Il caso

Riprende la caccia alle balene in Islanda (e si riaccende la polemica)

Negli scorsi giorni, sono state uccise due balenottere comuni, per la prima volta dal 2023 – Nel porto di Reykjavík, un attivista è salito a bordo di una baleniera, per fermare la spedizione: «Mi sentivo così male che ho iniziato a piangere»
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Red. Online
24.06.2026 23:13

Due balene sono state uccise al largo delle coste islandesi, dopo che, due giorni fa, è ufficialmente ripresa la caccia commerciale. Una pratica che, da circa tre anni, era stata interrotta. Tra il 2024 e il 2025, infatti, l'Islanda aveva annullato la caccia alle balene, in parte a causa delle difficoltà economiche che avevano ridotto la domanda, ma anche perché il settore non era considerato sufficientemente redditizio. 

Secondo quanto ha dichiarato l'emittente pubblica islandese RUV,  due balenottere comuni «sono state uccise nella notte tra domenica e lunedì», per la prima volta dal 2023. Si tratta del secondo animale più grande sulla Terra dopo la balenottera azzurra. La Commissione baleniera internazionale ha vietato la caccia commerciale alle balene nel 1986, a seguito delle preoccupazioni per il declino degli stock di questi mammiferi marini. Oggi, tuttavia, l'Islanda, la Norvegia e il Giappone sono gli tre Paesi che consentono ancora apertamente la caccia alle balene, nonostante la condanna internazionale da parte dell'opinione pubblica e delle organizzazioni per la tutela degli animali. 

«Le prime morti di balenottere comuni nella caccia islandese di quest'anno sono devastanti», ha affermato Joanna Swabe, direttrice senior per gli affari pubblici in Europa dell'organizzazione per i diritti degli animali Humane World for Animals. «L'Islanda ha ucciso più di 1.000 balenottere comuni negli ultimi due decenni: non solo si tratta del secondo animale più grande del pianeta, ma anche di una specie classificata come vulnerabile all'estinzione a livello globale». 

La notizia, neanche a dirlo, ha scatenato forti reazioni, in particolare da parte degli attivisti per i diritti degli animali. Prima che le imbarcazioni per la caccia salpassero, venerdì, un manifestante si è arrampicato sulla coffa di una nave baleniera nel porto di Reykjavík. Il giovane, noto come Hólmsteinn Harðarson, si è incatenato all'albero della Hval 9, diretta a Hvalfjörður (letteralmente «fiordo delle balene»). «Pensavo che forse la nave avrebbe fatto solo una piccola deviazione per poi tornare indietro, ma non è successo», ha raccontato Harðarson, secondo quanto si legge su ABC. Il giovane è scoppiato in lacrime, quando ha capito che le balene sarebbero state catturate. «Sono molto grato all'equipaggio per come ha reagito quando mi sono lasciato andare. Mi sentivo così male che ho iniziato a piangere». 

La nave è arrivata al molo di Hvalfjörður dopo un viaggio di tre ore. Secondo quanto ha riportato il sito web islandese Vísir, l'equipaggio è stato visto insieme a Harðarson, che è stato prelevato dalla polizia. «Spero che la caccia alle balene finisca. Spero che la gente smetta di consumare animali e prodotti di origine animale. Questa è la mia speranza». 

L'indignazione, nel Paese nordico, è forte. Anche il governo islandese ha annunciato di voler presentare un disegno di legge volto a vietare la caccia alle balene durante l'autunno.  Il governo islandese ha annunciato che intende presentare un disegno di legge volto a vietare la caccia alle balene questo autunno. Inoltre, l'istituto islandese di ricerca marina e d'acqua dolce ha raccomandato che nella stagione 2026 non vengano catturate più di 150 balenottere comuni: un numero che rappresenterebbe un calo del 28% rispetto alla quota annuale raccomandata per il 2018-2025.