Se lo stretto di Hormuz diventa lo «stretto di Trump»

Dal Kennedy Center all'aeroporto di Palm Beach, negli ultimi tempi sono stati numerosi gli edifici e le strutture che hanno cambiato il loro nome, in onore di Donald Trump. Il presidente americano continua a voler «mettere la firma» sui simboli degli Stati Uniti e persino sui passaporti limited edition che verranno rilasciati in occasione del 250. anniversario d'Indipendenza, il prossimo 4 luglio.
Trump, però, non sembra avere intenzione di accontentarsi. Anzi, tutt'altro. Nelle scorse ore, il presidente degli Stati Uniti ha ripostato sul suo profilo Truth una mappa dello Stretto di Hormuz, in cui il braccio di mare conteso è stato ribattezzato «Stretto di Trump». Non solo, nell'immagine sono raffigurate anche delle petroliere con la bandiera a stelle e strisce che transitano agevolmente nello stretto.

Una mappa, a cui non è stato allegato altro. Nemmeno un commento. Un'immagine che, tuttavia, ricorda quanto successo lo scorso anno, quando il «Golfo del Messico» venne ribattezzato su Google Maps «Golfo d'America», per gli utenti residenti negli Stati Uniti, a seguito di un ordine esecutivo del presidente americano. Una delle prime battaglie vinte da Donald Trump dopo il suo ritorno alla Casa Bianca nel gennaio del 2025.
Di più, il tycoon aveva anche chiesto che la cima più alta del Nord America, il monte Denali in Alaska, fosse rinominato «Monte McKinley». Ossia, con il nome con cui la montagna venne chiamata dal 1917 al 2015, in onore del presidente McKinley, prima che Obama, durante la sua presidenza, si schierasse con lo Stato dell'Alaska, ridandole il suo nome originale.
Per questi motivi, insomma, l'ultimo post del presidente americano su Truth non lascia particolarmente sorpresi. Come detto, si tratta, infatti, dell'ennesimo tentativo di Trump di «mettere la firma», dove più desidera.
Nel frattempo, secondo gli ultimi aggiornamenti, nelle scorse il presidente americano dovrebbe aver condotto un briefing sui nuovi piani legati a una potenziale azione militare contro l'Iran, insieme ad alcuni comandanti dell'esercito americano. Una conferma, questa, secondo gli esperti, del fatto che Trump avrebbe «preso in seria considerazione la ripresa di azioni militari per superare lo stallo negoziale e infliggere il colpo finale prima di porre fine alla guerra».
E a proposito di Hormuz, Axios, citando più fonti, sostiene che tra le ipotesi ci sia proprio la conquista di parte dello stretto, per riaprirlo alla navigazione commerciale. In particolare, potrebbe essere condotto un blitz per mettere in sicurezza l'uranio altamente arricchito grazie ad una serie di attacchi «brevi e potenti».
