Il caso

Quella base militare segreta nordcoreana a un passo dalla Cina

Un rapporto di un think thank statunitense evidenzia la presenza di una a base operativa missilistica «non dichiarata» a soli 27 chilometri dal confine con il Paese del Dragone
©EPA/KCNA EDITORIAL USE ONLY
Red. Online
23.08.2025 21:29

Che la Corea del Nord sia uno dei Paesi più misteriosi al mondo, ormai, è risaputo. Non stupisce, dunque, quanto reso noto da una nuova ricerca. Secondo un rapporto del think thank statunitense Center for Strategic and International Studies (CSIS), Pyongyang avrebbe costruito una base militare segreta vicino al confine con la Cina. Un luogo, neanche a dirlo, strategico, che potrebbe ospitare i più recenti missili balistici a lungo raggio nordcoreani. 

Secondo quanto si legge sul Guardian, la base operativa missilistica «non dichiarata» si troverebbe a Sinpung-dong, a circa 27 chilometri dal confine cinese. Secondo lo studio del CSIS, la struttura sorge nella provincia di Pyongan settentrionale e ospita probabilmente da sei a nove missili balistici intercontinentali con capacità nucleare e i relativi lanciatori. Armi, queste, che secondo il think thank statunitense «rappresentano una potenziale minaccia nucleare per l'Asia orientale e gli Stati Uniti continentali».

Dopotutto, la Corea del Nord ha intensificato il suo programma di armi nucleari dopo il fallimento del vertice con gli Stati Uniti nel 2019. Inoltre, il leader Kim Jong-un ha recentemente chiesto la «rapida espansione» della capacità nucleare della nazione diplomaticamente isolata. 

A tal proposito, il rapporto del CSIS afferma che la base è una delle circa 15-20 basi missilistiche balistiche. Ossia, strutture di manutenzione, supporto, stoccaggio di missili e stoccaggio di testate che la Corea del Nord non ha mai dichiarato. Secondo lo studio, non risulta che l'impianto sia stato mai oggetto di negoziati di denuclearizzazione precedentemente condotti tra Stati Uniti e Corea del Nord. 

Ma secondo le valutazioni del CSIS, ha affermato che i lanciatori e i missili potrebbero lasciare la base in caso di crisi o guerra, collegarsi con unità speciali e condurre lanci più difficili da individuare da altre parti del Paese. Non solo. Sempre sul rapporto si legge che la base, insieme ad altre, «rappresenta la componente principale di quella che si presume essere la strategia missilistica balistica in evoluzione della Corea del Nord e la sua crescente capacità di deterrenza nucleare e di attacco a livello strategico».