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Israele adotta la pena di morte per i terroristi, la Svizzera è preoccupata

Il tycoon si scaglia contro i Paesi che si sono rifiutati di intervenire nello Stretto di Hormuz: «Dovrete imparare a difendervi da soli, gli USA non vi aiuteranno più» - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Israele adotta la pena di morte per i terroristi, la Svizzera è preoccupata
Red. Online
31.03.2026 06:13
17:55
17:55
Israele adotta la pena di morte per i terroristi, la Svizzera è preoccupata

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si è detto oggi «profondamente preoccupato» per l'adozione da parte di Israele della pena capitale nei confronti dei terroristi. «Abbiamo sollevato la questione presso le autorità israeliane e le invitiamo ad abrogare la legge», si legge in un post su X. La moratoria sulla pena capitale che era in vigore da tempo dovrebbe essere ristabilita. Le autorità israeliane dovrebbero «rispettare i loro obblighi nei confronti del diritto internazionale dei diritti umani», ha scritto ancora il DFAE.

La Knesset ha approvato ieri la legge in questione con 62 voti a favore e 48 contrari. Secondo il testo, è passibile di condanna a morte «chi uccide intenzionalmente una persona nell'ambito di un atto di terrorismo, con l'intento di negare l'esistenza dello Stato di Israele». Questo punto è considerato il più controverso, in quanto volto a circoscrivere l'accusa solo contro i palestinesi, esulando i presunti terroristi ebrei. La legge include anche disposizioni che prevedono la pronuncia della sentenza entro 90 giorni senza diritto alla clemenza. L'Associazione per i Diritti Civili in Israele, tra le principali organizzazioni per i diritti umani del Paese, ha dichiarato di aver già presentato ricorso all'Alta Corte di Giustizia, chiedendo l'annullamento della legge.

17:14
17:14
Il direttore Lazzarini chiede un'indagine sulla morte dei collaboratori UNRWA

Il direttore dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA), lo svizzero Philippe Lazzarini, ha chiesto oggi l'avvio di un'indagine sulla morte di oltre 390 dipendenti dell'organizzazione durante la guerra condotta da Israele a Gaza.

«Credo che ci serva una commissione (...) una commissione di esperti di alto livello per indagare sull'omicidio dei nostri collaboratori», ha affermato il neocastellano davanti ai media a Ginevra, nell'ultimo giorno del suo mandato alla guida dell'agenzia.

«Oltre 390» membri del personale dell'UNRWA sono stati uccisi dall'inizio della guerra a Gaza nell'ottobre del 2023, ha aggiunto. «Molti altri hanno subito ferite invalidanti o sono stati arbitrariamente detenuti e torturati», ha ricordato.

Sono necessarie indagini anche sulla morte di «altri membri dell'ONU, poiché sono state sporte denunce anche a questo proposito», così come «sulla distruzione massiccia e senza precedenti delle sedi dell'agenzia o dell'ONU a Gaza», ha proseguito Lazzarini.

Per il funzionario svizzero, gli attacchi israeliani contro l'agenzia, uniti ai drastici tagli di bilancio dovuti in particolare al calo dei contributi volontari, rischiano di portare l'agenzia «al collasso».

Lazzarini ha dichiarato di aver sollevato la questione di un'indagine presso l'ufficio del segretario generale dell'ONU, António Guterres, e gli Stati membri dell'ONU a New York. La questione, ha sottolineato, è capire «quando sia il momento giusto per avviare questo processo, poiché (...) tutto è polarizzato in questo contesto», e «più passa il tempo, più il compito della commissione sarà difficile».

«Per due anni abbiamo assistito a tali atrocità che si ha l'impressione che questa guerra non avesse alcuna regola, che siano state superate tutte le possibili linee rosse e che non ci sia mai stata la minima conseguenza, né diplomatica, né politica, né economica, né giuridica, proprio nulla», ha deplorato.

«Israele sembra beneficiare di una 'licenza di uccidere a Gaza'», ha aggiunto, avvertendo che tale impunità si sta «diffondendo», dato che le persone uccise durante gli attacchi israeliani contro il vicino Libano vengono ormai «etichettate come appartenenti a Hezbollah».

L'UNRWA è stata a lungo bersaglio di aspre critiche da parte di Tel Aviv, che si sono intensificate dopo gli attentati perpetrati da Hamas in Israele il 7 ottobre 2023. L'agenzia è stata accusata di parzialità e di essere infestata da militanti di Hamas. All'inizio del 2025 Israele le ha vietato qualsiasi attività sul proprio territorio.

