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Raid su impianti petroliferi vicino a Teheran, «pericolose piogge acide»

«Più o meno raggiunta» l'intesa sul successore di Khamenei – Guardie della rivoluzione islamica: «L'Iran è in grado di continuare almeno sei mesi di intensa guerra al ritmo attuale» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Raid su impianti petroliferi vicino a Teheran, «pericolose piogge acide»


Red. Online
08.03.2026 07:54
11:00
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A Teheran piove petrolio, «restate a casa»

Il fumo degli incendi divampati durante la notte ha avvolto la capitale, proiettando una foschia scura sulla città. La Mezzaluna Rossa iraniana ha avvertito i cittadini del rischio di immissione di composti tossici nell'atmosfera: «si potrebbero verificare pericolose piogge acide», che in parte hanno già iniziato a bagnare la capitale. La Protezione civile ha invitato la popolazione a rimanere in casa.

L'inviato della CNN Fred Pleitgen riferisce che «i quasi 10 milioni di abitanti di Teheran si sono svegliati con una mattina coperta da dense nuvole nere». «Si può vedere che la pioggia, l'acqua piovana è in realtà nera - anche satura, a quanto pare, di petrolio», ha raccontato nel suo reportage.

«Ecco cosa sta succedendo stamattina, questa specie di pioggia piena di petrolio che abbiamo in questo momento sulla capitale iraniana, dopo gli attacchi», che hanno preso di mira in particolare la raffineria Shahran a Teheran, che alcuni video hanno mostrato avvolta dal fumo e dalle fiamme.

«Ho visto l'esplosione nella notte, ha illuminato il cielo, una cosa che non avevo mai visto: sembrava la fine del mondo, o l'inizio di quello che mi ricorda l'inferno», ha raccontato un abitante della zona.

10:54
10:54
Torre in fiamme a Kuwait dopo attacchi di droni

Un enorme incendio ha avvolto una torre a Kuwait City – Al Kuwait o Kuwait è la capitale dell'Emirato del Kuwait – in seguito ad attacchi di droni nelle prime ore di oggi. Anche altri paesi del Golfo sono stati nuovamente presi di mira nella notte.

Il rogo a Kuwait City è scoppiato in una sede governativa gestita dall'Istituto pubblico per la sicurezza sociale, scrive il «Guardian». Il dipartimento ha affermato che «l'edificio principale dell'organizzazione è stato preso di mira, con conseguenti danni materiali». L'incendio sembra ora sotto controllo.

Nella notte droni hanno attaccato i serbatoi di carburante all'aeroporto internazionale del Kuwait, ha dichiarato il Ministero della difesa. «Le Forze armate kuwaitiane hanno risposto a un'ondata di droni ostili che hanno penetrato lo spazio aereo del paese. I serbatoi di carburante dell'aeroporto internazionale del Kuwait sono stati attaccati da droni», ha scritto su X un portavoce del dicastero denunciando l'attacco come mirato a «infrastrutture critiche». Pochi minuti dopo l'esercito dello Stato del Golfo ha dichiarato sulla stessa piattaforma social di essere alle prese con «attacchi missilistici e con droni», senza specificarne il numero.

Intanto un attacco di drone iraniano ha danneggiato un impianto di desalinizzazione dell'acqua in Bahrein, hanno annunciato le autorità di Manama. «L'aggressione iraniana bombarda casualmente obiettivi civili e causa danni materiali a un impianto di desalinizzazione dell'acqua a seguito di un attacco con drone», recita una nota ufficiale. Teheran aveva precedentemente accusato gli Stati Uniti di aver colpito uno dei propri impianti di desalinizzazione da una base in Bahrein.

Da parte sua il Ministero della difesa saudita ha annunciato stanotte che un attacco con un drone contro il quartiere diplomatico della capitale Riad è stato sventato, aggiungendo che la neutralizzazione del velivolo non ha causato danni materiali o feriti tra la popolazione civile.

In Iraq un drone ha invece preso di mira una base militare statunitense vicino all'aeroporto internazionale di Erbil, nella regione curda (nord), secondo al-Jazeera, il cui corrispondente ha riferito di un fuoco antiaereo dopo aver udito diverse esplosioni. Le difese aeree, ha aggiunto l'emittente qatariota, sembravano aver intercettato il drone. Non ci sono stati commenti immediati da parte di funzionari statunitensi o iracheni.

Intanto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha avvertito che se i nemici dell'Iran «cercheranno di usare qualsiasi paese per attaccare o invadere il nostro territorio, saremo costretti a rispondere a quell'attacco. Rispondere non significa avere controversie con quel paese o voler danneggiare la sua popolazione: risponderemmo per necessità», ha detto Pezeshkian in dichiarazioni trasmesse oggi dalla tv di Stato. Ieri il presidente si era scusato con i paesi vicini che ospitano basi militari statunitensi per gli attacchi sul loro territorio.

