Protesta dei camionisti, Sud Italia a rischio paralisi: «Nei supermercati manca pure la carta igienica»

Non si placa nel Sud Italia la protesta dei camionisti contro il caro carburante, nonostante gli interventi annunciati a sostegno dell settore degli autotrasporti. Il governo di Giorgia Meloni ha scelto la linea dura: identificazioni e denunce per il blocco stradale, mentre è in preparazione un decreto-legge che nuove misure per il settore colpito dai rincari, nonché nuove risorse per l'agricoltura.
Palazzo Chigi, citato dall'ANSA, ha fatto sapere che il decreto sarà al centro di un Consiglio dei ministri convocato dalla premier per oggi a mezzogiorno. Il tema ha infiammato anche le opposizioni che chiedono alla premier di riferire in aula sul blocco del Paese.
Davanti al dilagare della protesta, fonti di Governo hanno ribadito che «il rispetto delle regole, la libertà di circolazione e la tutela delle attività economiche devono restare priorità imprescindibili». Il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, ha spiegato che i fondi per gli autotrasportatori saranno «erogati da subito» e che il decreto-legge arriverà «in un secondo momento», chiedendo agli autotrasportatori di «smobilitare i blocchi».
Il Ministero dell'interno, intanto, ha avviato un'azione a tappeto per identificare chi sta attuando «in forma illegale presidi stradali», soprattutto in Campania. Secondo i dati riportati dai media italiani, sono 1.339 le persone identificate, 71 quelle denunciate e 242 quelle sanzionate sul piano amministrativo. Sono inoltre stati disposti servizi di scorta per numerosi mezzi, 500 solo in Campania, per garantire il carico e lo scarico dlle merci. Il ministro Matteo Piantedosi ha scritto a prefetti e questori chiedendo di vigilare sulle «infiltrazioni criminali».
Nelle scorse ore i camionisti dell'Associazione imprese autotrasportatori siciliani, che ancora mantenevano i blocchi dei tir in diversi punti dell'autostrada Messina-Catania, davanti al porto di Palermo e in altre strade siciliane, hanno deciso di sospendere la protesta. Lo stesso è avvenuto in Calabria. Tuttavia, nonostante la revoca del blocco, cinque giorni di mancata consegna dei generi alimentari hanno lasciato gli scaffali vuoti sull'Isola italiana e in altre Regioni del Sud. L'associazione Confesercenti ha segnalato difficoltà di approvvigionamento per quattro aziende su dieci nel Sud Italia. Aigrim-Fipe, che riunisce la grande ristorazione, ha invece riferito di ristoranti costretti a chiudere, mentre Ance Calabria ha avvertito che iniziano a scarseggiare acciaio e bitume.
I blocchi stanno aggravando le difficoltà di imprese e cittadini nelle Regioni interessate, specialmente in Campania e Puglia. I sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Vito Leccese, hanno parlato di «città paralizzate e sommerse dai rifiuti», chiedendo al ministro dei Trasporti Matteo Salvini di anticipare il confronto con gli autotrasportatori, previsto al Ministero (MIT) per il 27 ottobre.
Gli industriali hanno denunciato imprese al «collasso» in Campania e Puglia. Inoltre, sugli scaffali dei supermercati mancano prodotti deperibili come carne, frutta, latte fresco e acqua minerale. Negli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria è finito il carburante per gli aerei.
Il Corriere della Sera descrive la sitauzione nella città partenopea: «Oggi Napoli è una città che nemmeno in tempo di guerra. E se non ci si muove di buon mattino non si trova nemmeno il pane. I supermercati hanno i banchi vuoti. Non c’è una foglia di verdura, frutta: qualche pompelmo. Latte e uova manco a parlarne. Pasta: solo penne lisce, come ai tempi del Covid. Pelati e passate di pomodoro: niente. È finita pure la carta igienica». E il problema non riguarda solo i generi alimentari: «Rifornirsi di benzina o gasolio è ormai un’impresa spesso impossibile», si legge. La protesta, iniziata venerdì scorso, sta bloccando le consegne e producendo effetti pesanti sulla vita quotidiana in tutto il Sud Italia.