A seguito delle accuse israeliane, un'indagine condotta da una commissione internazionale sotto la guida dall'ex ministra francese Catherine Colonna, aveva stabilito che esiste un problema di «neutralità politica» in seno all'UNRWA, ma anche che Israele non ha dimostrato alcuna delle sue affermazioni sul coinvolgimento del personale dell'UNRWA con Hamas o con la Jihad islamica.

Istituita dall'Assemblea Generale dell'ONU nel 1949, l'UNRWA assiste circa 5,9 milioni di rifugiati palestinesi. Gestisce in particolare centri sanitari e scuole nei Territori palestinesi occupati da Israele, così come in Libano, in Siria e in Giordania.

17:08
17:08
La Confederazione ha respinto diverse richieste di sorvolo USA

Dall'inizio del conflitto in Iran all'Ufficio federale dell'aviazione civile (UFAC) sono giunte dodici richieste di sorvolo dagli USA o da altre parti coinvolte nella guerra. Un terzo è stato accolto. Undici domande sono state depositate dagli Stati Uniti fra il 5 e il 23 marzo, ha comunicato oggi l'UFAC, contattato dall'agenzia Keystone-ATS.

Quattro sono state approvate e una è stata ritirata. Sei sono quindi state respinte. Il 13 marzo c'è stato il picco con cinque richieste per sorvoli da effettuare il 15 marzo. Una è giunta dagli Emirati Arabi Uniti ed è stata respinta. Le richieste di sorvolo vengono autorizzate se sono «evidentemente non correlate al conflitto», ha spiegato l'autorità competente, facendo l'esempio di voli umanitari o effettuati a scopo medico.

In nome della neutralità vengono invece respinte le domande collegabili al conflitto, quelle poco chiare o quelle che a causa della loro complessità non sono elaborabili per tempo. Per gli Stati Uniti rimane in vigore un'autorizzazione annuale «per aeromobili di Stato chiaramente identificati», escluso tutto ciò che potrebbe essere di supporto alla guerra. L'UFAC esamina le richieste - le cosiddette Diplomatic Clearances - in accordo con i servizi dei Dipartimenti federali degli affari esteri, della difesa e dell'economia. In casi di notevole rilevanza politica le decisioni possono passare al Consiglio federale, che agisce in base al rispetto della neutralità.

16:13
16:13
Parigi ha vietato di utilizzare lo spazio aereo francese ai voli israeliani con armi Usa

La Francia non ha permesso nel fine settimana a Israele di utilizzare il suo spazio aereo per trasportare armi americane da impiegare nella guerra contro l'Iran, hanno riferito martedì a Reuters un diplomatico occidentale e due fonti a conoscenza della questione. Lo scrive Reuters sul sito.

Secondo le fonti, il rifiuto, avvenuto nel fine settimana, è stato il primo caso in cui la Francia ha preso una decisione del genere dall'inizio del conflitto in Iran. Né la presidenza francese né il ministero degli esteri sono stati immediatamente disponibili per un commento, precisa Reuters.

Una fonte militare ha tuttavia riferito alla tv BF che «contrariamente a quanto affermato dal presidente americano, Donald Trump, la Francia non ha vietato il sorvolo del suo spazio aereo agli aerei militari americani».

La stessa fonte afferma poi che «le condizioni restano le stesse per gli atterraggi: solo gli aerei di trasporto logistico - spiega - possono atterrare nelle basi di Istres e Avord'.

16:08
16:08
L'Idf ha sparato colpi a 15 metri da soldati francesi dell'Unifil

Colpi esplosi dall'esercito israeliano, domenica, sono caduti a nord di Naqoura «a una quindicina di metri» dai soldati francesi dell'Unifil, la missione Onu in Libano, secondo quanto riferiscono oggi Bfm tv e Le Figaro, che attribuiscono la notizia a «fonti informate». Fra i soldati francesi c'era fra l'altro il capo della forza di reazione rapida, un battaglione franco-finlandese.

L'incidente è avvenuto a nord di Naqoura, dove sorge il quartier generale del battaglione e non è il primo incidente che coinvolge soldati francesi. Il generale Paul Sanzey, capo di stato maggiore dell'Unifil, e il suo assistente sono stati sotto la minaccia di armi israeliane sabato mattina al loro rientro da Beirut. Ieri il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha «condannato i gravi incidenti ai danni del contingente francese a Naqoura».

15:24
15:24
Teheran nega di aver lanciato un altro missile verso la Turchia

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha smentito le notizie di ieri sul lancio di un missile iraniano contro la Turchia, definendole «completamente infondate». Araghchi ha rilasciato questa dichiarazione durante una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan.

