Crisi ucraina

«Se non si parla non si risolvono i conflitti»

Ad affermarlo è il presidente francese Emmanuel Macron alla vigilia delle visite a Mosca e Kiev
© EPA/Yoan Valat
Ats
06.02.2022 19:17

«Il periodo recente ha confermato che quando si decide di non parlare, come hanno scelto di fare gli europei l’anno scorso quando la cancelliera Merkel e io stesso proponevamo un vertice UE-Russia, non si può risolvere alcun conflitto»: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, parlando con Le Journal du Dimanche, alla vigilia delle visite in Russia e in Ucraina nel tentativo di scongiurare la crisi alla frontiera fra i due Paesi. «Perché - ha aggiunto Macron - in quel modo si lasciano parlare altri a nome nostro e non si può più nemmeno contribuire alla nostra sicurezza collettiva».

«Bisogna essere molto realisti. Non otterremo gesti unilaterali, ma è indispensabile evitare una degradazione della situazione», prosegue.

«Sono diverse settimane che leggo o sento parlare dei grandi responsabili che annunciano operazioni imminenti di settimana in settimana. L’intensità del dialogo che abbiamo avuto con la Russia e questa visita a Mosca sono per impedire che ciò avvenga. Successivamente, discuteremo dei termini della de-escalation», si legge ancora in queste dichiarazioni.

«L’obiettivo geopolitico della Russia oggi chiaramente non è l’Ucraina, ma il chiarimento delle regole di coabitazione con la Nato e l’UE», ha precisato ancora Macron, a Le Journal du Dimanche, alla vigilia del viaggio che lo porterà domani a Mosca e martedì a Kiev.

«Il dialogo efficace e duraturo con la Russia - ha detto il presidente francese - non può né deve passare per l’indebolimento di qualche Stato europeo, qualunque esso sia. Assicurare e garantire la sicurezza dei Paesi baltici, della Polonia o della Romania è essenziale e rappresenta una precondizione».

«La sicurezza e la sovranità dell’Ucraina o di qualunque altro Stato europeo - ha detto ancora Macron - non può essere oggetto di nessun compromesso, così come è legittimo che la Russia ponga la questione della propria sicurezza».