Il caso

Trump e le pressioni sulla Groenlandia: «Non mi avete dato il Nobel, ora non penso solo alla pace»

In una lettera inviata al premier norvegese Jonas Gahr Støre, il presidente USA è arrivato a collegare apertamente le crescenti tensioni attorno all'isola al mancato ottenimento del riconoscimento
©THOMAS TRAASDAHL
Red. Online
19.01.2026 10:30

Donald Trump non molla. Il mancato ottenimento del Premio Nobel per la Pace non è evidentemente andato giù al presidente statunitense, che nelle ultime ore è arrivato addirittura a indicare il presunto «sgarbo» quale ragione delle crescenti tensioni attorno alla Groenlandia.

In una lettera personale inviata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, Trump ha collegato apertamente la questione groenlandese al mancato Premio Nobel. Tanto che ora non si sentirebbe più obbligato a «pensare esclusivamente alla pace», ma a fare ciò che ritiene giusto per gli Stati Uniti.

La lettera

Ecco il testo - reso pubblico su X da Nick Schifrin, giornalista specializzato in difesa di PBS NewsHour e successivamente confermato da Støre stesso all’emittente pubblica norvegese NRK -: «Caro Jonas: considerando che il tuo Paese ha deciso di non assegnarmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato 8 guerre IN PIÙ, non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace, anche se questa rimarrà sempre predominante, ma ora posso pensare a ciò che è bene e giusto per gli Stati Uniti d'America. La Danimarca non può proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbe avere un "diritto di proprietà"? Non ci sono documenti scritti, è solo che una nave vi è approdata centinaia di anni fa, ma anche noi avevamo navi che vi approdavano. Ho fatto più di chiunque altro per la NATO dalla sua fondazione, e ora la NATO dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti. Il mondo non è sicuro se non abbiamo il controllo completo e totale della Groenlandia. Grazie! Presidente DJT».

Støre, come detto, ha confermato a NRK di aver ricevuto il messaggio domenica pomeriggio, chiarendo che la lettera è arrivata in risposta a un precedente contatto inviato allo stesso Trump da Støre e dal presidente finlandese Alexander Stubb. In quel messaggio, i due leader nordici avevano espresso la loro contrarietà all’ipotesi di nuovi dazi statunitensi contro Norvegia, Finlandia e altri Paesi alleati, chiedendo di abbassare i toni e proponendo una conversazione telefonica a tre.

Il primo ministro norvegese ha ribadito la posizione del suo governo sulla Groenlandia: l’isola fa parte del Regno di Danimarca e Oslo sostiene pienamente Copenaghen. Støre ha inoltre ricordato a Trump un punto già chiarito in passato: non è il governo norvegese ad assegnare il Premio Nobel per la Pace, ma un Comitato indipendente nominato dal Parlamento.

Tensioni

La lettera si inserisce in una fase di crescenti tensioni tra Washington - che non esclude interventi militari in Groenlandia - e diversi alleati della NATO. In un post pubblicato su Truth, Trump ha sostenuto che da vent’anni l’Alleanza chieda alla Danimarca di contrastare la «minaccia russa» in Groenlandia «senza risultati»: «Ora è il momento, e sarà fatto», ha scritto il tycoon, senza chiarire a cosa si riferisca concretamente. Nel fine settimana, il presidente ha inoltre minacciato tariffe del 10% a partire dal 1. febbraio contro Paesi NATO che hanno rafforzato la loro presenza militare sull’isola.

Secondo il Financial Times, l’Unione europea starebbe valutando contromisure commerciali significative, con dazi su beni statunitensi fino a 93 miliardi di euro e possibili restrizioni all’accesso delle aziende statunitensi al mercato europeo. Sul piano giuridico, esperti di diritto costituzionale negli Stati Uniti sottolineano che un presidente non può utilizzare la forza militare per prendere il controllo di un territorio senza l’approvazione del Congresso. Un’eventuale azione in tal senso, osservano, rappresenterebbe una crisi istituzionale di ampia portata.