«Si tratta solo di un attacco militare sotto falsa bandiera da parte dei nemici e l'Iran è pronto a condurre una cooperazione tecnica congiunta per indagare sulla questione», ha aggiunto, citato dall'agenzia Isna, dopo che Istanbul aveva affermato che le forze Nato avevano intercettato il quarto missile lanciato dall'Iran.

15:02
15:02
«Gli USA hanno colpito circa 11 mila obiettivi in Iran»

Gli Stati Uniti stanno sferrando attacchi di precisione contro infrastrutture produttive «nell'entroterra dell'Iran». Lo ha detto il capo degli Stati maggiori congiunti Usa, il generale Dan Caine, precisando che negli ultimi 30 giorni, sono stati colpiti circa 11.000 obiettivi.

Gli Stati Uniti «continuano ad affermare il proprio dominio sulla marina iraniana», aggiunge Caine, precisando che più di 150 navi sono state «neutralizzate».

13:50
13:50
Trump attacca gli alleati: «Vi serve il petrolio? Andate a prendervelo da soli»

«A tutti quei Paesi che non possono ottenere carburante per aerei a causa dello Stretto di Hormuz, come il Regno Unito, che si è rifiutato di intervenire nella decapitazione dell'Iran, ho un suggerimento per voi: numero 1, comprate dagli Stati Uniti, ne abbiamo in abbondanza, e numero 2, fatevi coraggio, andate allo Stretto e prendetevelo e basta». Lo scrive Donald Trump su Truth.

«L'Iran è stato, in sostanza, decimato. La parte difficile è fatta. Ora andate a procurarvi il petrolio da soli!». «Dovrete iniziare a imparare a difendervi da soli, gli Usa non saranno più lì ad aiutarvi, proprio come voi non siete stati lì per noi».

«La Francia non ha permesso agli aerei diretti in Israele, carichi di rifornimenti militari, di sorvolare il proprio territorio. La Francia si è dimostrata molto poco collaborativa. Gli Stati Uniti se ne ricorderanno!!!», ha aggiunto il tycoon in un secondo post.

Parigi non ha annunciato ufficialmente né pubblicamente alcun divieto di sorvolo del proprio territorio per gli aerei statunitensi coinvolti nel conflitto, come ha invece fatto la Spagna.

L'Afp ha chiesto chiarimenti sia alle autorità francesi che a quelle statunitensi, senza ottenere alcuna risposta immediata.

La Spagna ha annunciato ieri che avrebbe chiuso il proprio spazio aereo agli aerei americani coinvolti in questa guerra.

13:40
13:40
Inutilizzabile un impianto di desalinizzazione bombardato

I bombardamenti contro uno degli impianti di desalinizzazione, situato in una zona rurale dell'isola di Qeshm nel Golfo Persico, hanno reso l'impianto completamente inutilizzabile, al punto che non potrà essere riparato in breve tempo: lo ha dichiarato Mohsen Farhadi, capo di un dipartimento del Ministero della Salute.

Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva dichiarato che il 7 marzo gli Stati Uniti hanno attaccato l'isola, situata vicino allo Stretto di Hormuz, dalla loro base in Bahrein.

13:30
13:30
Almeno 5 morti negli attacchi israeliani a Gaza

Almeno cinque persone sono state uccise da attacchi israeliani nella Striscia di Gaza in due episodi distinti. Lo riportano i media internazionali.

Secondo quanto riferito dai medici, un raid aereo israeliano a Jabalia, nella parte settentrionale dell'enclave, ha ucciso almeno tre persone nel corso della giornata, mentre un altro raid aereo ha causato la morte di altre due persone a Khan Younis, nel sud.

13:13
13:13
Unicef, «in Medio Oriente 340 bambini uccisi in un mese»

In Medio Oriente a più di un mese dall'escalation militare sono stati uccisi 340 bambini e in migliaia feriti a più di un mese dall'escalation militare. Lo fa sapere l'Unicef spiegando che il bilancio comprende: 216 bambini uccisi e 1.767 feriti in Iran, 124 uccisi e 413 feriti in Libano, 4 uccisi e 862 feriti in Israele, 1 bambino ucciso in Kuwait, 4 bambini feriti in Bahrein e 1 bambino ferito in Giordania.

L'evento con il maggior numero di vittime tra i bambini si è verificato il primo giorno di guerra, in seguito a un attacco missilistico contro la scuola Shajareh Tayyebeh in Iran, che ha causato la morte di 168 bambine e bambini. Inoltre nello Stato di Palestina, comprese Gaza e la Cisgiordania, sono morti 16 bambini palestinesi e ne sono stati feriti oltre 50.

