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Trump: «Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all'Iran dopo colloqui molto buoni»

«C'è una vera possibilità di raggiungere un accordo ma non garantisco nulla, se funziona lo Stretto di Hormuz riaprirà molto presto» – Ma l'Iran smentisce: «Affermazioni false» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Trump: «Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all'Iran dopo colloqui molto buoni»
Red. Online
23.03.2026 06:22
15:40
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Trump: Lo Stretto di Hormuz riaprirà molto presto «se questo funziona»

Lo Stretto di Hormuz riaprirà molto presto «se questo funziona». Lo ha detto Donald Trump riferendosi a un possibile accordo con l'Iran. «C'è una vera possibilità di raggiungere un accordo ma non garantisco nulla», ha aggiunto il presidente aprendo alla possibilità che lo Hormuz sia controllato in modo congiunto, «forse da me» e da chiunque è l'ayatollah.

15:22
15:22
Trump dice di aver raggiunto «un accordo sui punti principali» con l'Iran

"Abbiamo raggiunto un accordo sui punti principali con l'Iran". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti prima di partire per Memphis.

Negli ultimi due giorni, Usa e Iran hanno intrattenuto "colloqui molto buoni e produttivi su una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente", ha aggiunto Trump. Uno scenario che ha spinto il tycoon a rinviare di cinque giorni tutti gli attacchi americane contro le infrastrutture energetiche di Teheran.

L'Iran non ha commentato ufficialmente le dichiarazioni di Trump, ma l'agenzia di stampa semi-ufficiale Mehr ha smentito l'esistenza di un dialogo tra Teheran e Washington.

Donald Trump ha detto che l'Iran ha accettato di non avere l'arma nucleare. Parlando con i giornalisti prima di partire per Memphis il presidente ha inoltre precisato che è stato trovato l'accordo con Teheran su 15 punti, tra i quali appunto l'arma atomica.

Gli Stati Uniti stanno parlando con la "persona più importante" in Iran, ma non è la Guida suprema, ha inoltre detto The Donald.

15:14
15:14
Tv iraniana: «La posizione di Teheran su Hormuz resta invariata»

«La posizione dell'Iran sullo Stretto di Hormuz non è cambiata». Lo ha affermato la televisione di Stato iraniana Irib. «Non c'è stata alcuna conversazione tra Iran e Stati Uniti, e l'affermazione di Trump riguardo a questi colloqui è falsa», ha aggiunto Irib, dopo che già una fonte citata dall'agenzia Fars aveva negato che si fossero tenuti colloqui tra Trump e Teheran, mentre il presidente degli Stati Uniti ha annunciato un rinvio di cinque giorni di «tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane», dopo «conversazioni molto positive e produttive» con l'Iran.

«L'affermazione falsa di Trump è un tentativo di sfuggire alle conseguenze della sua recente minaccia alle infrastrutture energetiche iraniane», ha affermato Irib in un messaggio su X.

14:40
14:40
Il Ministero degli Esteri iraniano smentisce Trump: «Nessun colloquio»

«Smentiamo quanto dichiarato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump in merito ai negoziati in corso tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran». Lo afferma il ministero degli Esteri iraniano in una dichiarazione riportata dalla BBC.

Citato da Cbs News, partner statunitense della BBC, il ministero degli Esteri aggiunge: «La Repubblica Islamica dell'Iran mantiene la sua posizione di rifiuto di qualsiasi tipo di negoziato prima del raggiungimento degli obiettivi iraniani derivanti dalla guerra».

14:27
14:27
Iran: «Le minacce degli USA al settore energetico sono crimini di guerra»

«La minaccia di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane è un chiaro esempio di crimine di guerra e genocidio, e se tale minaccia dovesse essere attuata, la risposta dell'Iran sarà rapida e decisa». Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, durante una telefonata con l'omologo russo, Serghei Lavrov.

«Ci si aspetta che gli Stati membri del Consiglio di Sicurezza, in particolare Russia e Cina, e gli altri Paesi che apprezzano i principi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, non permettano agli Stati Uniti di abusare del Consiglio di Sicurezza per complicare la situazione mentre commettono crimini contro l'Iran», ha detto Araghchi a Lavrov in riferimento a una proposta di Washington di presentare al Consiglio una risoluzione simile a quella approvata l'11 marzo che aveva condannato gli attacchi dell'Iran contro i Paesi del Golfo.

