Spari alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, l'attentatore è un insegnante: «Voleva colpire il governo»

Momenti di panico nella notte a Washington durante la tradizionale cena annuale della White House Correspondents’ Association, uno degli appuntamenti simbolo del rapporto tra politica e stampa americana. Secondo Reuters e il Washington Post, un uomo armato ha aperto il fuoco nell’area dei controlli di sicurezza del Washington Hilton, costringendo il Secret Service a evacuare il presidente Donald Trump, la first lady Melania Trump, il vicepresidente JD Vance e altri ospiti di alto profilo. Diversi invitati si sono gettati sotto i tavoli, mentre alcuni testimoni hanno riferito di aver sentito i colpi provenire dalla hall.
Dopo l’episodio Trump ha lanciato un appello ad abbassare i toni: «Alla luce di questa sera, chiedo agli americani di risolvere le differenze pacificamente. Vale per i repubblicani, i democratici, gli indipendenti, i progressisti». In conferenza stampa ha raccontato i momenti dell’evacuazione: «Ho sentito rumore e ho pensato che fosse la caduta di un vassoio. Melania ha capito. Siamo stati portati via in un lampo, senza molto tempo per pensare». Il presidente ha anche osservato che il Washington Hilton «non è un edificio particolarmente sicuro», ricordando che proprio davanti a quell’hotel Ronald Reagan fu ferito in un attentato nel 1981. «È sempre scioccante quando accade qualcosa così», ha aggiunto.
Un arresto
L’assalitore è stato fermato e preso in custodia. L’FBI, citata da Reuters, ritiene in questa fase che abbia agito da solo. Il capo della polizia di Washington Jeffery Carroll ha rivelato che il sospetto alloggiava nello stesso Washington Hilton, circostanza che potrebbe avergli facilitato l’accesso al gala. Secondo ricostruzioni del Washington Post, del New York Times e dell’Associated Press, il sospetto — identificato da diversi media come Cole Tomas Allen, un insegnante di 31 anni di Torrance, in California — era armato con shotgun, pistola e coltelli. «Aveva molte armi», ha confermato Trump. La procuratrice di Washington Jeanine Pirro ha annunciato due primi capi d’imputazione, precisando che potrebbero seguirne altri. Allen dovrebbe comparire in tribunale lunedì 27 aprile. Trump ha definito l’aggressore «una persona malata» e ha detto: «La mia impressione è che sia un lupo solitario». Alla domanda se fosse preoccupato per le minacce alla sua vita ha risposto: «È una professione pericolosa. Nessun Paese è immune alla violenza politica». E ancora: «Quando hai impatto ti prendono di mira. Quando non lo hai ti lasciano in pace». Stando a Nbc News, Allen non ha precedenti penali e non era sotto osservazione delle forze dell'ordine nella capitale statunitense.
Il movente
Allen ha affermato che puntava a colpire «funzionari del governo», riporta Cbs News, la testata giornalistica dell'emittente radiotelevisiva newyorkese Cbs, citando due fonti a conoscenza delle indagini. In un comunicato, il vicedirettore del Secret Service (l'agenzia responsabile della protezione dei presidenti degli Stati Uniti, delle rispettive famiglie e dei capi di stato in visita negli USA), Matthew Quinn, ha definito l'accaduto come «un tentativo di un codardo di generare una tragedia nazionale». Quinn ha aggiunto che il sospettato, finito in arresto, «ha sottostimato le capacità di protezione del Secret Service ed è stato fermato al primo contatto». Il canale televisivo britannico Sky News dal canto suo spiega di aver verificato un profilo sulla rete sociale LinkedIn attribuito al 31enne arrestato per l'aggressione. L'uomo si descrive come «ingegnere meccanico e informatico per titoli di studio», «sviluppatore di videogiochi indipendente per esperienza» e «insegnante di nascita». Stando alla stessa pagina di LinkedIn, il 31enne ha studiato presso il California Institute of Technology di Pasadena e la California State University Dominguez Hills. Diversi media, tra cui l'emittente televisiva Cnn e il quotidiano Los Angeles Times, riferiscono che agenti di polizia, anche di quella federale statunitense Fbi, si sono recati presso un'abitazione di Torrance, California, considerata legata all'attentatore per perquisirla.
