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Ma Trump è tornato a dirsi fiducioso: «Putin e Zelensky si odiano, e questo rende le cose molto difficili, ma penso che ci stiamo avvicinando molto a raggiungere un accordo» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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21:16
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L'inviato speciale di Putin domani a Miami per vedere membri dell'amministrazione Trump
L'inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, si recherà domani a Miami per incontrare membri dell'amministrazione del presidente statunitense Donald Trump. Lo scrive Reuters sul suo sito web citando due fonti a conoscenza della visita.
Già a fine dicembre, Dmitriev ha avuto colloqui con l'inviato speciale statunitense Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner, sempre nella città della Florida.
20:02
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Putin ridimensiona la tregua: «Solo su Kiev e fino a domenica»
La montagna sembra aver partorito il classico topolino, e in una gran confusione. L'annuncio di Donald Trump, che aveva parlato di una tregua di una settimana negli attacchi russi sull'Ucraina concordata con Vladimir Putin, è stato ridimensionato dal Cremlino.
Il presidente Usa, ha precisato il portavoce Dmitry Peskov, ha chiesto una sospensione degli attacchi sulla sola Kiev, che durerà fino a domenica, quando ad Abu Dhabi è prevista la ripresa dei negoziati di pace. Ma Trump è tornato a dirsi fiducioso. Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky «si odiano, e questo rende le cose molto difficili, ma penso che ci stiamo avvicinando molto a raggiungere un accordo», ha assicurato il tycoon.
Trump aveva detto ieri che Putin era stato «molto carino» nell'accogliere la sua richiesta di sospendere «per una settimana» gli attacchi, in considerazione di un'ondata di gelo prevista nei prossimi giorni sull'Ucraina, con temperature fino a 30 gradi sotto zero. Il capo della Casa Bianca, tuttavia, non aveva precisato né la data d'inizio della tregua, né quali infrastrutture dovrebbero essere risparmiate dai bombardamenti.
Alla domanda se la Russia avrebbe rispettato la tregua, Peskov ha risposto in modo non del tutto chiaro: «Sì - ha detto - c'è stato un appello personale del presidente Trump per una settimana, fino al primo febbraio, mentre si creano le condizioni favorevoli per i negoziati». Un commento che ha indotto l'agenzia russa Ria Novosti a scrivere che Mosca accoglieva la richiesta, mentre per la Tass le parole del portavoce di Putin confermavano solo la richiesta della parte americana.
L'Aviazione ucraina ha detto che la scorsa notte i russi hanno lanciato sull'Ucraina 111 droni, di cui 80 sono stati abbattuti, ma secondo Zelensky «non ci sono stati attacchi sulle installazioni energetiche», mentre le forze armate russe «si concentrano ora su raid contro obiettivi logistici».
Comunque gli ultimi bombardamenti russi su Kiev sono avvenuti nella notte tra il 23 e il 24 gennaio. Cioè qualche ora prima dell'inizio della prima tornata di trattative russo-ucraine a Abu Dhabi con la mediazione americana. E quindi l'annuncio di Trump potrebbe riguardare una tregua relativa solo alla capitale già in vigore dall'inizio dei colloqui, e destinata a durare almeno fino alla loro ripresa, fra due giorni. Anche se Zelensky ha detto che «la data o il luogo potrebbero cambiare» a causa delle crescenti tensioni tra gli Usa e l'Iran.
Anche se confermati, non si tratterà di negoziati semplici. «Finora, non siamo riusciti a trovare un compromesso sulla questione territoriale, in particolare riguardo a una parte dell'est dell'Ucraina», ha avvertito il presidente. Con un riferimento al Donbass, di cui i russi vorrebbero appropriarsi per intero. Zelensky ha anche accusato Mosca di avere «bloccato il processo» di scambio dei prigionieri.
Il leader ucraino ha poi categoricamente respinto la possibilità di incontrare Putin a Mosca, come proposto dal Cremlino, e lo ha pubblicamente invitato a recarsi lui a Kiev, «se ha il coraggio». Il che ha attirato la piccata risposta del Cremlino. «Vorrei ricordare - ha chiarito Peskov - che è stato Zelensky a chiedere un incontro. Il presidente Putin gli ha risposto: 'Siamo pronti, ma solo a Mosca'».
Sul terreno, intanto, la Russia ha rivendicato la conquista di altri tre villaggi: due nella regione di Zaporizhzhia e uno in quella di Donetsk. Mentre nell'oblast nord-orientale di Kharkiv le autorità hanno ordinato l'evacuazione obbligatoria delle famiglie con bambini da sette insediamenti in un territorio situato a una cinquantina di chilometri dall'omonima città capoluogo. In precedenza il governatore della regione aveva accusato le truppe russe di aver provocato la morte di una persona e il ferimento di almeno altre due in raid sui villaggi di Novoosynove e di Chorne.
12:23
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Russia: «Gli attacchi sospesi sono quelli su Kiev»
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha precisato che gli attacchi all'Ucraina che la Russia ha accettato di sospendere fino a domenica su richiesta del presidente americano Donald Trump sono quelli che prendono di mira la capitale Kiev. Peskov ha detto che Trump si è rivolto personalmente al presidente russo Vladimir Putin chiedendogli di astenersi dal lanciare attacchi sulla capitale ucraina per una settimana fino a domenica 1 febbraio per facilitare lo svolgimento dei negoziati, la cui ripresa è prevista per quella data ad Abu Dhabi. Putin ha accettato, ha aggiunto il suo portavoce, facendo quindi capire che tale tregua sarebbe già in vigore da lunedì scorso.
06:51
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Il punto delle 7
Durante la notte, le forze di difesa aerea russe hanno intercettato e distrutto 18 droni ucraini sopra le regioni della Federazione. Lo ha riferito - come riporta la Tass - il Ministero della Difesa russo, precisando che cinque erano sopra il territorio della Repubblica di Crimea, due sul Mar Nero, due nella regione di Rostov, uno nella regione di Astrakhan e uno nella regione di Kursk. Solo poche ore fa il presidente Usa Donald Trump aveva annunciato uno stop del conflitto in vista di un'ondata di gelo in arrivo sull'Ucraina.
Nel frattempo, in un'intervista all'agenzia Tass, il direttore del dipartimento per gli affari europei del ministero degli Esteri russo, Vladislav Maslennikov ha dichiarato che «la Nato sta introducendo elementi di conflitto in regioni precedentemente pacifiche, tra cui l'Artico».
