Tragedia alle Maldive, effettuate le autopsie sui corpi dei cinque sub

A più di dieci giorni di distanza dalla tragedia, sono cominciate le autopsie sui corpi dei cinque sub italiani, morti durante un'immersione nelle grotte di Alimathà, alle Maldive. Ieri, 25 maggio, sono state effettuate le prime due autopsie, all'ospedale di Gallarate (in provincia di Varese), sulle salme di Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri. I corpi delle altre vittime, ossia la professoressa Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal e la ricercatrice Muriel Oddenino sono stati sottoposti agli esami autoptici questa mattina. Al momento, come rivelano i media italiani, vige il massimo riserbo sulle possibili cause dei decessi. I consulenti tecnici dovranno infatti aspettare l'esito degli esami tossicologici, prima di poter avanzare ipotesi chiare su cosa possa essere accaduto.
I risultati dei test saranno disponibili tra alcuni giorni. Parallelamente, bisognerà analizzare anche l'attrezzatura di cui erano in possesso i sub, recuperata sul fondale marino, come go-pro e computer. Prima di poterlo fare, tuttavia, l'Italia dovrà chiedere una rogatoria.
Nel frattempo, le famiglie delle vittime continuano cercare la verità e a chiedere giustizia. Come spiega SkyNews24, Alessandro Albert, uno dei legali della famiglia della professoressa Montefalcone si è espresso sull'università di Genova, per la quale lavorava l'esperta, spiegando che missioni come quella «hanno ricorrenza annuale, se non semestrale». Di più, l'università era «assolutamente consapevole» di quello che accade in immersioni di quel tipo. L'altro avvocato, Giuseppe Pugliese, ha ribadito che in questa tragedia ci sono «dati oggettivi». «La professoressa si trovava lì perché doveva svolgere un'attività nell'ambito dell'ateneo. Stiamo parlando di una persona di altissima competenza, di grandissima esperienza professionale, non era lì come un comune turista che trascorre un periodo piacevole di vacanza facendo immersioni a scopo ricreativo. Si tratta di elementi che le indagini ci consentiranno di approfondire».
A tal proposito, restano da chiarire alcuni fatti capitati in seguito alla tragedia. In particolare, non è passata inosservata la rimozione della pagina del profilo della professoressa Montefalcone dal sito dell'Università di Genova e, dopo qualche giorno, anche della ricercatrice Muriel Oddenino, assegnista presso lo stesso ateneo. L'università di Genova, interpellata sull'accaduto, ha dichiarato che si tratta di una scelta «di tipo meramente amministrativo». I parenti delle vittime, tuttavia, lo reputano «un gesto incomprensibile». Proprio per questo, gli studenti della professoressa hanno chiesto che venga aperta una pagina web che la ricordi e ne sottolinei l'impegno profuso, per anni, per l'università. «Vogliamo che si ricordi tutto questo che è stata e tutto quello che ha fatto. Ci piacerebbe fosse sul sito dell'università, ma se non sarà possibile la faremo noi».
