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Si è dimesso Andriy Yermak, consigliere e braccio destro di Zelensky

La decisione è maturata dopo la perquisizione del suo appartamento nell'ambito dell'inchiesta su uno scandalo corruzione da 100 milioni di euro – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Si è dimesso Andriy Yermak, consigliere e braccio destro di Zelensky
Red. Online
29.11.2025 08:16
12:47
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Witkoff vedrà Putin nella prima metà della prossima settimana

Il presidente russo Vladimir Putin riceverà l'inviato speciale presidenziale degli Stati Uniti Steve Witkoff nella prima metà della prossima settimana: lo ha annunciato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dai media russi. «Nella prima metà della settimana. Annunceremo la data a tempo debito», ha detto Peskov ai giornalisti.

12:14
12:14
Umerov nuovo capo delegazione negoziati negli USA

Sarà Rustem Umerov, ex ministro della Difesa ucraino e attuale segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa, a guidare la delegazione ucraina che si è recata negli Stati Uniti per i negoziati sul piano di pace.

Lo ha stabilito il presidente Volodymyr Zelensky, con decreto, riferiscono i media di Kiev. In precedenza il capo delegazione era Andriy Yermak, costretto ieri alle dimissioni a causa dello scandalo corruzione. Nella delegazione è confermato anche il capo degli 007 militari, Kirylo Budanov.

11:45
11:45
Le petroliere colpite appartengono alla flotta ombra russa

Appartengono alla flotta ombra russa, che aggira le sanzioni sul petrolio a Mosca, le due petroliere colpite da droni nelle ultime 24 ore nel Mar Nero.

La Virat e la Kairos, battenti bandiera gambiana, sono infatti soggette a sanzioni per il trasporto di petrolio dai porti russi, in violazione dell'embargo imposto dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia nel 2022.

Secondo Ankara, la Kairos era in rotta verso il porto russo di Novorossiysk, dove ha sede il terminal petrolifero colpito oggi da un attacco con droni marini che ha costretto allo stop alle operazioni.

11:29
11:29
600 mila persone senza elettricità per gli attacchi russi

Gli attacchi russi con missili e droni in Ucraina, iniziati venerdì sera e proseguiti questa mattina, hanno lasciato oltre 600.000 persone senza elettricità, ha annunciato il Ministero dell'Energia ucraino.

«A seguito dell'attacco, oltre 500.000 utenti a Kiev, più di 100.000 nella regione di Kiev e quasi 8.000 nella regione di Kharkiv sono rimasti senza elettricità», ha dichiarato il Ministero.

11:25
11:25
Zelensky: nella notte 36 missili e 600 droni, almeno 3 morti

La notte scorsa la Russia ha lanciato sull'Ucraina «36 missili e 600 droni»: lo afferma il presidente Volodymyr Zelensky citato dai media di Kiev.

Nella capitale «e nella regione i nostri servizi di emergenza stanno lavorando sui luoghi degli attacchi russi. Circa 36 missili e quasi 600 droni sono stati lanciati dai russi contro la vita quotidiana. Gli obiettivi principali dell'attacco sono strutture energetiche e civili, molti danni e incendi in edifici residenziali» il bilancio aggiornato è di «almeno 3 morti e decine di feriti».

11:12
11:12
Chi è Andriy Yermak, il fedelissimo di Zelensky caduto in disgrazia

«Vado al fronte, sono disgustato»: Andriy Yermak ha corredato con queste parole l'annuncio delle sue dimissioni dal ruolo di capo dell'ufficio presidenziale di Volodymyr Zelensky, arrivate nell'ambito dell'inchiesta per corruzione che sta scuotendo il potere a Kiev.

Yermak, un avvocato 54enne ex produttore cinematografico, era considerato il braccio destro del presidente ucraino, a cui è legato dal lontano 2011 quando Zelensky lavorava per la tv Inter. Era stato nominato capo dell'ufficio presidenziale all'indomani dell'elezione dell'ex star della tv, nel febbraio 2020.

Nella cerchia dei fedelissimi del leader ucraino era stato ribattezzato «l'eminenza verde», un gioco di parole tra il cognome Zelensky - la cui radice in slavo orientale significa 'verde' - e 'l'eminenza grigia', il frate dal saio grigio Francois Joseph Le Clerc du Tremblay, celebre per le sue trame all'ombra del cardinale Richelieu.

Yermak era da settimane finito sulla graticola sulla scia della bufera politica innescata dall'operazione 'Midas', l'inchiesta dell'ufficio anticorruzione (Nabu) che ha fatto luce su una tangentopoli energetica da oltre cento milioni di dollari. Il caso coinvolge il gigante statale dell'energia nucleare Energoatom: otto sospettati sono stati incriminati mentre Timur Mindich, produttore cinematografico vicino al presidente, che sarebbe il presunto capo della rete, è fuggito all'estero e probabilmente si nasconde in Austria.

I primi a farne le spese a livello politico sono stati il ministro dell'Energia Svitlana Hrynchuk e quello della Giustizia, German Galushchenko, silurati dal Parlamento di Kiev. Sotto inchiesta c'è anche l'ex ministro della Difesa Rustem Umerov. Secondo le ultime indiscrezioni trapelate sulla stampa di Kiev, a Yermak era destinata una lussuosa villa nella capitale frutto del giro di corruzione, e gli inquirenti - che ieri hanno disposto perquisizioni in ufficio e casa - nel corso delle indagini si riferivano a lui non con l'appellativo di eminenza, bensì di «Ali Baba».