«La Russia cerca sempre di agire nei forum internazionali per proteggere il diritto internazionale e prevenire l'erosione dello stato di diritto nelle relazioni internazionali», ha detto Lavrov durante il colloquio, secondo quanto riferisce il ministero degli Esteri di Teheran.

14:21
14:21
L'Iran alla Turchia: «I nostri attacchi nella regione sono auto-difesa»

«L'azione dell'Iran, volta a colpire le basi e le infrastrutture militari degli aggressori nei Paesi della regione, è in linea con il diritto intrinseco all'autodifesa, e deploriamo che il territorio dei Paesi islamici della regione venga utilizzato impropriamente dagli Stati Uniti e dal regime sionista per attaccare l'Iran».

Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, durante una telefonata con l'omologo turco, Hakan Fidan, dopo che Ankara aveva denunciato nelle scorse settimane il lancio di tre missili dall'Iran verso il suo territorio che sono stati intercettati dal sistema difensivo della Nato mentre la Repubblica islamica ha negato di avere colpito la Turchia.

«L'insicurezza che regna nello Stretto di Hormuz è una diretta conseguenza dell'aggressione militare statunitense e sionista, e i Paesi della regione e del mondo intero devono ritenere responsabili i colpevoli di questa situazione per i loro crimini», ha aggiunto il capo della diplomazia di Teheran. Secondo quanto riferisce il ministero degli Esteri iraniano, in un messaggio su X relativo alla telefonata, durante il colloquio Fidan ha sottolineato la necessità di lavorare per ridurre la tensione e rafforzare le relazioni tra l'Iran e i Paesi della regione.

14:17
14:17
L'allarme dell'Unesco: «In Medio Oriente a rischio popolazioni, scuole e cultura»

L'Unesco denuncia l'escalation di violenza in Medio Oriente che mette a rischio popolazioni, istituzioni scolastiche e patrimonio culturale. Secondo quanto riferisce l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'istruzione, la scienza e la cultura, decine di milioni di bambini in tutta la regione stanno affrontando gravi interruzioni dell'istruzione, con scuole a rischio, chiuse o utilizzate come rifugi.

Già 65 scuole sono state danneggiate e gli attacchi contro istituti scolastici e università hanno provocato vittime tra insegnanti e studenti. L'Unesco condanna gli attacchi all'istruzione e ribadisce il suo appello a proteggere le scuole, gli studenti, gli insegnanti e il personale scolastico.

A seguito dell'escalation delle ostilità, l'Unesco ha anche attivato un programma di emergenza per sostenere i professionisti della cultura e proteggere il patrimonio nei paesi colpiti. Ad esempio, in Libano, a seguito della recente intensificazione delle violenze, sono già in corso le attività di supporto al trasferimento e alla custodia in sicurezza di reperti archeologici dai siti archeologici a luoghi protetti.

Il Medio Oriente ospita inestimabili tesori culturali, tra cui circa 125 siti Patrimonio dell'Umanità in 18 paesi , che rappresentano quasi il 10% di tutti i siti Patrimonio Unesco ." Il patrimonio immateriale della regione incarna ulteriormente la sua storia, la sua identità e la sua comune umanità" sottolinea l'Unesco che rileva come dai monitoraggi satellitari e dai rapporti sul campo si evidenziano danni a diversi siti Patrimonio dell'Umanità e a numerosi altri siti di importanza culturale, molti dei quali a rischio elevato a causa della loro vicinanza a zone di conflitto.

L'Organizzazione ribadisce infine il suo appello alla massima moderazione ed esorta tutte le parti ad adottare ogni possibile misura per salvaguardare l'istruzione, la cultura, i media, la scienza e l'ambiente, pilastri di società stabili e resilienti.

14:13
14:13
Pakistan, Egitto e Turchia aiutano nello scambio di messaggi tra USA e Iran

Egitto, Pakistan e Turchia sono fra i paesi che stanno aiutando nello scambio di messaggi fra Stati Uniti e Iran. Lo riporta il sito americano Axios citando alcune fonti, secondo le quali i tre paesi hanno avuto colloqui separati con Steve Witkoff e il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi.