A chi gli chiedeva se l’episodio potesse essere legato alla guerra con l’Iran, il presidente ha replicato: «Non penso». Poco dopo ha aggiunto: «Questo incidente non mi distoglierà dal vincere la guerra in Iran». Un agente del Secret Service sarebbe stato colpito al giubbotto antiproiettile, ma non risultano vittime né feriti gravi. Trump ha dichiarato: «Ho parlato con l’agente ferito, sta bene. Il giubbotto antiproiettile ha fatto il suo lavoro». Anche il sospetto è stato portato in ospedale per controlli ma, ha precisato il capo della polizia, non è stato colpito da arma da fuoco. Il direttore dell’FBI Kash Patel ha annunciato che le autorità «esamineranno a fondo il passato di questo individuo» e che «tutte le prove saranno analizzate immediatamente per assicurarci di salvaguardare questo Paese». Durante l’emergenza il vicepresidente JD Vance è stato evacuato pochi istanti prima di Trump, in direzione opposta, secondo il protocollo che prevede percorsi separati per presidente e vicepresidente in situazioni critiche.
Evento cancellato e da riprogrammare
Testimoni raccolti dal Washington Post parlano di caos improvviso nella ballroom, con giornalisti e invitati riparati sotto i tavoli mentre scattavano le procedure di emergenza. La cena è stata poi cancellata. L’episodio solleva interrogativi pesanti sulla sicurezza di uno degli eventi più sensibili del calendario politico americano, che riunisce presidente, membri dell’amministrazione e stampa nazionale. Il luogo porta con sé anche un forte valore simbolico: proprio al Washington Hilton, nel 1981, Ronald Reagan fu ferito in un attentato. Dopo l’evacuazione Trump ha ringraziato la first lady: «Ringrazio Melania per il suo coraggio e la sua pazienza», elogiando anche le forze di sicurezza e annunciando l’intenzione di riprogrammare l’evento. Intanto l’FBI prosegue l’inchiesta per chiarire dinamica e obiettivi dell’attacco, mentre l’ipotesi prevalente, almeno per ora, resta quella dell’azione isolata.
Condanna unanime a livello mondiale
E la condanna dei leader del mondo per la sparatoria è unanime: dalla presidente della Commissione europea, Ursula von del Leyen, al premier britannico, Keir Starmer, dal primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, a quello indiano, Narendra Modi. Viene denunciata la violenza politica ed espressa solidarietà al presidente Donald Trump.
La cena dei corrispondenti
La cena dei corrispondenti della Casa Bianca è l’appuntamento annuale in cui il presidente degli Stati Uniti incontra i giornalisti che seguono la sua amministrazione. Si tiene dal 1921 e, nel tempo, si è trasformata in un evento molto più ampio, aperto non solo ai corrispondenti ma anche a imprenditori e celebrità, sviluppando rituali ormai consolidati. Il più noto è il doppio monologo: quello del presidente, tradizionalmente ricco di ironia e autoironia, e quello di un comico o una comica incaricati di punzecchiarlo pubblicamente. La serata è organizzata dalla White House Correspondents’ Association (WHCA), l’associazione indipendente che tutela i rapporti tra la Casa Bianca e i giornalisti accreditati. I presidenti vi partecipano dal 1924 — il primo fu Calvin Coolidge — come gesto simbolico di rispetto reciproco verso il Primo Emendamento, che garantisce la libertà di stampa. Come ricordò nel 2022 l’allora presidente della WHCA Steven Portnoy, questa è la ragione originaria dell’evento. Le donne vi sono ammesse dal 1962, dopo che il presidente John F. Kennedy rifiutò di partecipare finché la cena fosse rimasta riservata agli uomini.
