Scatta la tregua a Oleshky, ma sul resto dell'Ucraina piovono i missili russi

Gli abitanti della città ucraina di Oleshky possono abbracciare la speranza. Quest’oggi è entrato in vigore un cessate il fuoco nella località occupata dai russi, nella regione di Kherson. Lo hanno annunciato il commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino, Dmytro Lubinets, e il capo dell'Ufficio del presidente dell'Ucraina, Kyrylo Budanov. «Il cessate il fuoco è entrato in vigore oggi alle 3 del mattino ora di Kiev (le 4 del mattino ora di Mosca) nelle aree designate per la missione umanitaria. In qualità di capo della squadra negoziale ucraina, confermo che la parte ucraina sta rispettando i propri impegni», ha dichiarato Lubinets, citato dal Kyiv Independent. Pure il Ministero della Difesa russo ha annunciato che le forze di Mosca hanno smesso di combattere nella zona designata. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha fatto sapere quest'oggi che l'esercito russo avrebbe fornito tutte le informazioni sui dettagli dell'operazione umanitaria a Oleshky, come riportato dall'agenzia di stampa statale russa TASS.
Una tregua mediata da Melania Trump
La tregua temporanea tra russi e ucraini, mediata dalla first lady americana Melania Trump, dovrebbe consentire l'arrivo di una missione umanitaria nella città entro la fine della settimana. La Casa Bianca ha fatto sapere che la moglie del presidente USA ha collaborato con i funzionari dei due Paesi in guerra dopo aver appreso della situazione, durante uno dei suoi eventi in occasione della sessione dell'Assemblea Generale dell'ONU. I combattimenti dovrebbero rimanere sospesi almeno fino al primo novembre, quando saranno consegnati beni di prima necessità e sarà consentita l’evacuazione dei civili.
La gente è stremata dalla fame
La situazione a Oleshky è drammatica. La BBC scrive di una città occupata dai russi, con i residenti rimasti intrappolati senza cibo, acqua ed elettricità. I civili sono stremati dalla fame e alcuni di loro hanno dichiarato all’emittente britannica di essere arrivati a «cucinare le erbacce degli orti» per poter sopravvivere. Stando alle stime di Kiev, fino a 6 mila persone, tra cui 200 bambini, abitano ancora a Oleshky e nelle aree circostanti. Prima della guerra la città ospitava 24 mila persone, ma è stata occupata dalle truppe del presidente russo Vladimir Putin durante i primi giorni dell'invasione, nel febbraio del 2022. La città è situata di fronte a Kherson, sull'altra sponda del fiume Dnipro, ed è sotto il controllo dei russi, che impediscono l'ingresso degli aiuti umanitari. Oggi le strade sono minate e tutta la zona è minacciata dagli attacchi dei droni. Nessun negozio è aperto, mancano elettricità, gas e acqua.
Missili su diverse regioni ucraine
Se la tregua al momento regge e le bombe hanno smesso di esplodere a Oleshky, lo stesso non si può dire per il resto del Paese invaso dai russi. Durante la scorsa notte, le truppe di Putin hanno lanciato 16 missili balistici e oltre 280 droni su Kiev, colpendo pure un campus universitario e un ponte. Ulteriori attacchi sono stati segnalati nelle regioni di Chernihiv, Chernivtsi, Dnipro, Donetsk, Kharkiv, Kherson, Odessa, Sumy, Vinnytsia e Zaporizhzhia.
«Si è assistito a una grave escalation delle operazioni russe contro la nostra logistica. Quasi ovunque, gli obiettivi della Russia sono stati il settore energetico, la logistica e le normali infrastrutture urbane», ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, aggiungendo che «i ritardi prolungati nella consegna dei pacchetti di intercettori per i sistemi Patriot e NASAMS stanno aiutando direttamente la Russia a raggiungere gli obiettivi della sua campagna terroristica».
«Ogni ritardo di questo tipo - ha affermato il leader di Kiev - significa un altro attacco russo contro una struttura. Purtroppo, gli attacchi avvengono ogni giorno. La Russia sta costantemente compiendo nuovi passi verso un'escalation».
