la sua cittadinanza.
In una dichiarazione asciutta - quasi burocratica, non fosse per l'ennesima accusa di simpatie «comuniste» al sindaco dem progressista - il tycoon ha fatto sapere dell'incontro. «Il sindaco comunista di New York City, Zohran 'Kwame' Mamdani, ha chiesto un incontro. Abbiamo concordato si terrà allo Studio Ovale venerdì 21 novembre. Seguiranno ulteriori dettagli!».
Temi in discussione
Lo staff del sindaco eletto, riportano i media americani, ha confermato nelle scorse ore l’incontro, sottolineando che la discussione con il presidente ruoterà sostanzialmente attorno a tre temi centrali: sicurezza pubblica, stabilità economica e soprattutto "affordability", la parola chiave attorno a cui Mamdani ha costruito l’intera campagna elettorale.
Il 34.enne arriva al confronto forte di un mandato popolare che gli chiede un cambiamento profondo. Domande alle quali Mamdani ha risposto con proposte ambiziose: congelamento degli aumenti degli affitti, trasporto pubblico gratuito, negozi alimentari municipali. Proposte ambiziose, appunto, la cui realizzazione non sarà certo una passeggiata, e che dovrà forzatamente passare dalla cooperazione con il governo federale.
Peso strategico
Che atteggiamento terrà Trump nei confronti di Mamdani? Cordiale, come nella recente visita del leader saudita, il principe Mohammed bin Salman, o più combattivo e conflittuale, come nelle visite del presidente ucraino Volodymyr Zelensky? Difficile, al momento, fare previsioni. Certo, per la Casa Bianca l’incontro ha un peso strategico. Trump, reduce dalle recenti delusioni elettorali (Mamdani non è stato l'unico dem a trionfare a inizio mese) potrebbe aver fiutato la necessità di mostrarsi più attento ai temi che incidono sulla vita quotidiana degli americani, come il costo degli affitti, dei generi alimentari e dei trasporti - evidenziano sui giornali statunitensi gli analisti. Un incontro con Mamdani potrebbe offrire al presidente l’occasione di presentarsi come interlocutore pragmatico, persino aperto a dialogare.
Pur essendosi sempre dichiarato aperto a un incontro con il presidente Trump, per Mamdani - che nel suo discorso di vittoria non aveva evitato la sfida al tycoon: «So che stai guardando, alza il volume» - l'incontro rappresenta una presa di coscienza della necessità di convivere con l'amministrazione federale. La visita alla Casa Bianca, presentata come una consuetudine per un sindaco eletto di NYC, è in realtà un momento a forte valenza istituzionale: un banco di prova per misurare la sua capacità diplomatica prima ancora che politica, si legge sui media d'oltreoceano.
Risultati?
Ma che risultati avrà l'incontro? Tanto, appunto, dipenderà dall'atteggiamento portato in campo dai due protagonisti. Il rischio che il confronto degeneri in uno scambio di accuse è reale. Ma se dovesse prevalere la linea del pragmatismo, la riunione potrebbe aprire la strada a negoziati su temi come la sicurezza, gli investimenti infrastrutturali o i fondi per l’edilizia popolare.