14:04
14:04
«Gli USA e l'Iran lavorano a un'intesa per riaprire lo Stretto di Hormuz»

Un possibile quadro d'accordo in discussione tra USA e Iran prevede che l'Iran consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che si asterrebbero dall'attaccare le centrali elettriche iraniane. Un cessate il fuoco più ampio verrebbe perseguito in una seconda fase. Lo scrive il media israeliano Ynet, che cita funzionari israeliani per cui sono in corso intensi contatti tra Washington e Teheran, sia diretti che attraverso Qatar e Turchia, per un'intesa.

Secondo queste fonti Israele non è rimasto sorpreso dall'annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di «colloqui produttivi» con l'Iran. L'Iran ha smentito che si siano svolti negoziati.

In un'intervista a Fox Trump ha detto che l'Iran vuole un accordo e un'intesa potrebbe esserci in cinque giorni o meno, sottolineando di non sapere esattamente a cosa di riferiscono i media iraniani che hanno smentito trattative con gli Stati Uniti.

I colloqui più recenti, ha riferito, si sono avuti ieri sera fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti.

13:56
13:56
«Il Qatar non coinvolto nei tentativi di mediazione tra Iran e USA»

Il Qatar non è coinvolto in alcun tentativo di mediazione tra Teheran e Washington. Lo dichiara un diplomatico qatariota alla Cnn.

«Attualmente siamo concentrati sulla difesa del nostro Paese e sulla gestione della situazione successiva agli attacchi iraniani contro gli impianti del gas del Qatar», ha affermato il diplomatico.

13:55
13:55
Vučić è il primo leader europeo negli Emirati dall'inizio della guerra

Il presidente serbo, Aleksandar Vučić, ha visitato oggi a sorpresa gli Emirati Arabi Uniti, diventando il primo leader europeo a farlo dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, dopo il re giordano Abdullah II e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi.

Vučić ha incontrato il presidente emiratino, lo sceicco Mohammed bin Zayed al-Nahyan, al quale ha ribadito «la più ferma condanna» degli attacchi agli Emirati, esprimendo «la piena solidarietà della Serbia al popolo amico degli Emirati in queste circostanze difficili e preoccupanti», riferisce la tv pubblica Rts e l'agenzia serba Tanjug.

«Ha aggiunto di aver sottolineato in particolare la volontà della Serbia di continuare a sviluppare una cooperazione globale con gli Emirati Arabi Uniti, dagli investimenti e dall'energia alle nuove tecnologie e ai progetti di sviluppo, ma anche di mantenere un dialogo politico al più alto livello, che riveste un'importanza fondamentale in momenti come questi.

La Serbia e gli Emirati sono impegnati fra l'altro in trattative per l'ingresso della compagnia petrolifera locale Adnoc nel capitale della serba Nis, a fianco dell'ungherese Mol.

13:54
13:54
L'Iran nomina il ministro dell'intelligence, ma non diffonde il nome

Un ministro dell'intelligence ad interim è stato nominato dopo l'assassinio del ministro dell'intelligence Esmail Khatib, ha dichiarato ieri un addetto stampa del presidente Masoud Pezeshkian.

Lo scrive Iran International, il media d'opposizione basato a Londra. Mehdi Tabatabaei, vice responsabile della comunicazione e dell'informazione presso l'ufficio di Pezeshkian, ha affermato che il decreto di nomina è stato emesso dal presidente e trasmesso alle autorità competenti, aggiungendo che il nome del ministro ad interim sarà annunciato «a tempo debito».

13:40
13:40
Borsa svizzera: SMI decolla dopo la tregua americana

Balzo della Borsa svizzera sul mezzogiorno, con una reazione euforica agli annunci del presidente statunitense Donald Trump sulle discussioni «molto buone e costruttive» con l'Iran. L'indice dei titoli guida SMI avanza in questo momento di circa l'1%.

In precedenza, Trump aveva lanciato un ultimatum a Teheran riguardo alla riapertura dello stretto di Hormuz, minacciando attacchi alle centrali elettriche. Queste esternazioni, e le relative risposte dell'Iran, avevano provocato un ribasso dei mercati azionari in tutto il mondo.

Le novità sono state accolte positivamente in tutta Europa. Lo stoxx 600 gira a +1% con la spinta del tech e degli industriali mentre si appesantisce l'energia con il petrolio che gira in calo.

