Stati Uniti

Rischia fino a 20 anni di carcere per aver contrabbandato pezzi di ricambio per Airbus e Boeing in Russia

È il caso della bielorussa Yana Leonova, dichiaratasi colpevole in un caso che la vede coinvolta in prima linea – La sua colpa? Aver sfruttato il sistema per aggirare le sanzioni occidentali
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Marcello Pelizzari
26.05.2026 16:39

«Colpevole». Così, lo scorso 20 maggio, ha risposto e si è dichiarata Yana Leonova, 33 anni, cittadina bielorussa nota anche come Yana Liavonava, davanti al Tribunale distrettuale degli Stati Uniti del Distretto di Columbia, Washington. Colpevole, nello specifico, di aver violato le norme sul controllo delle esportazioni nel settore aeronautico. Detto in altri termini: ha usato intermediari, broker e società di Paesi terzi per far arrivare in Russia componenti e pezzi di ricambio di fabbricazione occidentale, dribblando così le sanzioni in vigore. Varate, ricordiamo, in risposta all'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte dell'esercito di Mosca.

Il tema, lo sappiamo, è noto da tempo: le compagnie della Federazione, al momento, sono in gran parte composte da velivoli Airbus e Boeing e, di riflesso, necessitano di aggiornamenti e appunto pezzi di ricambio per poter continuare a usarli. Di qui i dribbling. Leonova, residente in Russia, è stata arrestata in Francia ed estradata negli Stati Uniti lo scorso novembre. La sentenza verrà pronunciata il prossimo 10 agosto. L'accusa, come dicevamo, riguarda l'aggiramento delle sanzioni: Leonova e altri avrebbero contribuito a procurare avionica e attrezzature aeronautiche di provenienza statunitense per aerei ​​gestiti o manutenuti dal suo ex datore di lavoro russo, incluso nella Entity List del Dipartimento del Commercio per motivi di sicurezza nazionale e politica estera.

Il caso, di per sé, è emblematico: i componenti per aerei circolano legalmente attraverso distributori, intermediari e fornitori lungo la catena del mercato secondario, a maggior ragione se parliamo di velivoli più datati o addirittura fuori produzione. Gli inquirenti ritengono che Leonova e i suoi complici abbiano utilizzato e sfruttato questa catena di approvvigionamento indiretta per nascondere il vero utilizzatore finale e trasferire i componenti in Russia senza le necessarie licenze di esportazione statunitensi.

Secondo il Dipartimento di Giustizia statunitense, l'intero «sistemone» messo in piedi da Leonova e dai suoi complici è scattato nel maggio 2022. I procuratori americani hanno affermato che Leonova ha collaborato con complici statunitensi e armeni per acquistare componenti di aerei da distributori con sede negli Stati Uniti, per poi utilizzare società in Armenia e altrove per spedire i componenti in Russia. Componenti che, ricordiamo, non potevano essere legalmente esportati in Russia senza le licenze del Dipartimento del Commercio. Leonova e gli altri hanno ripetutamente falsificato o occultato i veri utilizzatori finali e le destinazioni dei componenti aeronautici, presentando informazioni false sui documenti di esportazione. Hanno inoltre dirottato pagamenti in dollari statunitensi da conti bancari esteri a conti bancari negli Stati Uniti.

Nell'atto d'accusa relativo al caso, viene identificato un unico fornitore statunitense, denominato US Company-1, una società di componenti aeronautici registrata a Teterboro, nel New Jersey. L'atto d'accusa afferma che la società forniva componenti rotanti, materiali di consumo, hardware, pezzi di ricambio e apparecchiature elettroniche per aeromobili prodotti da Airbus, Boeing, Bombardier, Dassault, Gulfstream e altri. L'atto d'accusa identifica anche un cittadino statunitense naturalizzato residente nel New Jersey, di cui non viene rivelato il nome, come fondatore, proprietario e gestore della società. Tale persona viene indicata solo come «co-cospiratore-1» e non è nominata come imputato nell'atto d'accusa pubblico. Tra i componenti aeronautici citati nell'atto d'accusa figuravano finestrini di Airbus A321, coppie di pale per motori dell'A321 e un radar meteorologico multiscan associato a un Bombardier Global 6000 con numero di registrazione RA-67241. E ancora: un intermediario armeno avrebbe effettuato diversi pagamenti su un conto bancario di New York collegato al fornitore statunitense tra giugno e luglio 2022. Tali pagamenti includevano importi di 82.655, 297.000, 100.000, 97.500, 100.500 e 100.000 dollari.

Detto del caso che ha coinvolto Leonova, giova ricordare che lo scorso gennaio un cittadino indiano è stato condannato a trenta mesi di carcere per aver cospirato per esportare componenti aeronautici e un sistema di navigazione e controllo dall'Oregon a utenti finali russi. In un altro caso, cittadini russi hanno ammesso di aver partecipato a un piano per acquisire ed esportare tecnologia aeronautica da fornitori statunitensi ad acquirenti russi, principalmente compagnie aeree commerciali. Un altro imputato, con doppia cittadinanza statunitense e russa, è stato condannato a 41 mesi di carcere per aver tentato di esportare due aerei Cessna in Russia attraverso l'Armenia.

Il caso Leonova, concludendo, dimostra come il mercato secondario legale dei componenti aeronautici possa trasformarsi in una sorta di mercato grigio quando broker, intermediari o acquirenti celano la vera destinazione dei beni soggetti a controllo. La procuratrice statunitense Jeanine Pirro, al riguardo, ha affermato che Leonova ha utilizzato società di comodo, documenti falsi e intermediari stranieri per occultare l'esportazione illegale di componenti aeronautici di origine statunitense verso la Russia. «Chiunque pensi di poter sfruttare le catene di approvvigionamento statunitensi per armare i nostri avversari dovrebbe esaminare attentamente quanto accaduto a Yana Leonova» ha dichiarato Pirro. «Gli investigatori hanno ricostruito il piano attraverso diverse giurisdizioni e l'hanno assicurata alla giustizia. Non esiste distanza sufficiente per proteggere coloro che minacciano i nostri interessi di sicurezza nazionale».

Leonova rischia una pena massima di 20 anni di carcere. La sua pena effettiva, che sarà determinata dal tribunale, sarà probabilmente molto inferiore, pur comportando comunque con ogni probabilità diversi anni di reclusione.