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Terremoto in Venezuela: facciamo il punto

Le autorità venezuelane hanno aggiornato a 920 il numero dei morti e a 3.360 quello dei feriti - Il dipartimento del Tesoro americano ha dal canto suo allentato le sanzioni al Paese, autorizzando tutte le transazioni connesse agli interventi di soccorso
AP Photo/Matias Delacroix
Red. Online
27.06.2026 09:05

Il governo del Venezuela ha annunciato oggi di aver limitato l'accesso allo stato costiero di La Guaira, il più colpito dai due terremoti di magnitudo superiore a 7 gradi della scala Richter che, stando agli ultimi bilanci, hanno causato 920 morti e 3.360 feriti. Il ministro dell'Interno, Diosdado Cabello, ha spiegato che l'accesso allo stato sarà limitato e soggetto a una registrazione preventiva obbligatoria gestita dal governo centrale di Caracas.L'obiettivo di questa misura - ha affermato - è controllare il flusso di persone verso la zona del disastro e ottimizzare l'organizzazione delle operazioni di emergenza, evitando così l'arrivo di persone che non abbiano compiti specifici di soccorso o assistenza assegnati nell'area.

«È stato allestito un centro di registrazione, come ha indicato la nostra presidente, presso il Poliedro di Caracas, affinché le persone possano recarsi lì per ottenere l'accesso allo Stato di La Guaira», ha annunciato il ministro in una conferenza stampa. Inoltre, Cabello ha precisato che la misura mira a regolare il flusso di persone e veicoli per dare priorità alle operazioni di soccorso, in modo da non ostacolare i lavori in corso sul terreno. Pertanto, per accedere allo Stato di La Guaira, le autorità hanno stabilito un protocollo di controllo che comprende un punto di registrazione, un posto di controllo di frontiera e una normativa speciale per i veicoli a motore che operano nella zona.

Il bilancio

Ieri le autorità venezuelane hanno aggiornato a 920 il numero dei morti e a 3.360 quello dei feriti a causa dei terremoti di magnitudo superiore a 7 sulla scala aperta di Richter registrati nel Paese.

L'opposizione denuncia ritardi nei soccorsi

Le forze dell'opposizione venezuelana denunciano tuttavia la carenza di assistenza nelle aree più colpite. Il politico Juan Pablo Guanipa ha riportato numerose segnalazioni riguardanti la mancanza di attrezzature per salvare le persone intrappolate sotto le macerie, specialmente nello stato di La Guaira.

In un video diffuso online, il figlio Ramón Guanipa ha sollecitato interventi immediati dichiarando: «Esortiamo gli organismi statali e i governi stranieri a inviare squadre di ricerca e rimozione macerie per chi è ancora intrappolato». Secondo alcuni media, le testimonianze raccolte sul campo confermano un clima di forte tensione, con i residenti che, in diverse località, hanno tentato di fermare autonomamente i mezzi pesanti in transito per dirottarli verso gli edifici dove si spera di trovare superstiti. Molti cittadini hanno espresso frustrazione per la gestione dei soccorsi, lamentando l'assenza di personale specializzato e l'impossibilità di rimuovere le strutture crollate. «Abbiamo gente viva sotto le macerie, ci servono grandi macchinari», ha gridato una donna in lacrime da Catia La Mar, mentre in altri complessi abitativi la popolazione ha lavorato per ore a mani nude.

Gli Usa allentano le sanzioni per favorire soccorsi

Nel frattempo, il dipartimento del Tesoro americano, tramite l'Office of Foreign Assets Control, ha allentato le sanzioni al Venezuela, autorizzando tutte le transazioni connesse agli interventi di soccorso. Il provvedimento rimarrà in vigore fino al prossimo 23 ottobree rappresenta un sollievo temporaneo ma significativo per le operazioni di logistica umanitaria. In particolare, il dipartimento del Tesoro americano ha autorizzato: tutte le transazioni relative agli interventi di soccorso post-sisma in Venezuela; l'elaborazione e il trasferimento di fondi da parte di istituzioni finanziarie Usa e intermediari autorizzati per il trasferimento di denaro, anche qualora siano coinvolti paesi terzi. Il provvedimento non autorizza lo sblocco di beni precedentemente congelati né transazioni vietate da altre normative.

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