Sparatoria in Ohio vicino all'Old West End Festival di Toledo, 12 persone ferite

Paura a Toledo, in Ohio, dove si è verificata una sparatoria nelle vicinanze dell'area in cui si stava svolgendo l'Old West End Festival. Secondo quanto riferito dalle autorità locali e riportato dalla CNN, sono stati esplosi diversi colpi di arma da fuoco. Il vice capo della polizia di Toledo, Joe Heffernan, durante una conferenza stampa ha dichiarato che i proiettili hanno raggiunto almeno 12 persone.
La polizia è intervenuta sabato pomeriggio (ora locale) in seguito alla segnalazione di una persona ferita da colpi d'arma da fuoco nella storica zona di Old West End. Giunti sul posto, gli agenti hanno trovato diverse persone con ferite da arma da fuoco. I feriti sono stati trasportati negli ospedali vicini per ricevere le cure necessarie, ha dichiarato la polizia. Il ferito più giovane ha 14 anni, quello più anziano ne ha 61. La maggior parte ha poco più di vent'anni.
La polizia sta lavorando sull'ipotesi che ci siano stati almeno due aggressori armati, i quali probabilmente si stavano sparando a vicenda, ha sottolineato Heffernan. Il governatore repubblicano dell'Ohio, Mike DeWine, ha commentato la sparatoria definendola un crimine insensato. «I festival estivi dovrebbero essere luoghi sicuri dove le famiglie possano stare insieme senza timore di violenze», ha scritto in un post su X.
La polizia chiede i video alla popolazione
Un testimone ha riferito all'Associated Press che era seduto in un parco del quartiere, mentre ascoltava musica dal vivo con un gruppo di amici, quando ha sentito colpi di arma da fuoco. «Ci siamo gettati tutti a terra», ha detto. L'uomo, che ha una formazione medica e ha prestato servizio nella Marina americana, ha raccontato di aver perlustrato la zona alla ricerca di eventuali vittime che potessero aver bisogno di aiuto.
Per garantire la sicurezza pubblica e permettere lo svolgimento dei rilievi, la polizia ha chiesto alla cittadinanza di evitare l'intera zona interessata fino a nuovo ordine e ha chiesto a chiunque sia in possesso di video di consegnarli alla polizia per consentire l'identificazione degi aggressori.
Oltre 120 sparatorie da inizio anno
La sparatoria al festival in Ohio rilancia il tema dei «mass shooting», che nel 2026 stanno vivendo una nuova impennata. Secondo i dati raccolti dal Gun Violence Archive, nei primi quattro mesi dell'anno si erano già verificati oltre 120 episodi con almeno quattro persone colpite con armi da fuoco, un ritmo superiore a quello registrato nello stesso periodo del 2025. L'episodio più grave è avvenuto il 19 aprile a Shreveport, in Louisiana, dove Shamar Elkins, 31 anni, ha ucciso otto bambini, sette dei quali erano suoi figli, durante una drammatica crisi familiare legata a un divorzio. Il responsabile è morto durante lo scontro con la polizia. Gli investigatori hanno definito il caso uno dei più gravi massacri familiari degli ultimi anni negli Stati Uniti.
Poco più di un mese dopo, il 2 giugno, un'altra tragedia ha colpito la città di Muscatine, nello Iowa. Ryan Willis McFarland, 52 anni, è sospettato di aver assassinato sei parenti in diversi punti della città prima di togliersi la vita. Tra le vittime figurano dipendenti scolastici e studenti. La polizia ritiene che anche in questo caso all'origine della strage ci fossero motivazioni familiari e domestiche.
Tra gli episodi che hanno maggiormente colpito l'opinione pubblica c'è la sparatoria di Austin, in Texas, del 1. marzo. Un uomo armato ha aperto il fuoco all'esterno di un locale, provocando tre morti e quindici feriti prima di essere ucciso durante uno scontro con la polizia. In aprile, una sparatoria in un ristorante Chick-fil-A di Union Township, nel New Jersey, ha causato un morto e sei feriti.
Le statistiche mostrano che molte stragi del 2026 continuano a essere legate a conflitti familiari, dispute personali o violenze domestiche. Ma a questi si aggiungano le stragi, portate a segno o mancate, per motivi religiosi. L'episodio più sanguinoso è avvenuto il 18 maggio all'Islamic Center of San Diego, la più grande moschea della città della California. Due adolescenti armati di fucili e pistole, radicalizzati online nell'ambiente suprematista bianco, hanno assaltato il centro islamico durante le attività della comunità. Tre persone sono state uccise, tra cui la guardia di sicurezza che era riuscito a dare l'allarme e a far scattare il lockdown prima di essere colpito. Gli aggressori si sono poi suicidati. Gli investigatori hanno trovato manifesti con contenuti neonazisti e fortemente islamofobi. L'attacco ha ricordato la strage delle moschee di Christchurch del 2019 in Nuova Zelanda, che i due giovani attentatori californiani avevano indicato come fonte d'ispirazione.
Il 12 marzo, a West Bloomfield, nell'area metropolitana di Detroit, in Michigan, Ayman Ghazali ha lanciato un pick-up contro la sinagoga Temple Israel, la più grande sinagoga riformata degli Stati Uniti, aprendo poi il fuoco e provocando un incendio. L'attentatore è morto durante l'attacco. L'FBI ha classificato l'episodio come atto terroristico ispirato da Hezbollah e diretto contro la comunità ebraica. Secondo gli investigatori, l'uomo era stato radicalizzato da contenuti estremisti legati al conflitto in Medio Oriente.
Il dibattito politico resta acceso. Democratici e associazioni favorevoli a maggiori controlli sulle armi chiedono nuove restrizioni, mentre i repubblicani insistono soprattutto sul rafforzamento della salute mentale e sull'applicazione delle leggi esistenti. Intanto il numero delle vittime continua ad aumentare e il 2026 rischia di diventare uno degli anni più difficili del decennio sul fronte della violenza armata negli Stati Uniti.
