Stati Uniti

Sanzioni contro la Russia, Donald Trump si concede due mesi per pensarci su

Secondo il segretario di Stato USA Marco Rubio, serve tempo per valutare l'impatto delle misure votate dal Congresso sull'economia globale e americana
Il presidente USA sabato ha parlato dal suo resort a Mar-a-Lago, in Florida. © AP Photo / Mark Schiefelbein
Red. Mondo
18.10.2026 23:00

Donald Trump si prende fino a 60 giorni per decidere sulle misure contro la Russia. Lo ha detto sabato il segretario di Stato Marco Rubio, all’indomani dell’ordine esecutivo con cui il presidente americano ha sospeso le principali misure previste dal «Graham Act». È la legge firmata il mese scorso da Trump su pressione dei parlamentari intenzionati a colpire Mosca per la guerra in Ucraina. Dazi sulle merci russe e penalità per i Paesi che acquistano petrolio e gas russi sarebbero dovuti entrare in vigore questa settimana.

Il presidente vuole usare questo periodo per valutare l’impatto di sanzioni e dazi sull’economia mondiale e su quella statunitense, ha spiegato Rubio prima di partire per l’Uzbekistan. La legge prevede infatti dazi anche sui Paesi che importano energia russa. Tra questi c’è l’India, partner importante di Washington, ancora fortemente dipendente dal greggio di Mosca. Trump, dal canto suo, ha detto ai media dal suo resort a Mar-a-Lago in Florida: «Molti di voi non sanno ancora quale sia la mia decisione, ma ci arriveremo, e lo scoprirete». La sospensione arriva a poche settimane dalle elezioni di metà mandato, con la Casa Bianca sotto pressione per i prezzi dell’energia, spinti al rialzo dalla guerra con l’Iran. Critico il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo cui la mossa incoraggerà Vladimir Putin e prolungherà il conflitto.

Rubio ha difeso anche l’accordo con Mosca per aumentare le forniture di gasolio ai mercati internazionali. Secondo Trump, la Russia consegnerà inizialmente agli Stati Uniti oltre 300 mila tonnellate, seguite da altri carichi a novembre e oltre. «Quel diesel verrà venduto in un modo o nell’altro», ha osservato Rubio. «L’unica differenza è quanto ne avrebbero ottenuto gli Stati Uniti». I conflitti in Medio Oriente e in Ucraina, ha aggiunto, «iniziano a scontrarsi tra loro».

Consegne a venti giorni dalla firma dei contratti

Da Mosca intanto arrivano i dettagli. Il gasolio russo raggiungerà il mercato statunitense entro 15-20 giorni dalla firma dei contratti, ha dichiarato ieri il vicepremier Alexander Novak in un’intervista alla televisione russa Vesti, ripresa dall’agenzia Tass. Il Dipartimento dell’Energia americano ha già individuato le aziende acquirenti e sono in corso i negoziati sulle condizioni commerciali. Dopo il colloquio telefonico tra Putin e Trump, Mosca ha tolto le restrizioni all’export di diesel e punta a produrre 500 mila tonnellate a ottobre e un milione sia a novembre, sia a dicembre. Entro fine anno, se le raffinerie torneranno a pieno regime, la Russia potrà fornire quasi il 10% del mercato mondiale. Novak ha inoltre parlato di sanzioni revocate «per sei mesi», un orizzonte diverso dai 60 giorni indicati da Rubio.

Gas russo sul tavolo della pace

Per spingere la Russia a porre fine alla guerra, Kiev dovrebbe prendere in seria considerazione la riattivazione dei gasdotti che un tempo trasportavano gas naturale russo verso l'Europa. È la tesi di Washington, riferita dal New York Times. Se attuato, il piano vanificherebbe anni di sforzi dell'UE, sostenuti dagli USA, per affrancarsi dal gas russo. Tuttavia, secondo le fonti, i funzionari dell'amministrazione Trump vedono nelle esportazioni di gas russo una possibile componente di un accordo di pace, puntando sui ricavi che affluirebbero all'Ucraina e su quello che considerano l'inevitabile desiderio degli elettori europei di avere energia a costi più contenuti.

Questa divergenza di vedute mette in luce la natura insolita e, secondo i critici, intrinsecamente fallace, del rinnovato sforzo diplomatico di Trump per porre fine all'invasione russa dell'Ucraina. Anziché esercitare più pressione sul presidente Vladimir Putin o cercare di rafforzare lo sforzo bellico dell'Ucraina, Donald Trump ha dedicato molto tempo a esplorare incentivi economici per la Russia, discutendone con l'Europa e l'Ucraina.

Funzionari americani e russi discutono di possibili accordi commerciali fin dall'anno scorso: la prospettiva non sembra aver spinto Putin a modificare le sue richieste fondamentali. Inoltre, data la forte opposizione di leader europei e ucraini a tornare a dipendere dal gas russo, la proposta rischia di complicare gli sforzi dell'amministrazione Trump per mettere la parola fine al conflitto.