In tutta la regione, più di 1,2 milioni di bambini sono stati sfollati a causa dei bombardamenti e degli ordini di evacuazione «I bambini della regione sono esposti a violenze terribili, proprio mentre i sistemi e i servizi destinati a garantire la loro sicurezza sono sotto attacco - ha affermato Catherine Russell, Direttrice generale dell'Unicef -. È necessario un intervento urgente di tutte le parti in conflitto per proteggere la vita dei civili e difendere i diritti dei bambini».

12:41
12:41
«Israele demolirà tutti i villaggi di confine in Libano»

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato che tutte le case nei villaggi libanesi vicino al confine israeliano saranno demolite «come a Rafah e Beit Hanoun», riferendosi alle aree della Striscia di Gaza dove l'Idf ha effettuato demolizioni su vasta scala di abitazioni durante la guerra. Lo scrive Haaretz.

Circa 600'000 residenti evacuati dal Libano meridionale non potranno far ritorno finché non sarà garantita la sicurezza dei residenti nel nord di Israele, ha annunciato affermando che l'Idf istituirà una zona cuscinetto nell'area e mantenuto il controllo fino al fiume Litani.

12:36
12:36
Starmer stende il tappeto rosso a Sharaa, disgelo fra Gb e Siria

Il Regno Unito si allinea agli Usa e ad altri alleati nel pieno sdoganamento del nuovo regime siriano del presidente Ahmed al-Sharaa (al-Jolani), ex capo jihadista legato alternativamente in passato ad Al Qaida o all'Isis prima di riciclarsi come pragmatico e subentrare al potere a Damasco con la benedizione dell'Occidente e di varie potenze regionali alla caduta di Bashar al-Assad.

Sharaa è stato infatti ricevuto oggi con gli onori di rito a Downing Street dal primo ministro Keir Starmer, dopo essere stato accolto fra gli altri nei mesi scorsi dal presidente Donald Trump a Washington.

Al centro del colloquio, secondo fonti britanniche, il rilancio dei rapporti bilaterali, già segnato dalla revoca da parte di Londra di gran parte della sanzioni imposte alla Siria nell'era Assad; ma anche il riemergere di denunce di violenze o vendette settarie e confessionali nel Paese sotto il potere attuale.

Inevitabile, inoltre, la discussione dello scenario regionale attuale innescato dalla guerra divampata in Medio Oriente in seguito all'attacco di Usa e Israele contro l'Iran e alla risposta di Teheran. Dossier destinato a essere oggetto, dopo il bilaterale con l'ospite siriano, di una nuova riunione presieduta da Starmer del comitato britannico per le emergenze Cobra: incentrata sui contraccolpi economici ed energetici del conflitto nel Regno Unito; sui negoziati animati da Londra per cercare di creare una coalizione di alleati impegnati a garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz e la navigazione commerciale dopo un cessate il fuoco; e sull'insistita sottolineatura della volontà del governo laburista di limitarsi per ora ad asseriti ruoli «difensivi» nella regione, senza partecipazione diretta ai raid contro l'Iran.

10:40
10:40
Il parlamento iraniano approva l'introduzione di un pedaggio nello Stretto di Hormuz

Il parlamento iraniano ha approvato i piani per l'introduzione di un pedaggio per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz: lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars.

Nel testo si afferma il «ruolo sovrano» dell'Iran e delle sue forze armate nello stretto, la cooperazione con l'Oman e il divieto a qualsiasi Paese di imporre sanzioni unilaterali a Teheran. Nello Stretto di Hormuz normalmente transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gnl e dall'inizio della guerra l'Iran ha già imposto un pedaggio alle navi per un transito sicuro. Secondo Nbc, alcuni avrebbero pagato anche milioni per transitare.

08:34
08:34
Colpite strutture militari a Isfahan

Alcuni «siti militari» sono stati colpiti nel corso di attacchi condotti sul centro dell'Iran: lo riferisce l'agenzia Fars.

«Le indagini preliminari indicano che alcune strutture militari a Isfahan sono state prese di mira», ha dichiarato Akbar Salehi, funzionario della sicurezza presso l'ufficio del governatore della provincia di Isfahan, citato dall'agenzia

Il funzionario ha inoltre affermato che l'entità dei danni e l'eventuale numero di vittime non erano ancora chiari.

07:19
07:19
Due portacontainer cinesi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz

Due portacontainer cinesi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz ieri, dopo aver tentato di lasciare il Golfo venerdì scorso senza riuscirci. Lo riferiscono i dati di monitoraggio citati dal sito di Reuters. Lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso da quando, il 28 febbraio, è iniziata la guerra tra Stati Uniti, Israele e l'Iran.

