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Gli Houthi lanciano missili e droni verso l’Arabia Saudita, che rivendica intercettazioni e attacchi di risposta — Intanto cresce la pressione sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz — TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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La guerra in Iran costa a ogni famiglia statunitense la media di 2.000 dollari
La guerra in Iran è costata finora a ogni famiglia americana una media di circa 2.000 dollari, secondo le stime diffuse da Mark Zandi, capo economista di Moody's Analytics. «Si consideri che i costi complessivi della guerra hanno assorbito circa la metà dell'aumento di reddito della famiglia americana media negli ultimi otto mesi», ha scritto Zandi su X. «Non c'è da stupirsi che la guerra sia così impopolare». Il conflitto, iniziato a fine febbraio, è costato ai consumatori americani 265 miliardi a livello nazionale, secondo le stime di Moody's. Zandi ha indicato i prezzi dell'energia come il fattore principale del rialzo dei costi.
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Il punto alle 7
Nuova escalation in Medio Oriente nelle prime ore di mercoledì 14 ottobre. La tensione si concentra tra Arabia Saudita e Yemen, mentre aumentano le preoccupazioni per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.
Secondo quanto riferito dalle autorità saudite e riportato da Reuters, la difesa aerea ha intercettato tre missili e due droni diretti verso Riad e la sede della compagnia petrolifera Aramco a Dhahran. La caduta di detriti avrebbe provocato il ferimento di quattro persone e danni a 15 abitazioni nella capitale.
La coalizione guidata da Riad ha inoltre condotto raid contro obiettivi nelle aree dello Yemen controllate dagli Houthi, compresi depositi di carburante nella capitale Sanaa. Gli attacchi sono stati presentati come una risposta alle offensive contro il territorio saudita. I ribelli, sostenuti dall’Iran, hanno minacciato ulteriori ritorsioni.
La situazione resta tesa anche sul fronte marittimo. In un articolo pubblicato nelle prime ore di mercoledì, Reuters riferisce che Teheran starebbe modificando le tattiche impiegate contro le navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Secondo funzionari iraniani citati dall’agenzia, l’obiettivo sarebbe ostacolare il traffico marittimo e mantenere alta la pressione sui prezzi del petrolio. Negli ultimi due giorni sarebbero stati segnalati almeno cinque incidenti che hanno coinvolto imbarcazioni commerciali nell’area.
Gli sviluppi alimentano i timori per la sicurezza delle infrastrutture energetiche e delle rotte commerciali della regione. Parte degli attacchi è iniziata martedì 13 ottobre, mentre le informazioni sono state aggiornate nelle prime ore del giorno successivo: la cronologia dei singoli episodi va quindi distinta dagli orari di pubblicazione delle notizie.
