Tragedia sul Monte Fuji: deceduto il capo dell'organizzazione per il suicidio assistito Exit

Un escursionista svizzero di 58 anni ha perso la vita martedì durante la scalata del Monte Fuji, la montagna più alta e iconica del Giappone. L'uomo stava affrontando l'escursione insieme al figlio lungo il percorso Fujinomiya, uno degli itinerari più frequentati per raggiungere la vetta. Oggi il Blick ha appreso che l'uomo è Bernhard Sutter, capo dell'organizzazione per il suicidio assistito Exit, con una sede anche a Giubiasco.
A un'altitudine di circa 3.010 metri, all'altezza della settima stazione del sentiero, Sutter ha accusato un malore e si è quindi recato in un rifugio di montagna. Poco dopo è però crollato improvvisamente a terra, perdendo conoscenza
Condizioni peggiorate dopo la rianimazione
Le persone presenti sono quindi intervenute immediatamente utilizzando un defibrillatore, riuscendo a far riprendere temporaneamente la respirazione di Sutter. Durante il trasporto a valle da parte dei soccorritori, tuttavia, le sue condizioni sono nuovamente peggiorate. All'altezza della quinta stazione ha perso ancora conoscenza ed è stato trasferito in ospedale, dove i medici ne hanno constatato il decesso.
Tratta in salvo una 99.enne
Dopo la tragedia, la polizia giapponese ha rinnovato l'appello agli escursionisti invitandoli a rinunciare alla salita in caso di malessere o di condizioni meteorologiche sfavorevoli. Solo pochi giorni prima, sempre sul Monte Fuji, una donna di 99 anni era stata data per dispersa dopo aver tentato per diversi giorni di raggiungere la vetta di 3.776 metri. L'anziana è stata infine individuata e tratta in salvo dalle squadre di soccorso.
