Putin citato oltre mille volte negli Epstein files, e spunta l'ombra dei servizi segreti russi

Una rete di contatti eccellenti, che dagli USA si estendeva fino alla Russia. Oltre all’ex presidente americano Bill Clinton e all’attuale capo della Casa Bianca, Donald Trump, negli Epstein files compare pure il nome di Vladimir Putin, citato più di mille volte nei milioni di documenti diffusi venerdì scorso dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Di più, il finanziere pedofilo morto suicida in carcere viene descritto come «gestore patrimoniale» del presidente russo.
I fascicoli, analizzati a più riprese dai media internazionali, includono pure delle mail in cui Jeffrey Epstein parla di incontri di persona con Vladimir Putin, anche se al momento non è possibile stabilire se si siano effettivamente tenuti.
In un fascicolo datato 27 novembre 2017, l’FBI mette a verbale le rivelazioni di una CHS (Confidential Human Source, una fonte umana confidenziale, ndr) considerata attendibile, la quale, oltre a parlare di una tenuta in New Mexico dove Epstein attirava e filmava ragazze minorenne, afferma che il finanziere «era anche il gestore patrimoniale di Vladimir Putin, e svolgeva lo stesso servizio per il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe». E ancora: «Epstein faceva soldi caricando percentuali sui suoi clienti per nascondere offshore i loro patrimoni. Epstein conosceva l’ex presidente Bill Clinton ed era molto vicino all’attuale presidente Donald Trump».
L'ombra dei servizi segreti russi
Secondo fonti di intelligence citate dal Daily Mail, Jeffrey Epstein avrebbe agito per conto dei servizi segreti russi (l'FSB, precedentemente noto come KGB), procurando donne - anche minorenni - a numerosi personaggi influenti. Avrebbe agito per l'intelligence russa attraverso la nota strategia chiamata «kompromat», ossia mettere personaggi a conoscenza di informazioni sensibili in situazioni compromettenti in vista di possibili futuri ricatti.
I nuovi documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti comprendono oltre 3 milioni di pagine, 180 mila immagini, 2000 video e centinaia di lettere ed e-mail personali di Jeffrey Epstein. Il presidente russo Vladimir Putin viene menzionato in 1.056 documenti, mentre in 9.629 viene fatto riferimento a Mosca e alla Russia.
Le fonti dell'intelligence americana citate dal Daily Mail, sospettano che Epstein sia stato introdotto nel mondo dello spionaggio tramite Robert Maxwell, magnate dei media caduto in disgrazia, nonché padre di Ghislaine Maxwell, la quale sta scontando una condanna a 20 anni di carcere per traffico sessuale di minori e altri reati legati alla sua associazione con il finanziere deceduto in prigione a New York nel 2019.
Pure Robert Maxwell morì in circostanze poco chiare: scomparve in mare il 5 novembre del 1991 mentre si trovava a bordo del suo yacht, il «Lady Ghislaine», al largo delle Isole Canarie. Il suo corpo senza vita venne ripescato dall’equipaggio dell'imbarcazione. Fu sepolto sul Monte degli Ulivi, a Gerusalemme. Ai funerali presenziarono il premier Yitzhak Shamir, il presidente Chaim Herzog e almeno sei capi dell'intelligence israeliana. L'intelligence ritiene che il finanziere fosse stato presentato a Maxwell e al KGB da un magnate del petrolio, anch'egli al soldo dell'intelligence russa. Le indagini sugli affari di Robert Maxwell hanno portato alla luce legami non solo con il KGB e il Mossad, ma anche con gli 007 britannici dell'MI6.
Il desiderio di incontrare Putin
In una e-mail, inviata a Epstein l'11 settembre 2011, un collaboratore non identificato parla di un «appuntamento con Putin» durante un imminente viaggio in Russia. La persona in questione dice a Epstein: «Ho parlato con Igor. Mi ha detto che l'ultima volta che eri a Palm Beach, gli avevi detto di avere un appuntamento con Putin il 16 settembre e che poteva prenotare il suo biglietto per la Russia in modo che arrivasse qualche giorno prima di te».
Sembra che Epstein avesse programmato un altro incontro con Putin nel 2014. In una e-mail al finanziere pedofilo, l'imprenditore giapponese Joi Ito racconta di un miliardario statunitense di nome Reid Hoffman, co-fondatore del sito web LinkedIn, il quale non sarebbe riuscito a partecipare al meeting con lo «zar»: «Ehi Jeffrey, non sono riuscito a convincere Reid a cambiare il suo programma per andare a incontrare Putin con te», si legge nella missiva. Come detto in precedenza, non è chiaro se questo o altri incontri abbiano davvero avuto luogo.
Quali legami con Mosca?
Il quotidiano indipendente russo Agentstvo ha analizzato diversi documenti che fanno riferimento a Putin, evidenziando come Epstein stesse cercando con insistenza di incontrarlo. Il finanziere ha discusso ripetutamente la possibilità di incontrare il capo del Cremlino pure con Thorbjørn Jagland, allora segretario generale del Consiglio d'Europa ed ex primo ministro della Norvegia.
Le citazioni sono numerose. Nel maggio del 2013, ad esempio, Epstein scrisse a Jagland che Bill Gates sarebbe stato a Parigi, aggiungendo: «Putin è il benvenuto a cena». Nel gennaio del 2014, il finanziere chiese a Jagland di «spiegare a Putin che la Russia ha bisogno di una versione più avanzata di Bitcoin». Nel 2015 manifestò il desiderio di «incontrare Putin e parlare di economia». Nel giugno del 2018, Epstein scrisse, ancora, che gli sarebbe piaciuto molto vedere il capo del Cremlino, offrendosi di incontrare il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, ricordando i precedenti incontri con l'ambasciatore russo all'ONU, Vitaly Churkin.
Epstein, Trump e la Russia
Nel 2021, il giornalista investigativo Craig Unger scrisse nel suo libro, dal titolo American Kompromat: How The KGB Cultivated Donald Trump, che, prima di diventare presidente, il tycoon aveva stretto legami con Putin attraverso la sua amicizia quindicennale con Epstein. È ormai noto il rapporto tra il tycoon e il finanziere, come testimoniano numerose e-mail e immagini in cui Trump e il finanziere compaiono fianco a fianco. Anche se il presidente USA, nelle scorse ore, è tornato a minimizzare: «È una cosa terribile. La quantità di tempo che viene sprecata» sui documenti, ha detto Trump, aggiungendo che i Democratici dovrebbero abbandonare al più presto la questione perché alcuni dei loro leader sarebbero presenti in quei documenti. Secondo Unger, Epstein si sarebbe affidato a protettori russi per ottenere molte delle ragazze di cui abusava e che offriva ai suoi facoltosi conoscenti. Nel libro si legge che i servizi segreti russi potrebbero aver usato Epstein per filmare i suoi importanti amici in compagnia di giovani donne, così da tenerli in pugno.
