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Teheran, gli Stati europei devono pagare per aver sostenuto la guerra contro l'Iran

«Proprio ieri, l'Europa andava fiera del 'lavoro sporco' del regime sionista. Oggi invece si lamenta dei miliardi che le sta costando la guerra con l'Iran», ha dichiarato Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Teheran, gli Stati europei devono pagare per aver sostenuto la guerra contro l'Iran
Red. Online
31.10.2026 08:31
09:38
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Su Al Jazeera filmati inediti dei leader di Hamas che pianificano il 7/10

Documenti esclusivi e immagini inedite delle riunioni e dei piani dei leader di Hamas che portarono alla messa in atto del massacro del 7 ottobre 2023.

È il contenuto di un documentario-inchiesta pubblicato da Al Jazeera e dedicato a Mohammed Deif, il defunto comandante delle Brigate al-Qassam, dagli esordi e la prigionia fino al suo ruolo alla guida del braccio militare dell'organizzazione palestinese.

Nei filmati del documentario, una scena mostra Deif accanto agli ex leader dell'ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh e Yahya Sinwar, all'interno di un'officina per la fabbricazione di razzi, mentre un altro segmento include una conversazione registrata tra Al-Deif e Sinwar, avvenuta dopo il conflitto israelo-palestinese del 2021; frammenti che secondo Al Jazeera «evidenziano le comunicazioni tra la leadership e il ruolo cruciale ricoperto da Deif all'interno del vertice decisionale militare dell'epoca».

Tra i documenti raccolti nell'inchiesta, alcuni sono relativi a una riunione del consiglio ristretto delle Brigate Al-Qassam, tenutasi l'11 febbraio 2023, durante la quale fu presa la decisione di avviare i preparativi per quello che venne definito «Progetto Fahd», poi chiamato «Diluvio di Al-Aqsa'» il massacro del 7 ottobre. Un documento datato 5 ottobre 2023 riporta la firma di Deif sull'ordine operativo, emesso al termine di una riunione dello Stato Maggiore durata sei ore: l'ordine fissava «l'ora zero» alle 6:30 del mattino del 7 ottobre 2023.

Alcune immagini mostrano Deif all'interno di una sala operativa, mentre esamina modellini di carri armati israeliani e discute il piano di scontro con i comandanti delle brigate. L'inchiesta presenta poi un filmato, risalente al periodo bellico, in cui lo si vede all'interno di un tunnel mentre impugna la cornetta di un telefono fisso: secondo Al Jazeera, si tratterebbe dell'unica testimonianza visiva esistente di Deif nell'atto di dirigere direttamente le operazioni.

08:33
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Trump più incline ad attaccare l'Iran se i repubblicani perdono alle midterm

Donald Trump sarebbe intenzionato a riprendere gli attacchi all'Iran il 4 novembre, il giorno dopo le elezioni di metà mandato. Lo riporta il canale tv MS NOW citando alcune fonti, secondo le quali gli Stati Uniti hanno informato i paesi del Golfo di prepararsi.

Una fonte americana ha inoltre dichiarato al sito web di notizie Axios che Donald Trump sarà più incline e ordinare un'operazione militare contro l'Iran se i repubblicani perderanno elle elezioni di metà mandato. «Se si sentirà imbarazzato farà qualcosa di audace. È questo che tutti dicono agli iraniani. Il momento migliore per arrivare a un accordi è ora», ha detto la fonte.

L'amministrazione Trump è divisa su come procedere. Il segretario di Stato americano Marco Rubio e il capo del Pentagono, Pete Hegseth, sono scettici sulla possibilità di raggiungere un accordo con l'attuale regime, riporta Axios.

Il vicepresidente JD Vance e gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner vogliono riprendere i negoziati, ma Trump è scettico che l'Iran accetti un accordo che lui trova accettabile. Il segretario al Tesoro, Scott Bessent, preme invece sul presidente affinché lasci che la campagna di pressione economica faccia effetto invece di tornare a combattere.

Il Qatar è impegnato in prima fila per cercare di trovare un accordo che consenta la ripresa delle trattative. Secondo quanto riferito da un funzionario americano ad Axios, i negoziati finora sono stati ostacolati da due richieste opposte. Da un lato l'insistenza dell'amministrazione Trump affinché l'Iran conceda aperture sul fronte nucleare come condizione per riprendere i colloqui, dall'altra parte la richiesta dell'Iran che venga rimosso il blocco americano e di sblocchino i fondi congelati.

08:32
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Il punto alle 8.30

«Il cancelliere tedesco Friedrich Merz aveva accolto con favore gli attacchi sferrati da Stati Uniti e Israele contro l'Iran nel giugno dello scorso anno, affermando che questo è il lavoro sporco che Israele sta svolgendo per tutti noi», ha scritto sabato su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, aggiungendo: «Cento miliardi di euro non sono nulla in confronto al colpo devastante che le potenti forze armate iraniane infliggeranno a chiunque osi fare del male al nostro popolo. Le linee rosse appartengono ormai al passato». Araghchi ha rilasciato tale dichiarazione in risposta a Merz, il quale ha sostenuto che la guerra che coinvolge l'Iran ha fatto aumentare di oltre 100 miliardi di euro i costi energetici per l'Europa.

«Proprio ieri, l'Europa andava fiera del lavoro sporco del regime sionista. Oggi invece si lamenta dei miliardi che le sta costando la guerra con l'Iran», ha dichiarato dal canto suo Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, in un post su X pubblicato ieri sera, sottolineando: «Quando applaudivate ai crimini di guerra, pensavate forse che le conseguenze non avrebbero colpito anche voi? La guerra e il terrore hanno un prezzo. Ora tocca a voi pagare».