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Tragedia della Marmolada: sette le vittime, trovato incolume un disperso

I corpi ritrovati sono stati martoriati dal crollo del ghiacciaio, il che rende complicato il riconoscimento delle vittime e la quantificazione esatta dei decessi
©SOCCORSO ALPINO/ HANDOUT
Ats
04.07.2022 06:53

(Aggiornata alle 18.18) Il numero delle vittime della tragedia della Marmolada è probabilmente destinato ad aumentare, mentre il numero dei dispersi è salito a 16. Lo apprende l'ANSA da fonti investigative. I corpi recuperati sono martoriati e questo rende molto complicato il riconoscimento e quindi la quantificazione esatta dei decessi. Proprio per questo, questa mattina sono previsti degli accertamenti attraverso il Dna, dove si incroceranno i dati genetici dei resti ritrovati con quelli dei familiari e dei parenti che via via si stanno mettendo in contatto con i soccorritori anche attraverso il numero verde che è stato istituito. A quanto apprende l'ANSA il console della Romania ha contattato i carabinieri in Trentino segnalando che fra i dispersi risulterebbero anche dei cittadini rumeni. La Procura di Trento ha aperto un fascicolo modello 44 ipotizzando il reato di disastro colposo.

Identificate le prime vittime

Nel corso della scorsa serata sono state identificate quattro delle sei vittime della tragedia Si tratta di tre cittadini italiani, mentre il quarto è di nazionalità ceca. Restano da identificare un uomo ed una donna. Fra i dispersi ci sono sicuramente italiani, tedeschi e cechi, e probabilmente anche romeni.

I dispersi salgono a 17

Attualmente risultano dispersi sulla Marmolada 17 alpinisti. Sono invece otto i feriti, di cui due in gravi condizioni. Tra i feriti ci sono due cittadini tedeschi. Per ora i deceduti sono sei, dei quali quattro già identificati. È quanto apprende l'ANSA dagli inquirenti.

Mancano all'appello 30 persone

Sarebbero una trentina le persone che ieri si trovavano sul ghiacciaio della Marmolada al momento del crollo del seracco sommitale, si apprende da ambienti dei soccorritori. Non è chiaro al momento quante di queste persone siano effettivamente disperse e le verifiche sono in corso.

Ieri, il giorno del crollo, è stata finora la giornata più calda del 2022. Lo conferma il meteorologo della Provincia di Bolzano Dieter Peterlin.

A Bolzano ieri sono stati superati i 37 gradi e alle ore 21.30 la temperatura era ancora di 32 gradi. Sul Corno del Renon a 2.260 metri sono stati misurati 18 gradi e di notte comunque 9 gradi.

Il bilancio si aggrava: sono 19 i dispersi

Si aggrava di ora in ora il bilancio della tragedia della Marmolada. Sono diciannove i dispersi e otto i feriti, di cui due in gravi condizioni, mentre quattro dei sei morti per ora accertati sono stati identificati.

Si tratta di tre italiani, tra cui due guide alpine. Dei 19 dispersi che risultano al momento si apprende che undici sono italiani e otto sono stranieri: tre romeni, un francese, un austriaco e quattro cechi. Il lavoro dei soccorritori è proseguito con l'uso di droni dotati di termocamere, che hanno sorvolato nella notte la Marmolada, dove è in arrivo il premier italiano Mario Draghi. «Le tragedie che stiamo vivendo con il cambiamento climatico ci devono spingere a cercare urgentemente nuove vie rispettose delle persone e della natura», è il monito di Papa Francesco, che in un tweet assicura la preghiera «per le vittime del crollo sul ghiacciaio della Marmolada, e per le loro famiglie».

Il conteggio delle vittime sembra destinato a salire considerando il numero dei dispersi. Tra i feriti ci sono anche due cittadini tedeschi, come ha confermato all'ANSA il ministro degli Esteri a Berlino, ricoverati in terapia intensiva a Belluno. Quattro i feriti ricoverati a Trento. Due di questi si trovano in Rianimazione e altri due, meno gravi, sono invece in reparto.

Nei sopralluoghi è stato impegnato personale della Protezione Civile trentina, con il supporto del soccorso alpino e dei Vigili del fuoco. A Canazei (Trento), dove è atteso Draghi, è stata allestita la centrale operativa che sta coordinando le operazioni di soccorso e ricerca, e dove verrà fatto il punto della situazione sulla tragedia.

A Canazei stanno arrivando da questa mattina parenti e familiari dei dispersi per chiedere notizie dei loro cari. Sarebbero stati identificati i proprietari delle 16 auto che ieri sera erano state ritrovate nei parcheggi attorno a Passo Fedaia, mentre ci sarebbe un'altra decina di veicoli parcheggiati di cui ancora non si conosce il proprietario. Squadre di soccorritori sono state inviate in mattinata nella zona del disastro, per l'avvistamento di alcuni resti sulla colata di ghiaccio e neve, come riferito dall'assessore veneto alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin. Le ricerche, ha precisato, sono state riavviate dopo che l'ispezione con droni sulla zona ha portato ad individuare «alcuni elementi».

Recuperata la settima vittima

Un'altra vittima è stata recuperata dai soccorritori sulla Marmolada, dove ieri il crollo di un seracco ha travolto le cordate di alpinisti che stavano salendo in vetta. Sale quindi a sette, al momento, il conteggio dei morti di questa tragedia in alta quota. C'è però anche una buona notizia: quattro persone, date in un primo tempo disperse nel crollo, sono state rintracciate e sono in salvo. Dunque scende a 14 il numero degli escursionisti dispersi.

A causa del maltempo che sta interessando la zona le ricerche dei soccorritori si fanno però difficoltose: al momento nessuno può raggiungere il ghiacciaio ed anche i droni sono costretti a restare a terra per la pioggia.

Proprio a causa delle condizioni meteorologiche il presidente del Consiglio, Mario Draghi, non ha potuto atterrare in elicottero Canazei, dove vengono coordinate le operazioni, e sta quindi raggiungendo la località in auto.

A complicare il lavoro dei soccorritori anche l'instabilità del ghiacciaio, dove potrebbero verificarsi nuovi crolli, anche se per ora pare tramontata l'ipotesi di intervenire facendo brillare la parte di seracco rimasta attaccata alla cima della Marmolada.

Secondo le prime ricostruzioni della dinamica dell'incidente a fare da «scivolo» all'enorme mole di materiale è stato un accumulo di acqua di fusione nella conca sotto la vetta. Quando il pezzo di ghiaccio si è staccato verticalmente non aveva appoggio ma, appunto, solo acqua.

Gli alpinisti che ieri si trovavano sulla via per salire in vetta alla Marmolada raccontano di un rumore mai sentito e di una fortissima folata di vento. Sulla via per salire, come ha raccontato una escursionista, c'erano tante persone, «forse un centinaio». Altri hanno descritto la grande voragine azzurra lasciata dal distacco del seracco.

Trovato incolume un disperso

Scende a 13 il numero delle persone oggetto delle ricerche dopo la frana che si è staccata ieri dal ghiacciaio della Marmolada. Un escursionista austriaco che figurava nella lista dei dispersi è stato contatto dalle autorità consolari austriache ed ha dato notizie poco fa. Lo fa sapere la Provincia di Trento.

Dieci dispersi sono di nazionalità italiana e tre di nazionalità ceca. Le autorità stanno ancora accertando la proprietà di quattro delle 16 auto parcheggiate nei pressi dei sentieri che portano al ghiacciaio: hanno tutte targhe straniere (una tedesca, due ceche e una ungherese). Lo comunica il Soccorso alpino trentino.

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