10:20
10:20
Affondato un rimorchiatore nello Stretto di Hormuz

Tre membri dell'equipaggio indonesiani risultano dispersi dopo che il rimorchiatore Musaffah 2, battente bandiera degli Emirati Arabi Uniti, è affondato nello Stretto di Hormuz. Lo annuncia il ministero degli esteri di Giacarta in una nota.

«Un sopravvissuto indonesiano è attualmente in cura per ustioni in un ospedale della città di Khasab, in Oman. Gli altri tre indonesiani sono ancora ricercati dalle autorità locali», si legge.

Prima dell'affondamento il Musaffah 2 ha subito un'esplosione che ha causato un incendio. È in corso un'indagine da parte delle autorità locali.

10:10
10:10
«Più o meno raggiunta» l'intesa sulla nuova Guida Suprema, successore di Khamenei

Un consenso della maggioranza sulla successione della Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, «è stato più o meno raggiunto»: lo ha annunciato l'ayatollah Mohammadmehdi Mirbaqeri, membro dell'Assemblea degli esperti, come riferisce l'agenzia Mehr. Questi ha confermato in un video trasmesso dall'agenzia di stampa iraniana Fars che «è stata raggiunta una ferma opinione che riflette l'opinione della maggioranza».

«Il candidato più idoneo, approvato dalla maggioranza dell'Assemblea degli esperti, è stato individuato», ha dichiarato da parte sua Mohsen Heydari, un altro membro dell'organismo di selezione che rappresenta la provincia del Khuzestan, citato dall'agenzia di stampa iraniana Isna.

L'ayatollah Mohsen Heidari Alekasir, un altro membro ancora dell'Assemblea, ha detto che un candidato è stato scelto sulla base del consiglio del defunto leader supremo, secondo cui il leader iraniano avrebbe dovuto «essere odiato dal nemico».

«Persino il Grande Satana (gli USA) ha fatto il suo nome», ha detto Heidari Alekasir. Giorni fa, Trump ha definito il figlio di Khamenei, Mojtaba, una scelta «inaccettabile».

IDF: «Perseguiremo il successore e chi lo nomina»

«Dopo l'eliminazione del tiranno Khamenei, il regime terroristico iraniano sta tentando di riorganizzarsi e scegliere una nuova Guida suprema: il lungo braccio dello Stato di Israele continuerà a perseguire il successore e chiunque tenti di nominarlo»: è l'avvertimento lanciato dall'esercito dello Stato ebraico in un post su X in farsi.

«Avvertiamo tutti coloro che intendono partecipare alla riunione di selezione del successore che non esiteremo a prendere di mira anche voi. Questo è un avvertimento», sottolinea il post dell'IDF, di cui riferiscono la BBC e la CNN.

10:08
10:08
Pfister: «La guerra può comportare pericoli per la Svizzera»

Il consigliere federale Martin Pfister critica gli Stati belligeranti nella guerra in Medio Oriente. «Gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'Iran dall'aria, violando così il diritto internazionale, proprio come l'Iran». A suo dire anche in Svizzera «sussiste il rischio che si verifichino attentati» terroristici. «La guerra potrebbe inoltre provocare un'ondata di rifugiati, cosa che avrà un impatto pure su di noi». Anche se la Svizzera non è direttamente minacciata dai missili a lungo raggio iraniani, sono possibili danni collaterali, sottolinea lo zughese. «Penso che la popolazione capirà che abbiamo bisogno di mezzi supplementari per tutto questo. Questa guerra, per quanto terribile, potrebbe innescare un cambiamento di mentalità urgente e necessario».

09:40
09:40
Attacco aereo israeliano su un hotel nel centro di Beirut

Un attacco aereo israeliano su un hotel nel centro di Beirut ha ucciso almeno quattro persone e ne ha ferite 10, ha dichiarato oggi il Ministero della Salute libanese.

L'attacco ha colpito il «Ramada» nel quartiere di Raouché, una zona turistica sul lungomare finora risparmiata dagli attacchi israeliani contro il movimento sciita filo-iraniano Hezbollah.

Lo Stato ebraico ha dichiarato di aver «effettuato un attacco mirato contro i comandanti chiave della Forza Quds del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica iraniana a Beirut».

«Il regime terroristico iraniano opera sistematicamente all'interno della popolazione civile in Iran e Libano sfruttando cinicamente i civili come scudi umani», ha accusato l'esercito israeliano su Telegram.

09:39
09:39
Raid USA-Israele su 5 impianti petroliferi vicino Teheran

Stati Uniti e Israele hanno colpito cinque impianti petroliferi durante gli attacchi notturni nella capitale iraniana e nei dintorni, ha riferito un funzionario alla TV di Stato.

«Ieri sera, quattro depositi di petrolio e un centro di trasporto di prodotti petroliferi a Teheran e nell'Alborz sono stati attaccati da aerei nemici», ha detto il direttore della National Iranian Oil Products Distribution Company, Keramat Veyskarami.

