Tragedia di Urda, il treno Ave «ha trovato un semaforo verde» prima dello scontro

Il treno Ave di Renfe coinvolto nello scontro con il convoglio Iryo a Urda, nella provincia di Toledo, «ha incontrato un semaforo verde» prima della collisione, «perché era stato modificato», dopo che il Centro di controllo di Adif aveva autorizzato la ripartenza dell'Iryo, che tuttavia non era riuscito a muoversi. È uno degli elementi centrali della ricostruzione presentata dal ministro dei Trasporti spagnolo, Oscar Puente, in conferenza stampa.
Il ministro ha ricostruito la sequenza degli eventi: alle 8:31 di mercoledì si verificò un problema di comunicazione tra i computer della stazione di Urda, provocando la caduta del sistema automatico di sicurezza Zlb. «Tutti i treni si sono fermati e la situazione è passata a quella che è definita una situazione degradata, sotto il controllo del Centro di regolazione di Adif, ad Atocha (Madrid), con i sistemi Bsl e Asfa», ha spiegato.
«Alle 8:35 il centro di controllo ha autorizzato l'Ave a riprendere la marcia a velocità normale, quando in queste circostanze la marcia prevista è 'a vista'», a velocità inferiore ai 40 km orari, ha spiegato. «Cinque minuti dopo, alle 8:41, il centro ha dato anche anche l'autorizzazione alla ripartenza dell'Iryo», che era fermo sulla stessa linea Madrid-Siviglia 25 km più avanti. Quest'ultimo, però, non riuscì a riavviare il sistema di bordo, rimanendo fermo davanti al segnale di ingresso della stazione di Urda. La macchinista comunicò la propria situazione al centro di controllo. Nel frattempo, l'Ave che procedeva sulla stessa linea «ha percorso circa 25 km e ha raggiunto una velocità di circa 160 km orari». L'impatto tra i due treni è avvenuto alle 8:53, circa 17 minuti dopo il guasto iniziale.
«L'inchiesta dovrà chiarire che cosa è successo», ha precisato Puente, sottolineando che «non spetta a me fare conclusioni sulle responsabilità individuali».