Se gli USA vogliono nuove basi militari in Groenlandia

I mesi passano, ma l'interesse degli Stati Uniti per la Groenlandia non sparisce mai del tutto. Al contrario, secondo diverse fonti ufficiali, gli Stati Uniti starebbero conducendo «negoziati regolari» con la Danimarca per espandere la propria presenza militare sul territorio artico. Discussioni per le quali, negli ultimi mesi, sarebbero stati effettuati addirittura «progressi».
Nello specifico, i funzionari statunitensi vorrebbero aprire tre nuove basi nel sud dell'isola semi-autonoma. Una mossa strategica per «risolvere la crisi diplomatica scatenata dalle minacce del presidente Trump», secondo le fonti a conoscenza dei colloqui.
Secondo quanto si legge sulla BBC, la Casa Bianca ha confermato che l'amministrazione Trump sta conducendo «colloqui di alto livello con Groenlandia e Danimarca», seppur rifiutandosi di commentarne i dettagli. Tuttavia, secondo quanto rivelato, ancora, alla BBC da un funzionario della Casa Bianca, l'amministrazione è «molto ottimista» e i colloqui starebbero procedendo «nella giusta direzione». A prendere parte alle conversazioni sarebbe stato solo «un piccolo gruppo di funzionari», dal momento che l'amministrazione si trova attualmente «assorbita dalla guerra in Iran».
La conferma di discussioni in corso arriva anche dalla Danimarca. Già in passato, Copenhagen aveva espresso la sua disponibilità per consentire agli Stati Uniti di installare ulteriori basi americane sull'isola. E ora, il Ministero degli Esteri danesi ha dichiarato, a sua volta, che sono in corso colloqui con Washington. «Stiamo portando avanti un dialogo diplomatico con gli USA», ha confermato un portavoce del Ministero, sottolineando però di non poter rilasciare ulteriori dettagli in questo momento.
Non solo: i segnali di discussioni positive, nelle scorse ore, sono arrivati anche dal primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen, che intervenendo a un vertice sulla democrazia a Copenhagen ha affermato che i negoziati con gli Stati Uniti «hanno fatto passi nella giusta direzione». Anche in questo caso, il premier si è limitato a dichiarare che sono in corso «conversazioni», senza però fornire altre informazioni.
«Territori sovrani degli USA»
Ma c'è di più. Sempre secondo le fonti interpellati dalla BBC, l'accordo tra Washington e Copenhagen comprenderebbe alcuni punti già definiti. Gli USA, infatti, vorrebbero che le tre nuove basi militari vengano formalmente designate come «territori sovrani degli Stati Uniti». Come anticipato, le basi sarebbero situate nella Groenlandia meridionale e si concentrerebbero principalmente sulla sorveglianza di potenziali attività marittime russe e cinesi, in un'area dell'Atlantico settentrionale compresa tra Groenlandia, Islanda e Regno Unito (nota come GIUK Gap).
L'accordo, tuttavia, non è ancora stato formalizzato e si suppone che il numero delle basi possa cambiare. Una di queste verrebbe costruita, verosimilmente, a Narsarsuaq, nel luogo dove sorge un'ex base militare statunitense che, un tempo, ospitava un piccolo aeroporto. Secondo gli analisti, infatti, le nuove basi potrebbero essere costruite in luoghi dotati di infrastrutture preesistenti, come aeroporti e porti. Una strategia, questa, che ridurrebbe i costi, dal momento che basterebbe ristrutturare edifici già esistenti, rispetto a costruirne di nuovi.
Durante i colloqui, i funzionari statunitensi non avrebbero sollevato la possibilità di assumere, in qualche modo, il controllo della Groenlandia. Uno dei più grandi desideri di Trump, che dopo i continui rifiuti di Danimarca e Groenlandia, sembra ormai destinata a essere una questione archiviata.
