Russia-Ucraina

Putin detta le condizioni per porre fine alla guerra, ma «è tutta una farsa»

Il presidente russo aggiorna i termini per un cessate il fuoco, proprio alla vigilia del vertice sulla pace in Svizzera: ma per l'Ucraina e l'Occidente sono inaccettabili
©ANTON VAGANOV / POOL
Red. Online
14.06.2024 17:00

Mentre i rappresentanti di oltre 90 Paesi e organizzazioni internazionali si apprestano a partecipare alla Conferenza sulla pace in Ucraina, che si terrà questo fine settimana sul Bürgenstock, Vladimir Putin lancia le sue proposte per mettere la parola fine alla guerra. Il presidente russo ha chiesto a Kiev di cedere più terre, di ritirare le truppe all’interno del proprio Paese e di rinunciare a entrare nella NATO. Putin, nello specifico, vorrebbe che le truppe ucraine abbandonassero completamente le regioni di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia. Queste regioni dovrebbero poi essere sancite come territorio russo da un accordo internazionale.

«Non appena Kiev si dirà pronta a prendere questa decisione, inizierà il ritiro effettivo delle forze da quelle regioni e dichiarerà formalmente l’abbandono dei suoi piani di adesione alla NATO, ordineremo immediatamente, proprio in quel momento, un cessate il fuoco e avvieremo i negoziati», ha detto il leader russo, chiedendo inoltre all’Occidente di eliminare tutte le sanzioni finanziarie contro la Russia. Proprio nelle scorse ore, gli Stati Uniti hanno invece ampliato le misure restrittive, andando a colpire ulteriormente il settore bancario, la borsa, nonché i microchip e altre tecnologie avanzate.

Le richieste per il cessate il fuoco dello «zar», suonano più come una provocazione alla luce dell’imminente vertice in Svizzera e del G7 in scena in Puglia, dove i leader mondiali hanno stabilito di utilizzare i beni russi congelati per mantenere a galla l’economia di Kiev: si parla di 5 miliardi di dollari di aiuti. Va inoltre ricordato che la Russia non è stata invitata alla conferenza sul Bürgenstock, provocando le reazioni avverse non solo di Mosca (per Putin il vertice è solo «un altro trucco che mira a distogliere l'attenzione di tutti dalle cause della crisi ucraina» e «per dare ancora una volta un'apparenza di legittimità alle attuali autorità ucraine»), ma pure della Cina. Per quanto riguarda i fondi russi congelati, Putin ha denunciato l’accordo dei leader del G7, affermando che si tratta di un tentativo di fornire «una sorta di base giuridica» per quello che ha definito un «furto che non resterà impunito».

Di fatto, Putin, parlando ai diplomatici del ministero degli Esteri russo, ha aggiornato le condizioni per porre fine alla guerra in Ucraina e, questo, sottolinea il Guardian, non succedeva da quando è scattata l’invasione nel febbraio del 2022: all’epoca lo «zar» chiedeva il cambio di governo a Kiev e la «smilitarizzazione» dell’Ucraina.

In tutta risposta, il segretario alla Difesa USA Lloyd Austin ha affermato che Putin «non è nella posizione» di avanzare richieste all’Ucraina e potrebbe porre fine alla guerra che ha iniziato «oggi stesso, se decidesse di farlo».

Il consigliere presidenziale ucraino Mikhaylo Podolyak ha invece definito una «farsa» le proposte del capo del Cremlino: «Non ci sono nuove “proposte di pace” dalla Russia. Naturalmente non vi è alcuna novità, nessuna reale proposta di pace e nessun desiderio di porre fine alla guerra. Ma c'è il desiderio di non pagare per questa guerra e di continuarla in nuove forme. È tutta una farsa. Perciò - ancora una volta - liberatevi delle illusioni e smettetela di prendere sul serio le 'proposte della Russia' che offendono il buon senso», ha scritto su X. In ogni caso, anche se dovessero essere proposte serie, è altamente improbabile che l’Ucraina e i Paesi occidentali possano accettare le condizioni unilaterali dettate da Putin, specialmente ora che l’Ucraina sta rialzando la testa dopo mesi di affanno sul campo di battaglia.

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