Scandalo di Nottingham, una vergogna che «non poteva restare coperta dal silenzio»

Sono centinaia i bebè e le mamme che negli anni sono morti o hanno subito danni alla salute per conseguenze dirette o indirette dei «fallimenti sistemici», delle negligenze e degli abusi al centro di uno dei più gravi scandali di malasanità mai denunciati nel Regno Unito, quello che ha coinvolto a suo tempo il reparto di maternità del prestigioso Nottingham University Hospital, parte del sistema sanitario nazionale britannico. (NHS).
Una «radicata cultura tossica di bullismo»
Lo confermano i risultati di un rapporto, frutto di una lunga inchiesta indipendente disposta dall'allora governo conservatore fin dal 2022 su una vicenda che non è stata certo un caso unico in seno al servizio sanitario pubblico dell'isola, nemmeno nell'ambito dei reparti di pediatria o neonatologia.
Nel rapporto illustrato oggi dalla presidente della commissione d'inchiesta, l'ostetrica e attivista sociale Donna Ockenden, lo scandalo di Nottingham, descritto come il più grave nella storia ospedaliera del paese in questo reparto, viene imputato fra l'altro a una «radicata cultura tossica di bullismo» all'interno della struttura, a ritardi nell'assistenza, al «persistente rifiuto» di responsabili sanitari e personale vario di «ascoltare le madri e i padri». Una vergogna che «non poteva restare coperta dal silenzio», ha sottolineato Ockenden, rivendicando il diritto delle famiglie «se non altro alla verità». Il rapporto sancisce pure l'introduzione di nuove tutele più stringenti, a partire dal diritto dei genitori a «una seconda opinione medica» anche nei reparti maternità, come previsto in altri dipartimenti.
I vertici del trust che gestisce l'ospedale di Nottingham, nell'Inghilterra centrale, hanno da parte loro ribadito «le scuse senza riserve» dell'istituzione verso le donne e tutti coloro che «hanno sofferto danni, perdite, traumi».