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«Speriamo in un incontro tra Putin e Zelensky entro tre settimane»

È quanto rivela l'inviato speciale degli Stati Uniti, che dichiara di essere fiducioso per un nuovo round di colloqui, dopo che lui e Jared – genero di Donald Trump – hanno presentato alcune proposte a entrambe le parti – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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«Speriamo in un incontro tra Putin e Zelensky entro tre settimane»
Red. Online
22.02.2026 07:26
11:52
11:52
Witkoff: «Entro 3 settimane un summit tra Putin e Zelensky»

L'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff ha espresso la speranza che un nuovo round di colloqui sull'Ucraina possa aver luogo entro le prossime tre settimane, e che si possano concludere con un incontro tra russo Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky.

«Siamo fiduciosi, io e Jared (il genero del presidente Donald Trump, ndr), di aver presentato alcune proposte a entrambe le parti porteranno a un incontro nelle prossime tre settimane e forse anche daranno luogo a un vertice tra Zelensky e Putin che potrebbe concludersi con un incontro trilaterale con il presidente (Usa, ndr), vedremo», ha detto Witkoff in una intervista a Fox News, rilanciata anche dall'agenzia russa Tass.

«Credo che non voglia partecipare a un incontro a meno che non ritenga di poter concludere questa cosa e ottenere il miglior risultato», ha precisato l'inviato riferendosi a Trump.

11:50
11:50
L'Ungheria domani bloccherà le nuove sanzioni dell'UE contro Mosca

«Domani, in occasione del Consiglio Affari Esteri, l'Ue intende adottare il ventesimo pacchetto di sanzioni. L'Ungheria lo bloccherà. Finché l'Ucraina non riprenderà il transito di petrolio verso l'Ungheria e la Slovacchia attraverso l'oleodotto Druzhba, non consentiremo che decisioni importanti per Kiev vadano avanti.» Lo annuncia su X il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjártó.

Questa settimana gli ucraini hanno deciso di non riprendere le forniture di petrolio greggio all'Ungheria, ha spiegato Szijjártó secondo quanto riassunto in un altro post su X dal portavoce del governo ungherese Zoltan Kovacs. Il ministro ha definito la mossa «un chiaro ricatto politico volto a causare un aumento del prezzo del carburante a 1000 fiorini e interruzioni delle forniture in vista delle elezioni parlamentari». E ha «sottolineato che l'Ungheria ha rilasciato parte delle sue riserve strategiche di petrolio e ha iniziato a garantire le forniture marittime già in viaggio», ha aggiunto Kovacs.

Come risposta, ha riferito il portavoce, «l'Ungheria ha interrotto le esportazioni di diesel verso l'Ucraina, che in precedenza rappresentavano circa il 10% delle sue importazioni, e ha deciso di bloccare il pacchetto di aiuti militari da 90 miliardi di euro. Finché gli ucraini non riprenderanno le forniture di petrolio greggio all'Ungheria, bloccheremo le decisioni importanti per l'Ucraina».

«Per quanto riguarda le esportazioni di energia elettrica, che rappresentano quasi la metà delle importazioni dell'Ucraina, il ministro degli Esteri Szijjártó ha invitato alla cautela, sottolineando che la sospensione delle forniture avrebbe colpito principalmente le famiglie della Transcarpazia. La nostra controversia non è con il popolo ucraino, ma con lo Stato ucraino, il governo ucraino e il presidente Zelensky», ha precisato Kovacs.

10:38
10:38
Zelensky: «Nelle ultime ore colpiti da 300 droni e 50 missili»

In nottata la Russia ha colpito diverse aree dell'Ucraina con «quasi 300 droni» e «50 missili di vario tipo, una quota significativa dei quali balistici»: lo ha reso noto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

I raid hanno colpito Kiev e la sua regione, nonché le regioni di Dnipro, Kirovohrad, Mykolaiv, Odesa, Poltava e Sumy, ha aggiunto.

Nel corso dell'attacco una persona «è stata uccisa» nel distretto di Fastiv, mentre altre otto persone, tra cui un bambino, sono rimaste ferite, ha poi riferito Zelensky. «L'obiettivo principale dell'attacco è stato il settore energetico», ha precisato.

07:26
07:26
Il punto alle 7.00

Diverse esplosioni sono state udite a Kiev, dove le autorità avevano precedentemente lanciato l'allarme per il rischio di attacchi con missili balistici. Lo hanno riferito i giornalisti dell'AFP. Fra due giorni sarà il quarto anniversario dell'invasione russa.

«È stato dichiarato un allarme aereo a Kiev a causa della minaccia di un nemico che utilizza armi balistiche», ha dichiarato l'amministrazione militare della capitale ucraina poco prima delle esplosioni, udite intorno alle 4:00 ora locale.

Nelle ore precedenti, diverse esplosioni sono state sentite anche a Leopoli. «on è scattato alcun allarme nella regione, ma già si registra un morto». Lo ha riferito Rbc-Ucraina citando il deputato del Consiglio comunale di Leopoli, Igor Zinkevych. Secondo la stessa fonte in città sono state udite almeno due esplosioni.

Le cause delle deflagrazioni sono attualmente sconosciute, ma il parlamentare sostiene che l'incidente sia avvenuto nel centro della città e che una persona è morta.