Le navi cinesi hanno navigato in formazione serrata fuori dallo stretto e in acque aperte, come mostrano i dati della piattaforma MarineTraffic. «Entrambe le navi sono riuscite ad attraversare con successo al secondo tentativo oggi, segnando il primo attraversamento di navi portacontainer in uscita dal Golfo Persico dall'inizio del conflitto, escluse le navi battenti bandiera iraniana», ha affermato al sito di Reuters Rebecca Gerdes, analista di dati presso Kpler, proprietaria di MarineTraffic.

A gestire le due navi sono i funzionari della cinese Cosco che il 25 marzo aveva dichiarato di aver ripreso le prenotazioni per container di merci generiche per le spedizioni dall'Asia verso il Golfo, inclusi gli Emirati Arabi Uniti, l'Arabia Saudita, il Bahrein, il Qatar, il Kuwait e l'Iraq.

07:16
07:16
Petroliera colpita nel porto di Dubai

Una petroliera è stata attaccata nel porto di Dubai, ma al momento non si segnala alcuna fuoriuscita di petrolio. La nave è stata colpita - come riporta il Guardian - in un attacco iraniano. È anche scoppiato un incendio, ma non si sono registrate vittime.

La Kuwait Petroleum Corporation ha dichiarato che ad essere stata presa di mira è stata la petroliera Al Salmi. La nave era a pieno carico al momento dell'incidente. Lo riporta l'agenzia Kuna.

Le autorità di Dubai hanno fatto sapere di non aver riscontrato perdite di petrolio in conseguenza «dell'incidente» che ha coinvolto una petroliera nel porto della città: lo riporta il Guardian. L'imbarcazione, battente bandiera del Kuwait, è stata colpita da un drone iraniano, secondo diversi media.

«Non sono state osservate perdite e non sono stati riportati feriti», ha affermato l'ufficio stampa dell'amministrazione locale.

07:16
07:16
«Trump pronto a finire la guerra, anche con lo Stretto di Hormuz chiuso»

Donald Trump ha detto ai suoi consiglieri di essere pronto a mettere fine all'operazione contro l'Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse restare in gran parte chiuso. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali negli ultimi giorni il presidente e i suoi collaboratori avrebbero stabilito che la missione per sbloccare Hormuz avrebbe spinto il conflitto oltre la tempistica delle 4-6 settimane stabilite.

Trump starebbe optando affinché gli Stati Uniti si concentrino sul raggiungimento dei loro obiettivi, ovvero neutralizzare la marina iraniana e i suoi arsenali missilistici, per mettere fine alla guerra esercitando allo stesso tempo pressione su Teheran affinché ripristini il flusso dei liberi scambi. Se questo approccio non dovesse riuscire, Washington sarebbe pronta a sollecitare gli alleati in Europa e nel Golfo ad assumere la guida delle operazioni per la riapertura dello Stretto.

06:30
06:30
Nuova ondata di missili iraniani contro Israele

Una nuova ondata di missili è stata lanciata dall'Iran contro Israele. Lo ha comunicato l'esercito israeliano, sottolineando che i sistemi di difesa aerea sono operativi. Esplosioni sono state segnalate a Gerusalemme.

06:29
06:29
Quattro soldati israeliani uccisi nel sud del Libano

Quattro soldati israeliani sono morti in combattimento nel sud del Libano. Lo ha comunicato l'esercito di Israele. Altri tre soldati sono rimasti feriti, uno in maniera grave. Tra le vittime c'è anche un ufficiale della Brigata Nahal.

06:14
06:14
Il punto alle 6

Violente esplosioni sono state segnalate a Teheran e nelle città di Isfahan e Zanjan, nel contesto degli attacchi sull'Iran in corso da parte di Stati Uniti e Israele. Lo riportano i media locali. A Teheran ci sono state delle interruzioni dell'energia elettrica.

Gli Usa hanno pure colpito un grande deposito di munizioni nella a Isfahan usando un elevato numero di proiettili penetranti da 2.000 libbre. Lo riporta il Wall Street Journal, citando un funzionario statunitense. Un video privo di didascalia, pubblicato su Truth dal presidente Donald Trump e raffigurante una serie di esplosioni che illuminano il cielo notturno, ha immortalato l'attacco, ha precisato il funzionario. Le forze americane hanno colpito oltre 11.000 obiettivi durante il conflitto contro l'Iran, durato un mese, concentrandosi prevalentemente su siti volti a degradare le capacità offensive del Paese.