Il caso

Se la Cina ha (di nuovo) un problema con le mappe

Nella provincia orientale dello Shandong sono state sequestrate 60.000 carte geografiche sulle quali era raffigurata l'isola di Taiwan con la «dicitura sbagliata» (e non solo)
© Chinatopix via AP, File
Red. Online
15.10.2025 16:10

La Cina ha una relazione complicata con le mappe. Soprattutto quando queste non raffigurano il Paese del Dragone «nella maniera giusta». A tal proposito, i funzionari doganali cinesi nella provincia orientale dello Shandong hanno sequestrato 60.000 mappe sulle quali era raffigurata «un'etichetta errata» per l'isola di Taiwan, che la Cina rivendica come parte del suo territorio. Nel dettaglio, sulla carta geografica è stata riportata «erroneamente» la dicitura «provincia di Taiwan», senza specificare, esattamente, di cosa si trattasse. 

Un dettaglio, già da sé, non irrilevante per Pechino. Ma non l'unico errore. Sulle mappe in questione, secondo le autorità, non erano state raffigurate «isole importanti del Mar Cinese Meridionale». Un'area dove, da tempo, si registrano tensioni tra Cina, Filippine e Vietnam. 

Queste mappe «problematiche», come si legge sulla BBC, sarebbero state destinate all'esportazione, ma sono state fermate alla dogana cinese. Secondo le autorità, «non possono essere vendute perché mettono a repentaglio l'unità nazionale, la sovranità e l'integrità territoriale della Cina». Di più, secondo i funzionari della dogana, le mappe non contenevano neppure la «linea dei nove tratti» che delimita i territori rivendicati da Pechino su quasi tutto il Mar Cinese Meridionale. Nello specifico, questa linea – composta, appunto, da nove tratti – si estende per centinaia di chilometri verso sud e verso est della provincia di Hainan. Un argomento di forti discussioni: basti pensare che nel 2023, il film «Barbie» con protagonista Margot Robbie era stato vietato in Vietnam e censurato nelle Filippine perché mostrava una mappa del Mar Cinese Meridionale con «la linea dei nove tratti». 

E non è ancora tutto. Secondo le autorità, le mappe sequestrate non segnavano nemmeno il confine marittimo tra Cina e Giappone. 

La Cina, insomma, ha preso seriamente la questione. Dopotutto, le tensioni nel Mar Cinese Meridionale si intensificano di tanto in tanto. Spesso, navi provenienti dalla Cina e dalle Filippine si scontrane in quelle acque così contese. Ma non solo.

Non è la prima volta, infatti, che Pechino sequestra mappe che non ritiene veritiere. Nella provincia dello Shandong, questa volta, il numero è stato decisamente più alto, rispetto ai sequestri precedenti. Solitamente, le merci che non superano l'ispezione doganale vengono distrutte.