L'oro è passato in rialzo a 4.389 dollari l'oncia (+2,65%), così come l'argento a 67,6 dollari (+5,5%).

Tra le singole piazze Francoforte sale del 3,3%, Parigi del 2,62%, Milano dell'1,85%

13:39
13:39
Nuova ondata di attacchi contro le infrastrutture a Teheran

L'aeronautica israeliana annuncia di aver lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran. Lo riporta il Times of Israel. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che gli attacchi aerei sono diretti contro siti infrastrutturali del regime iraniano.

Gli attacchi giungono poco dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione ha intrapreso colloqui proficui con l'Iran per giungere a una «risoluzione completa e totale» delle ostilità e annunciato un rinvio dei raid su centrali e infrastrutture elettriche.

13:29
13:29
Colloquio telefonico tra i ministri degli Esteri russo e iraniano

Il ministero degli Esteri russo ha riferito che il ministro, Serghei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con l'omologo iraniano Abbas Araghchi, «durante il quale è stata discussa la situazione nel Golfo Persico». La conversazione si è svolta «su iniziativa della parte iraniana».

«Serghei Lavrov ha sottolineato la categorica inaccettabilità degli attacchi statunitensi e israeliani contro le infrastrutture nucleari iraniane, inclusa la centrale nucleare di Bushehr, che creano rischi inammissibili per la sicurezza del personale russo e comportano catastrofiche conseguenze ambientali per tutti i Paesi della regione, senza eccezioni», si legge nel comunicato del ministero russo.

«Araghchi ha ringraziato la leadership russa per il significativo sostegno diplomatico e di altro tipo fornito alla Repubblica Islamica dell'Iran, compresa la fornitura di aiuti umanitari», ha riferito inoltre l'ufficio stampa del ministero russo.

13:25
13:25
Il prezzo del gas scivola a 52 franchi dopo la tregua annunciata da Trump

Il prezzo del gas scivola a 57 euro (52,04 franchi) al megawattora con la tregua di cinque giorni annunciata dal presidente statunitense Donald Trump in seguito a «colloqui molto buoni» con l'Iran.

I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, cedono oltre il 3%.

13:17
13:17
Iran: «Non sono in corso colloqui con gli Stati Uniti»

L'agenzia di stampa iraniana Fars, citando una fonte, afferma che non ci sarebbero comunicazioni dirette o indirette con gli Stati Uniti dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha parlato di negoziati "molto positivi".

Fars, ripresa da Reuters on line, ha anche affermato che Trump ha fatto marcia indietro sull'idea di colpire le centrali elettriche iraniane dopo che l'Iran aveva minacciato di colpire a sua volta le centrali elettriche in tutto il Medio Oriente'.

Secondo quanto riportato da Mehr News, il ministero degli Esteri ha affermato che ci sono "iniziative" da parte dei paesi della regione per "ridurre le tensioni". "La nostra risposta a tutte queste iniziative è chiara: non siamo noi ad aver iniziato questa guerra e tutte queste richieste dovrebbero essere indirizzate a Washington", ha spiegato.

Il ministero degli Esteri iraniano, in una dichiarazione riportata dalla Bbc, ha da parte sua affermato: "Smentiamo quanto dichiarato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump in merito ai negoziati in corso tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran".

Citato da Cbs News, partner statunitense della Bbc, il ministero degli Esteri aggiunge: "La Repubblica Islamica dell'Iran mantiene la sua posizione di rifiuto di qualsiasi tipo di negoziato prima del raggiungimento degli obiettivi iraniani derivanti dalla guerra".

13:15
13:15
Media iraniani vicini ai pasdaran: «Trump fa marcia indietro»

Donald «Trump fa marcia indietro». Lo ha scritto in un messaggio su X l'agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l'annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di «tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane», dopo «conversazioni molto positive e produttive» con l'Iran.

13:14
13:14
L'Egitto mette in guardia Israele da invasione di terra

L'Egitto condanna i bombardamenti israeliani contro installazioni e infrastrutture in Libano e mette in guardia contro qualsiasi invasione di terra, e condanna «fermamente lo sfruttamento della crisi umanitaria e delle sofferenze dei civili a fini di pressione militare e politica».