11:11
11:11
Orban da Putin: l'Ungheria continua a cooperare con la Russia

Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha incontrato ieri a Mosca il presidente russo Vladimir Putin per rafforzare le forniture energetiche dell'Ungheria e discutere gli sforzi per porre fine alla guerra in Ucraina.

Orbán si è impegnato a continuare a importare idrocarburi russi, da cui l'Ungheria rimane dipendente, sfidando ancora una volta l'Unione Europea sulla questione. «Voglio ribadire che le forniture energetiche dalla Russia costituiscono attualmente la base dell'approvvigionamento energetico dell'Ungheria e lo rimarranno anche in futuro», ha affermato.

Viktor Orbán, uno dei pochi leader europei vicini sia al presidente americano che a quello russo, non ha cercato di diversificare realmente le importazioni del suo Paese dall'inizio dell'offensiva russa in Ucraina nel febbraio 2022, a differenza di molti dei suoi vicini europei. «Non abbiamo abbandonato la cooperazione in nessun ambito, nonostante tutte le pressioni esterne», ha dichiarato.

Il presidente russo, da parte sua, si è detto «molto soddisfatto» del proseguimento delle relazioni tra i due Paesi, che ha descritto come basate sul «pragmatismo». Questo incontro susciterà sicuramente le reazioni di Bruxelles, con il blocco europeo che cerca di ridurre la propria dipendenza dagli idrocarburi russi e continua a imporre sanzioni per fare pressione su Mosca e tentare di porre fine alla guerra in Ucraina.

Orban ha annunciato all'inizio di questo mese di aver presentato un ricorso alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE) per contestare la decisione della maggioranza degli Stati membri di approvare a ottobre il principio di un divieto, entro la fine del 2027, sulle importazioni di gas naturale russo.

10:52
10:52
Un drone navale ucraino attacca un terminal petrolifero russo

Un importante terminal petrolifero russo vicino al porto meridionale sul Mar Nero di Novorossijskè stato costretto a interrompere le operazioni, dopo l'attacco di un drone navale ucraino che ha danneggiato uno dei suoi tre punti di ormeggio. Lo ha annunciato il gestore citato dalla Tass.

Il «punto di ormeggio singolo 2 ha subito danni significativi», recita la nota del consorzio, che gestisce circa l'1% delle forniture mondiali di petrolio.

08:44
08:44
Attacco russo con droni sulla capitale, un morto

Un attacco con droni russi ha colpito Kiev la scorsa notte provocando due morti e dieci feriti. Lo riferiscono le autorità ucraine, precisando che sono stati colpiti e danneggiati edifici e abitazioni in diversi quartieri della capitale.

Forti esplosioni sono state udite per la prima volta verso mezzanotte dai giornalisti dell'AFP nel centro di Kiev e il sindaco della città, Vitali Klitschko, le ha attribuite alle forze armate di Mosca.

«I droni nemici sono sopra la città e la difesa aerea sta rispondendo. Ci sono diversi obiettivi nella periferia della capitale», ha scritto su Telegram Tymur Tkachenko, capo dell'amministrazione militare di Kiev, secondo il quale la vittima è un uomo.

Secondo fonti ucraine, i droni russi hanno colpito nove luoghi diversi in cinque quartieri della città.

08:16
08:16
Il punto alle 8

Il consigliere presidenziale e stretto alleato di Volodymyr Zelensky, Andriy Yermak, si è dimesso dopo la perquisizione del suo appartamento nell'ambito dell'inchiesta su uno scandalo corruzione da 100 milioni di euro. Lo riferiscono i media di Kiev. Zelensky ha elogiato Yermak, considerato il suo braccio destro, ma ha chiarito che «non ci dovrebbe essere motivo di essere distratti da nient'altro che dalla difesa dell'Ucraina». Secondo alcune indiscrezioni, Yermak si apprestava a partire per gli Stati Uniti per i negoziati di pace.

Secondo Axios, Yermak doveva recarsi oggi «a Miami per colloqui con la squadra del presidente Trump sul piano di pace». Yermak, insieme ad alcuni consiglieri di Zelensky, avrebbe dovuto «tenere negoziati con il genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Jared Kushner, e l'inviato speciale Steve Witkoff». L'obiettivo, secondo Axios, era «finalizzare l'intesa tra Stati Uniti e Ucraina prima che Witkoff e Kushner si recassero a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin».

Ieri, gli investigatori hanno effettuato perquisizioni nell'ufficio del consigliere presidenziale e nella sua abitazione nell'ambito di un'indagine più ampia sullo scandalo delle tangenti sull'energia nucleare, presumibilmente gestito da un collaboratore del presidente ucraino fuggito dal Paese. «Gli inquirenti non hanno alcun ostacolo», ha detto Yermak: «Hanno avuto pieno accesso all'appartamento. Da parte mia c'è la massima collaborazione».

«Vado al fronte e sono pronto a qualsiasi rappresaglia. Sono una persona onesta e perbene» ha poi aggiunto Yermak al New York Post. «La mia dignità non è stata tutelata, nonostante sia a Kiev dal 24 febbraio 2022. Pertanto, non voglio creare problemi a Zelensky, vado al fronte», ha detto. Yermak si è detto «disgustato» per le accuse che gli vengono rivolte, «ancora più disgustato dalla mancanza di sostegno da parte di coloro che conoscono la verità».