Gaza

Tra gli ostaggi liberati c'è pure Noa Argamani, la ragazza simbolo rapita in moto

Il video in cui la giovane urlava «non uccidetemi» mentre veniva portata via aveva fatto il giro del mondo - Nell'operazione sarebbero morte oltre 100 persone, anche bambini
Red. Online
08.06.2024 14:30

(Aggiornato) Quattro persone rapite da Hamas al festival musicale Nova il 7 ottobre e tenute in ostaggio per mesi sono state recuperate quest’oggi dall’esercito israeliano (IDF), che ha diffusa la notizia sul suo account X.

L'IDF ha riferito di aver salvato Noa Argamani, 25 anni, Almog Meir Jan, 21, Andrey Kozlov, 27, e Shlomi Ziv, 40, in una complessa operazione speciale diurna in due luoghi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza. Gli ostaggi, una femmina e tre maschi, sono stati tutti portati in ospedale e sono in buone condizioni di salute. Secondo il Ministero della Sanità di Hamas, nelle operazioni odierne, a Nuseirat e in altre zone, almeno 210 persone, compresi bambini, sono state uccise. La CNN invece riferisce di 107 palestinesi morti nei blitz israeliani.

Durante l’attacco terroristico dello scorso 7 ottobre, Hamas aveva ucciso circa 1.200 persone e catturato circa 250 ostaggi. La metà di questi era stata rilasciata a novembre, durante un cessate il fuoco durato una settimana.

Secondo Israele, 120 dei circa 250 ostaggi rapiti sono ancora nella Striscia di Gaza, ma almeno 40 di questi sono stati dichiarati morti dalle autorità sanitarie palestinesi.

Tra le 4 persone liberate nell’operazione di oggi c’è anche la 25.enne Noa Argamani, la ragazza diventata simbolo del terribile attentato, dopo la diffusione di un video che mostrava i terroristi di Hamas mentre la portavano via in moto. Nel filmato la giovane urlava: «Non uccidetemi!». La 25.enne era recentemente apparsa in un altro video di propaganda diffuso dal gruppo islamista.

Sua madre Liora, malata di un tumore terminale al cervello, a dicembre aveva lanciato un disperato appello al presidente degli Stati Uniti Joe Biden affinché la aiutasse a riabbracciare sua figlia.

Dopo la liberazione dei 4 ostaggi, il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il presidente Isaac Herzog hanno chiamato Noa al telefono. La Reuters riferisce di un video in cui la ragazza, in ospedale con il padre, esclama: «Sono così felice di essere qui. Grazie di tutto, grazie per questo momento». E ancora: «Sono commossa. Non sentivo l’ebraico da così tanto tempo». Il ministro della Difesa Yoav Gallant ha definito il salvataggio «un'operazione eroica» e ha detto che l'esercito continuerà a combattere fino al recupero di tutti gli israeliani catturati.

©X @IDF
©X @IDF

Le famiglie degli ostaggi, che da mesi scendono in piazza e criticano duramente il Governo israeliano, hanno espresso grande entusiasmo per la notizia del salvataggio: «L'eroica operazione dell'IDF che ha liberato e riportato a casa Noa Argamani, Shlomi Ziv, Andrey Kozlov e Almog Meir Jan è un trionfo miracoloso. Ora, con la gioia che travolge Israele, il governo deve ricordare il suo impegno a riportare indietro tutti i 120 ostaggi ancora detenuti da Hamas: i vivi per la riabilitazione, gli uccisi per la sepoltura». Il Forum delle famiglie degli ostaggi ha poi dichiarato:  «Continuiamo a chiedere alla comunità internazionale di esercitare la necessaria pressione su Hamas affinché accetti l'accordo proposto e rilasci gli altri 120 ostaggi tenuti prigionieri. Ogni giorno è un giorno di troppo».

Il salvataggio arriva proprio mentre cresce la pressione internazionale su Israele affinché limiti gli attacchi sulla popolazione civile a Gaza. La guerra tra lo Stato ebraico e Hamas proprio ieri è entrata nell'ottavo mese, con un bilancio di 36.801 palestinesi uccisi, tra combattenti e civili (secondo il Ministero della Sanità di Hamas).