In una nota diffusa dal ministero degli Esteri, l'Egitto afferma che «la distruzione deliberata delle infrastrutture in Libano costituisce una palese politica israeliana di punizione collettiva, che ha provocato lo sfollamento forzato di circa un milione di libanesi e lo spopolamento di intere regioni». E sottolinea «l'urgente necessità che la comunità internazionale, e in particolare il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, agisca immediatamente per scoraggiare queste pratiche israeliane incontrollate, prevenire un ulteriore deterioramento della situazione umanitaria e della sicurezza e scongiurare un'ulteriore instabilità in Libano».

Tra queste, «il deliberato e sistematico attacco a infrastrutture e installazioni civili vitali, compresi i ponti che collegano le regioni libanesi, in flagrante violazione della sovranità libanese e in grave violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite».

Il Cairo auspica che le istituzioni libanesi, e in particolare l'Esercito, «siano messe in condizione di assumersi le proprie responsabilità, estendere la propria sovranità su tutto il territorio libanese e porre tutti gli armamenti sotto il proprio esclusivo controllo».

13:11
13:11
«Gli approvvigionamenti energetici europei non sono a rischio»

La Commissione europea si dice «preoccupata» per l'escalation delle tensioni in Medio Oriente e per le ripercussioni sui mercati energetici globali, ma assicura che la sicurezza degli approvvigionamenti dell'UE «non è attualmente a rischio». Lo ha detto una portavoce interpellata sull'impatto della crisi, alla luce delle minacce del presidente USA Donald Trump contro le infrastrutture energetiche iraniane e delle possibili ritorsioni di Teheran contro i Paesi del Golfo.

«Siamo preoccupati per la situazione globale e per l'incertezza nei mercati internazionali, ma, per ribadirlo ancora una volta, la sicurezza dell'approvvigionamento energetico dell'Europa non è attualmente a rischio», ha affermato. «La sicurezza dell'approvvigionamento in Europa non è attualmente a rischio», ha insistito la Commissione.

Bruxelles ha quindi evidenziato di essere «preparata sulla scia della crisi energetica del 2022», aggiungendo che «siamo preparati perché questa preparazione si basa su una cooperazione che abbiamo rafforzato e intensificato in modo significativo nel 2022». La Commissione ha inoltre rimarcato che «abbiamo diversificato le nostre dipendenze in termini di importazioni di combustibili fossili», osservando che «la situazione attuale non può essere paragonata a quella del 2022».

13:10
13:10
Emirati: «In azione difesa aerea contro la minaccia di missili e droni»

Secondo una dichiarazione del ministero della Difesa, gli Emirati Arabi Uniti hanno affermato che le loro difese aeree stanno rispondendo alle minacce missilistiche e dei droni provenienti dall'Iran.

Il ministero ha affermato che i suoni uditi nel Paese erano il risultato di intercettazioni da parte dei sistemi di difesa aerea.

13:09
13:09
Oman: «Lavoriamo attivamente per un passaggio sicuro a Hormuz»

Il Sultanato dell'Oman, che ha svolto un ruolo di mediazione tra Iran e Stati Uniti durante i recenti negoziati sul nucleare, ha dichiarato di essere «attivamente impegnato» a garantire il passaggio delle navi attraverso lo strategico Stretto di Hormuz, di fatto bloccato da Teheran.

«L'Oman sta lavorando attivamente per stabilire infrastrutture di passaggio sicure nello Stretto di Hormuz», ha scritto il Ministro degli Esteri omanita su X, affermando che la guerra non è stata istigata dall'Iran e che le sue conseguenze economiche rischiano di peggiorare se dovesse continuare.

12:54
12:54
Rimbalzano oro e argento dopo la tregua annunciata da Trump

Invertono la rotta l'oro e l'argento sulla scia del rimbalzo dei mercati dopo la tregua di cinque giorni annunciata dal presidente statunitense Donald Trump dopo «colloqui molto buoni» con l'Iran.

Il metallo prezioso per eccellenza sale del 3,44% a 4.415,93 dollari l'oncia e l'argento guadagna quasi il doppio, segnando un progresso del 6,71% a 68,38 dollari l'oncia.

