USA

Tappeto rosso e non solo: l'accoglienza calorosa di Donald Trump a Xi Jinping

Il presidente americano ha dato il benvenuto al suo omologo cinese direttamente sul tarmac della Joint Base Andrews: un avvenimento che viene definito rarissimo» e che evidenzia l'importanza di questo incontro
©JIM LO SCALZO
Red. Online
24.09.2026 08:00

Non è passata inosservata l'accoglienza che Donald Trump ha riservato a Xi Jinping. Il presidente americano ha ricevuto il suo omologo cinese direttamente sul tarmac della Joint Base Andrews. Un avvenimento che i media internazionali hanno definito «rarissimo»: non succede spesso, infatti, che il capo della Casa Bianca riservi un'accoglienza di questo tipo a un leader straniero. Trump, questa volta, ha deciso però di dare il benvenuto a Xi in grande. Con tanto di tappeto rosso, lungo trenta metri, steso per il suo arrivo negli Stati Uniti, per un vertice di tre giorni a Washington. 

Ad accogliere Xi e la moglie, Peng Liyuan, insieme a Trump è arrivata anche la First Lady Melania, che ha dichiarato di essere stata «profondamente coinvolta» nell'organizzazione dell'accoglienza. A Fox News, la first lady ha spiegato che Donald Trump ha deciso di accogliere personalmente Xi all'aeroporto perché i due «hanno un ottimo rapporto». Quello del presidente cinese è il primo viaggio a Washington dal 2015 e dovrebbe includere incontri a porte chiuse, una cena di stato e molti argomenti di discussione. Per intenderci, da conversazioni sull'intelligenza artificiale, a riunioni sulla guerra tra Stati Uniti e Iran. Senza dimenticare le discussioni su Taiwan. 

Mentre Xi Jinping e la moglie scendevano dal loro jet, due bombardieri B-1 hanno sorvolato la zona, mentre la banda dell'Aeronautica militare ha iniziato a suonare l'inno nazionale americano, per riservare al leader cinese un'accoglienza ancor più speciale. Una volta arrivati sul tappeto rosso, i due presidenti e le rispettive first ladies si sono stretti la mano, hanno parlato brevemente e hanno posato per qualche foto che, in breve tempo, ha fatto il giro del web. L'importanza di questa visita, dopotutto, è data anche dalla sua particolarità: è la prima volta al 1962, infatti, che un presidente americano accoglie personalmente un leader straniero nella base. Una dimostrazione ulteriore dell'importanza che il tycoon attribuisce a questa visita. 

Anche la Cina, dal canto suo, sembra tenere particolarmente a questo incontro. In una dichiarazione scritta, pubblicata dall'agenzia di stampa statale cinese Xinhua, Xi Jinping ha infatti affermato che sia la Cina che gli Stati Uniti «sono grandi nazioni e i loro popoli sono grandi popoli». Aggiungendo, inoltre, che «i due Paesi dovrebbero essere partner, non rivali». Entrambe le parti, secondo Xi, «dovrebbero venirsi incontro, promuovere la formazione di una relazione stabile caratterizzata dalla cooperazione come pilastro fondamentale, da una competizione moderata, da divergenze gestibili e da un futuro di pace promettente, e tracciare un percorso corretto per la coesistenza delle due grandi potenze nella nuova era». Una soluzione di cui il leader cinese si dice «fiducioso». 

Le prossime discussioni tra i due presidenti, dunque, sono attese a breve. Xi ha sottolineato di aspettare «con impazienza uno scambio approfondito con Trump» sulle principali questioni riguardanti le loro relazioni bilaterali e la situazione globale. Tutto con la speranza di «arricchire ulteriormente la sostanza del nostro costruttivo rapporto di stabilità strategica».