Questi ha precisato che i cinque impianti «sono stati danneggiati», ma che «l'incendio è stato domato». Il responsabile ha aggiunto che quattro membri del personale delle strutture sono rimasti uccisi.

l fumo degli incendi divampati durante la notte ha avvolto la capitale, proiettando una foschia scura sulla città all'alba. Veyskarami ha affermato che i depositi di petrolio iraniani dispongono di «sufficienti riserve di benzina».

«A causa di danni alla rete di rifornimento di carburante, la distribuzione è stata temporaneamente interrotta», ha dichiarato il governatore della capitale iraniana Mohammad Sadegh Motamedian, citato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. «Il problema è in fase di risoluzione», ha aggiunto.

08:15
08:15
Trump riceve i caduti in Iran: «È un giorno triste»

«È un giorno molto triste» ma la morte è «parte della guerra». Lo ha detto il presidente americano Donald Trump dopo aver accolto i caduti nel conflitto con l'Iran alla base di Dover, in Delaware, alla presenza della First Lady Melania e del vicepresidente JD Vance.

Trump ha ricevuto le bare dei soldati uccisi nella guerra in Iran con indosso un cappellino con visiera bianco e la scritta USA in oro incisa, simile a quello che ha indossato quando ha annunciato l'avvio della campagna in Iran.

© KEYSTONE
© KEYSTONE

«Stiamo vincendo di gran lunga la guerra con l'Iran, e continuerà. Continuerà per un po'», ha detto Donald Trump ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Egli non ha deciso quanto durerà il conflitto; ma senza definire una tempistica, il presidente si è limitato a dire: «whatever it takes», tutto il necessario.

«Abbiamo decimato il loro impero del male. Abbiamo spazzato via 44 navi e i loro missili. La loro capacità di droni è stata danneggiata», ha detto Trump parlando dei successi ottenuti in una settimana. A chi gli chiedeva cosa intendesse per resa incondizionata, il presidente ha risposto: «significa un esercito inutile».

A chi gli chiedeva della possibilità di schierare soldati do terra, ha dichiarato che «non rispondo. Potrebbe essere? Forse, ma devono esserci ottime ragioni», spiegando che le forze iraniane dovrebbero essere così decimate da non essere in grado di combattere.

E quanto a un possibile dispiegamento per mettere al sicuro l'uranio, il presidente ha riferito di non averne ancora parlato. «Non ora», ha messo in evidenza senza escludere la possibilità in un secondo momento.

E ancora: «abbiamo detto ai curdi che non vogliamo che vadano». «Siamo molto amici con i curdi ma non vogliamo rendere la guerra più complicata di quanto non sia già. Non voglio che curdi entrino» in Iran, «l'ho escluso», ha detto Trump.

Quanto al bombardamento sulla scuola nel sud del paese a inizio conflitto, Trump ha affermato che «sulla base di quello che visto» è «stato fatto dall'Iran», sottolineando che Teheran è molto «inaccurata» con le sue munizioni.

Rispondendo a chi gli chiedeva se la Russia aiutasse Teheran, Trump ha infine dichiarato che «non c'è nessuna indicazione in merito».

07:54
07:54
Il punto alle 08.00

L'Iran ha affermato di essere in grado di combattere per almeno altri sei mesi contro Stati Uniti e Israele, in una guerra entrata nel suo nono giorno. «Le forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran sono in grado di continuare almeno sei mesi di intensa guerra al ritmo attuale delle operazioni», ha dichiarato Ali Mohammad Naini, portavoce del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica citato dall'agenzia di stampa Fars.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che il suo Paese «sarà costretto a rispondere» a qualsiasi attacco o tentativo di invasione da parte di un Paese vicino, in dichiarazioni trasmesse dalla tv di Stato. Se i nemici dell'Iran «cercheranno di usare qualsiasi Paese per attaccare o invadere il nostro territorio, saremo costretti a rispondere a quell'attacco. Rispondere non significa avere controversie con quel Paese o voler danneggiare la sua popolazione: risponderemmo per necessità», ha detto Pezeshkian. Ieri il presidente si è scusato con i Paesi vicini che ospitano basi militari statunitensi per gli attacchi sul loro territorio.

Donald Trump ha fra le opzioni a sua disposizione l'invio delle unità delle Special Operation in Iran per sequestrare e distruggere i siti nucleari più importanti del Paese. L'opzione è stata messa a punto dal Us Central Command. Lo riporta Semafor citando alcune fonti, secondo le quali la Delta Force ha da tempo preparato una missione «anti-Wmd», weapon of mass destruction, in cui ha il compito di entrare e liberarsi di qualsiasi materiale e centrifuga.

La guerra in Medio Oriente «non sarebbe mai dovuta scoppiare» e «non beneficia nessuno». Lo ha detto il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, in conferenza stampa in occasione della quarta sessione della 14. Assemblea nazionale del popolo. Wang ha sottolineato nuovamente che la posizione della Cina si può riassumere con una frase: «Cessate il fuoco», perché le armi sono «strumenti pericolosi» che non dovrebbero essere usate.