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L'Unione europea sta preparando ulteriori misure restrittive contro Mosca - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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«Siamo pronti a un incontro con Putin in Turchia»
L'Ucraina è pronta per un incontro tra il presidente Volodymyr Zelensky e il suo omologo russo Vladimir Putin in Turchia, ma con la partecipazione di altri due presidenti, come riportato dal ministero degli esteri ucraino, che ha citato il ministro degli esteri Andrii Sybiha. Lo riporta l'agenzia di stampa ucraina Rbc Ukraine.
Secondo il ministro, Zelensky è pronto a incontrare il leader russo se anche i presidenti degli Stati Uniti, Donald Trump, e della Turchia, Recep Tayyip Erdoğan, parteciperanno ai colloqui.
Sybiga ha dichiarato che il suo paese non accetterà la richiesta della Russia di ritirare le truppe ucraine dal Donbass, perché si tratta di un ultimatum irrealizzabile, e ha sottolineato che Kiev non accetterà alcuna iniziativa a scapito dell'integrità territoriale e della sovranità. Il ministro ha parlato al Forum diplomatico di Antalya.
Secondo Sybiga, l'Ucraina è pronta per un cessate il fuoco incondizionato con un ulteriore monitoraggio e ha un piano corrispondente, ma allo stesso tempo ha sottolineato che alcuni punti delicati restano irrisolti. «Abbiamo un piano in 20 punti. Sì, mancano ancora alcuni punti, punti più delicati su cui non si è raggiunto un accordo». Ma, ha chiarito, è «impossibile» che «l'Ucraina possa accettare questa richiesta o ultimatum di ritirare le nostre truppe dal Donbass».
Sybiha ha inoltre osservato che la Russia esige che l'Ucraina riconosca la sua giurisdizione sui territori occupati, il che implica l'uso della valuta e dei simboli russi: «L'Ucraina non accetterà mai alcuna iniziativa a scapito della nostra integrità territoriale e della nostra sovranità. Questo è il nostro approccio», ha sottolineato.
L'Ucraina «ha davvero le carte in mano», ma «senza gli Stati Uniti, senza il sostegno del presidente Trump, è irrealistico raggiungere una pace giusta e globale. Pertanto abbiamo bisogno della partecipazione degli Stati Uniti e accogliamo con favore i loro sforzi di pace», ha anche affermato.
Lo scorso marzo, ricorda il giornale in linea ucraino Ukrainska Pravda, Trump aveva nuovamente espresso le sue lamentele nei confronti dell'Ucraina a causa dell'inefficacia dei negoziati per porre fine alla guerra russo-ucraina, affermando che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky «non ha carte da giocare».
«La nostra valutazione - ha detto oggi Sybiha - è che il periodo più difficile delle nostre relazioni o del nostro percorso diplomatico bilaterale (con gli Stati Uniti) sia alle nostre spalle. Siamo riusciti a gestire questa situazione in modo appropriato, molto pragmatico, nel rispetto delle reciproche posizioni, e l'Ucraina ha davvero le carte in regola. Questa è la realtà».
06:52
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Raid russi in Ucraina, almeno 17 morti e 100 feriti
È di almeno 17 morti e 100 feriti il bilancio dei raid russi di ieri sull'Ucraina, in uno degli attacchi più letali del 2026. Lo riportano i media di Kiev.
Missili e droni russi hanno distrutto case, incendiato edifici e ucciso civili nelle principali città ucraine tra cui Kiev, Dnipro e Odessa. L'aeronautica militare ucraina ha dichiarato che Mosca ha lanciato un totale di 19 missili balistici, 25 missili da crociera e 659 droni durante l'attacco. Dodici missili e 20 droni hanno colpito 26 località in Ucraina, mentre i detriti delle intercettazioni hanno raggiunto altre 25 località.
06:48
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Il punto alle 6
L'alta rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza Kaja Kallas ha dichiarato ieri che l'UE si sta preparando a portare avanti il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, nonostante la Slovacchia abbia indicato la possibilità di bloccare il provvedimento. Lo riportano i media di Kiev.
«Da parte dell'Ue è giunto il momento di procedere con il ventesimo pacchetto di sanzioni. Il Consiglio Affari esteri lo esaminerà la prossima settimana», ha scritto Kallas sui social media. Le sue dichiarazioni giungono in un contesto di opposizione da parte di Bratislava. Il ministro degli Esteri slovacco Juraj Blanar ha affermato che il suo Paese è pronto a porre il veto alle sanzioni a meno che non riceva garanzie in merito all'oleodotto Druzhba, secondo quanto riportato dal quotidiano slovacco Dennik N.
