Terremoto in Venezuela, la popolazione sotto shock: «Le pietre degli edifici crollati volavano dappertutto»

Sono ore di terrore e shock in Venezuela. Le devastanti scosse di magnitudo 7.1 e 7.5 che hanno colpito il nord-ovest del Paese e la capitale Caracas hanno seminato danni e distruzione in molte città e località. Le operazioni di soccorso proseguono senza sosta, anche durante la notte. Secondo il primo aggiornamento fornito dalla presidente ad interim Delcy Rodriguez, almeno 32 persone sono morte e altre 700 sono rimaste ferite nel terremoto.
Un fenomeno di questa intensità è raro in Venezuela. Sebbene si trovi in prossimità di diverse faglie tettoniche, la sua posizione a cavallo tra la placca sudamericana e quella caraibica rende i terremoti molto meno frequenti nel Paese, rispetto ad altre zone dell'America Latina. Come scrive l'AP, i terremoti colpiscono più spesso la costa del Pacifico, interessando Paesi come Messico e Cile. Secondo il servizio geologico statunitense (USGS), citato dalla BBC, la scossa, considerata la più forte mai registrata in Venezuela, si è verificata in seguito ad uno «scorrimento trascorrente superficiale lungo una faglia» situata vicino al confine tra due placche tettoniche, quella caraibica e quella sudamericana. «Sebbene i terremoti siano comunemente rappresentati sulle mappe come punti, eventi di questa entità sono più correttamente descritti come uno scorrimento lungo un'area di faglia più estesa», precisa l'USGS, che non esclude possibili ulteriori scosse di assestamento.
La rarità di fenomeni di questo tipo e l'intensità stessa delle scosse hanno indubbiamente segnato la popolazione. Diversi testimoni hanno raccontato il terrore provato nel momento in cui gli edifici hanno iniziato a tremare e poi crollare, mentre la gente correva, urlando, per le strade. «Le pietre dei muri che crollavano volavano in aria da tutte le parti. Il boato è stato terrificante», hanno raccontato alcuni testimoni. «Le scale sono crollate, l'intero muro si è crepato. Oggetti sono caduti dal soffitto. È stato orribile», ha spiegato invece un uomo all'agenzia AFP, che ha raccolto le testimonianze di alcune persone sotto shock fuori da un centro commerciale a Caracas. «Abbiamo aspettato che passasse, poi siamo corse giù per le scala mobile», ha dichiarato una donna 52.enne intenta a consolare una giovane in lacrime. «Abbiamo dovuto aspettare perché tremava troppo. È durato tantissimo». Allo stesso modo, un altro residente nelle vicinanze ha raccontato di essere fuggita in fretta e furia dal suo appartamento, quando ha iniziato a «muoversi molto». «Faceva un rumore simile a un profondo ruggito». Una reporter della BBC ha raccontato di aver ricevuto un messaggio dalla sorella in cui le diceva che la sua casa di Caracas, dove vive con la madre, aveva «tremato in modo orribile, e continuava a tremare». Quando è riuscita a mettersi in contatto con la giornalista, dopo diverse ore, la sorella ha confessato: «Ero convinta che saremmo morte».
Molte persone stanno trascorrendo la notte all'aperto. Il timore che ulteriori scosse di assestamento possano nuovamente causare crolli è alto. Secondo l'agenzia di stampa AFP, finora si sono verificate più di 20 ulteriori scosse. Le stesse autorità venezuelane hanno chiesto alla popolazione di lasciare le proprie case, in attesa di una valutazione dei danni. Per strada c'è chi si abbraccia, chi stringe il proprio animale domestico, chi dà una mano a cercare le persone sotto alle macerie. Dopo il terremoto, dai resti degli edifici crollati si udivano voci di persone intrappolate sotto i detriti. Tre fratellini sono stati tratti in salvo dalle macerie nella città di La Guaira. Un video, diffuso sui social, mostra un vicino che ha partecipato ai soccorsi, mentre filma il momento in cui un bambino e le sue due sorelle emergono nel cuore della notte dai calcinacci della loro abitazione crollata.
Nel frattempo, la presidente ad interim Delcy Rodriguez ha dichiarato di aver avuto una conversazione telefonica con il segretario di Stato americano Marco Rubio. «Ha espresso la sua solidarietà e il suo sostegno al popolo venezuelano in questo momento difficile per la nostra nazione», ha scritto su X. «Siamo grati per questa espressione di solidarietà con il Venezuela in un momento così difficile, segnato dall'impatto del disastro naturale che ha colpito diverse regioni del Paese». In precedenza, anche Donald Trump aveva espresso il suo sostegno al Venezuela, sottolineando che gli Stati Uniti sono pronti a offrire il loro aiuto. Il presidente americano aveva anche sottolineato che dai primi rapporti provenienti dal Venezuela non erano «buoni» e che i terremoti hanno causato «un numero devastante di morti».