12:35
12:35
«Israele usa in Libano le evacuazioni come ha fatto in Palestina»

Gli attacchi israeliani in Libano, e la minaccia di ulteriori, hanno costretto oltre un milione di persone ad abbandonare le proprie case. Si tratta di quasi un quinto dell'intera popolazione di un Paese che già ospita il più alto numero di rifugiati pro capite al mondo. Lo scrive Nadia Hardman, ricercatrice senior in materia di diritti dei rifugiati presso Human Rights Watch, in un editoriale pubblicato su Al Jazeera e ripostato da Hrw sul suo account X.

Negli ultimi due anni, spiega, Hrw ha mappato le strategie di sfollamento attuate da Israele nei territori palestinesi occupati, che hanno costretto gli abitanti di interi campi profughi e quartieri a fuggire, spesso sotto l'immediata minaccia di attacchi aerei o di continue operazioni militari. «Stiamo assistendo all'impiego delle stesse tattiche in Libano. Gli ordini di evacuazione israeliani riguardano ampie zone della popolazione prevalentemente sciita del Libano meridionale e dei sobborghi meridionali della capitale, Beirut, circa il 15% del territorio libanese».

Le leggi di guerra, ricorda, «stabiliscono che i civili non possono essere costretti ad abbandonare le proprie case a meno che non lo richiedano ragioni militari imperative o la sicurezza» e la «evacuazione deve essere temporanea». In poche parole, «la guerra non è una licenza per espellere le persone dalla propria terra».

12:33
12:33
«La crisi in Iran peggio dei due shock petroliferi degli anni '70»

La crisi causata dalla guerra in Medio Oriente è peggiore degli shock petroliferi del 1973 e del 1979 messi insieme: lo ha detto Fatih Birol, direttore generale dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie), ammonendo che i responsabili politici globali non hanno ancora compreso la gravità del problema.

Intervistato dal National Press Club in Australia, Birol ha affermato - come riporta il New York Times - che gli shock degli anni '70 avevano portato a una perdita di 10 milioni di barili al giorno, mentre le perdite giornaliere dovute all'attuale crisi hanno già raggiunto gli 11 milioni di barili.

Il dirigente ha aggiunto che l'Aie è in trattative con i governi asiatici ed europei per sbloccare ulteriori scorte di petrolio. «Se necessario, ovviamente, lo faremo», ha concluso.

12:18
12:18
Trump: «Gli USA rinviano gli attacchi all'Iran dopo colloqui molto buoni»

Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all'Iran dopo colloqui «molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni». Lo afferma il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth.

Trump ha dichiarato di aver dato istruzioni all'esercito statunitense di rinviare «tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane» in seguito a due giorni di «conversazioni molto positive e produttive» con l'Iran su «una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente».

Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che la pausa durerà cinque giorni ed è subordinata al «successo degli incontri e delle discussioni in corso».

12:08
12:08
«Due morti nel raid israeliano nel sud del Libano»

Due persone sono state uccise da questa mattina in raid israeliani nel sud del Libano, tra i distretti di Tiro e Nabatiye. Lo riferisce l'agenzia governativa libanese Nna. Nelle ultime ore altri attacchi israeliani hanno colpito più volte località nei distretti di Nabatiye e Bint Jbeil. Le fonti parlano anche di uso di proiettili al fosforo bianco, vietato dal diritto internazionale.

I bombardamenti sono proseguiti su Khiam, nel distretto di Marjeyoun, dove si concentrano i combattimenti più intensi tra Hezbollah e l'esercito israeliano dall'inizio dell'offensiva terrestre.

Operazioni di rastrellamento hanno interessato diversi quartieri della località, ormai in parte sotto controllo israeliano. Sul terreno, truppe israeliane hanno condotto nuove incursioni nell'area nel distretto di Hasbaya, effettuando perquisizioni nelle abitazioni e posizionandosi in prossimità di case abitate. Le stesse forze hanno inoltre proseguito le operazioni di demolizione di edifici in tre villaggi sotto loro controllo.

Nella notte, bombardamenti avevano già colpito anche la valle della Bekaa, vicino al confine con la Siria. Nel corso della giornata di ieri, Hezbollah aveva affermato di aver respinto avanzate israeliane in diverse aree, in particolare nel distretto di Marjeyoun, tra Khiam, Taybe, Markaba e Adayse, ma anche a Marun ar Ras nel distretto di Bint Jbeil e nelle località di Marwahin e Dhayra nel distretto di Tiro.

