Sisma

Terremoto in Turchia e Siria: ancora 16 soccorritori svizzeri sul posto

Oltre alle tende, gli operatori svizzeri del CSA e il personale locale hanno distribuito in varie località medicinali, attrezzature mediche e 2.000 kit igienici
© EPA/ERDEM SAHIN
Ats
06.03.2023 18:24

A quattro settimane dal potente terremoto che ha causato morte e distruzione, 16 membri del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) - braccio operativo della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) - sono ancora impegnati in Turchia. In Siria, la scorsa settimana sono state consegnate 300 tende invernali che possono alloggiare fino a 1.500 persone.

In Turchia fino a venerdì scorso erano già state distribuite 400 tende familiari, ha precisato il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) rispondendo a una richiesta in questo senso di Keystone-ATS.

Oltre alle tende, gli operatori svizzeri del CSA e il personale locale hanno distribuito in varie località medicinali, attrezzature mediche e 2.000 kit igienici. Il Corpo - composto di esperti di milizia - ha anche contribuito alla costruzione di strutture sanitarie.

Due squadre del CSA continuano a essere dispiegate in Turchia nella regione di Kahramanmaras e nelle città di Antakya e Hatay principalmente in un ospedale. Oltre a questi interventi sul posto, la DSC ha organizzato il trasporto di diverse tonnellate di attrezzature invernali.

Le squadre del CSA che lavorano in Turchia dovrebbero terminare la loro missione nel corso della prossima settimana, ha precisato il DFAE. In Siria, l'impegno proseguirà nel quadro del programma di cooperazione internazionale in vigore dal 2011, con adeguamenti per rispondere alle nuove esigenze emerse a seguito delle scosse di terremoto.

In totale, la Svizzera ha finora stanziato circa otto milioni di franchi per sostenere le vittime del sisma nei due Paesi. In Siria, la DSC sta collaborando con organizzazioni partner come la Croce Rossa - e finora ha versato contributi per cinque milioni di franchi.