Il caso

Trump e bin Salman si parlarono dopo l'omicidio di Khashoggi

Lo rivela un ex funzionario della sicurezza nazionale del tycoon
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Ats
20.11.2025 16:45

Un giorno dopo che Donald Trump ha difeso il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman sostenendo che non ha nulla a che fare con l'omicidio del giornalista Jamal Khashoggi, un ex funzionario della sicurezza nazionale del tycoon ha affermato che ci sono prove schiaccianti che rivelano il contrario.

Il deputato democratico Eugene Vindman, membro del Consiglio di sicurezza nazionale durante il primo mandato Trump, ha spiegato alla CNN che il suo lavoro includeva l'esame di alcune telefonate tra il presidente e leader stranieri, e ha rivelato di aver esaminato una chiamata tra Trump e bin Salman dopo l'omicidio del giornalista del Washington Post, definendola "problematica".

La sua testimonianza mette in dubbio la nuova affermazione di The Donald secondo cui bin Salman "non sapeva nulla" dell'assassinio e riaccende i riflettori sul ruolo del presidente, che in passato si è vantato di aver "salvato" il leader saudita dalle ritorsioni del Congresso. "Durante il mio mandato al Consiglio per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, ho esaminato molte delle telefonate del presidente con leader stranieri. Di tutte, due si sono distinte come le più problematiche", ha affermato Vindman.

"La prima, come tutti sappiamo, è stata quella tra Trump e il leader ucraino Volodymyr Zelensky, che ha portato al primo impeachment del presidente. La seconda tra Trump e bin Salman". "Il popolo americano e la famiglia Khashoggi meritano di sapere cosa è stato detto in quella telefonata - ha proseguito - Se la storia insegna qualcosa, il risultato sarà scioccante".