Se ai russi Vladimir Putin piace sempre meno

Vladimir Putin ai russi piace sempre meno. Anno dopo anno, dallo scoppio della guerra in Ucraina, il malcontento nella società russa si fa sempre più concreto. Tanto che, secondo quanto rivelato venerdì dal più grande istituto di sondaggi statale in Russia, ossia il Centro di ricerca sull'opinione pubblica, il tasso di gradimento di Putin è sceso al 65,6%. Il livello più basso dall'inizio della guerra, nonché un risultato in calo di 12,2 punti percentuali dall'inizio del 2026.
Da un lato, valutare la vera opinione pubblica è difficile: il regime autoritario di Putin esilia, imprigiona – e in alcuni casi addirittura uccide – gli oppositori politici. Come sottolinea il Washington Post, però, rispetto ai livelli di gradimento storici di Putin, che un tempo arrivavano fino all'88%, il dato ottenuto dal Centro russo sull'opinione pubblica resta particolarmente rivelante. Di più, sarebbe un segnale del malcontento dei cittadini, stanchi della guerra, ormai entrata nel quinto anno. Il fatto che i riflettori, attualmente, siano puntati sul conflitto in Medio Oriente, aumenta il senso di distacco e di disinteresse verso la guerra in Ucraina, per la quale i negoziati sono bloccati.
Non solo. A pesare, per la popolazione, sono anche le sanzioni che hanno colpito la Russia da febbraio 2022, e che oggi stanno affondando, sempre più, nell'economia, colpendo proprio le tasche dei cittadini. Di più, di recente, la spinta del governo a limitare l'accesso a internet – per «ragioni di sicurezza» – ha aumentato, nuovamente, la frustrazione nella società.
«L'opinione generale è che ne abbiamo abbastanza: abbiamo combattuto fin troppo a lungo», ha dichiarato al Washington Post, in forma anonima, un funzionario russo. «Abbiamo l'impressione che la guerra vada avanti da più tempo della Seconda Guerra Mondiale o della Grande Guerra Patriottica, e allo stesso tempo non riusciamo nemmeno a conquistare una regione», ha aggiunto, riferendosi al fallito tentativo di Mosca di assumere il pieno controllo della regione di Donetsk nell'Ucraina orientale.
Più il tempo passa, insomma, più l'insoddisfazione cresce. Su tutti i fronti. Nelle ultime settimane, non a caso, il governo di Putin ha dovuto affrontare anche critiche insolitamente aperte e aspre da parte dei membri dell'élite finanziaria russa, riguardo alla sua gestione dell'economia. E non solo. A inizio aprile, le critiche sono arrivate anche dagli imprenditori e dagli economisti russi durante un forum tenutosi a Mosca. In quell'occasione, Vladimir Bogalev, amministratore delegato di un'azienda russa produttrice di trattori, aveva dichiarato che i vertici «hanno completamente perso il contatto con la realtà sul campo».