12:02
12:02
Starmer smentisce Israele sulla minaccia di missili in Europa

Il governo britannico non conferma l'allarme lanciato nel weekend da Israele su una presunta minaccia diretta di missili balistici iraniani in grado di raggiungere obiettivi in Europa, Regno Unito incluso. Lo ha detto oggi il premier Keir Starmer ai media, a margine di una riunione del comitato delle emergenze Cobra incaricata di valutare tutte le possibili misure economiche d'emergenza per far fronte ai contraccolpi della guerra in Medio Oriente.

Starmer ha sottolineato che non ci sono segnalazioni al riguardo da parte dell'intelligence di Sua Maestà, nonostante il tentato lancio di Teheran contro la strategica base britannica di Diego Garcia, condivisa nell'Oceano Indiano da Londra con l'alleato Usa.

«Noi aggiorniamo continuamente le nostre valutazioni allo scopo di garantire la nostra sicurezza, al momento non ci sono conferme che siamo nel mirino in alcun modo», ha tagliato corto.

Keir Starmer - che ieri sera ha avuto una conversazione telefonica con il presidente statunitense Donald Trump in cui entrambi hanno sottolineato l'importanza di una piena riapertura alla navigazione commerciale dello Stretto di Hormuz, semiparalizzato da Teheran in risposta agli attacchi di Usa e Israele, ma senza annunciare iniziative militari specifiche - ha poi aggiunto che l'obiettivo di Londra resta in questa fase quello di favorire prioritariamente «una de-escalation» in Medio Oriente.

«È per questo - ha proseguito il primo ministro britannico - che abbiamo diffuso (la settimana scorsa) una dichiarazione congiunta firmata da un certo numero di Paesi su ciò che è necessario fare per lo Stretto di Hormuz, ovviamente nell'ambito di un coordinamento attento e di un piano sostenibile». Nello stesso tempo - ha concluso - «è molto importante difendere i nostri interessi e difendere le vite dei britannici, ma senza essere trascinati nella guerra: secondo la chiara linea di confine che io ho fissato».

11:56
11:56
Teheran: «In esecuzione le condanne ai manifestanti di gennaio»

I casi delle persone arrestate durante le proteste nazionali in Iran all'inizio di quest'anno sono stati definiti: lo ha dichiarato il primo vice capo della magistratura Hamzeh Khalili, e i casi per i quali è stato emesso un verdetto definitivo sono ora in fase di esecuzione. Lo riporta Reuters sul suo sito.

A gennaio, il Paese è stato scosso da proteste antigovernative di portata nazionale, represse con la più grande violenza nella storia della Repubblica islamica.

«I casi relativi agli elementi terroristici e ai rivoltosi di gennaio sono stati trattati. Alcuni hanno portato all'emissione di sentenze definitive, che ora vengono eseguite. In alcuni casi l'esecuzione è già avvenuta nei giorni scorsi e i risultati saranno comunicati. Non verrà concessa alcuna clemenza ai condannati in questi casi», ha dichiarato Khalili, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa giudiziaria Mizan.

La scorsa settimana, l'Iran ha giustiziato tre uomini condannati per l'omicidio di due agenti di polizia durante i disordini di inizio anno, suscitando preoccupazione tra le organizzazioni per i diritti umani come Hengaw, che temono che Teheran stia intensificando le esecuzioni contro detenuti politici e manifestanti a fronte delle crescenti pressioni militari e internazionali.

11:44
11:44
Allerta mondiale degli USA ai suoi cittadini: «L'Iran potrebbe colpirvi»

Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un «avviso a livello mondiale» rivolto ai cittadini statunitensi residenti fuori dagli Stati Uniti, specialmente nel Medio Oriente, per invitarli ad adottare misure precauzionali nel contesto della guerra in corso con l'Iran.

«I gruppi che sostengono l'Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all'estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo».

«I cittadini statunitensi all'estero devono seguire le indicazioni contenute negli avvisi di sicurezza emessi dalla più vicina ambasciata o consolato degli Stati Uniti - si legge nella nota pubblicata sul sito del Dipartimento di Stato -. Le chiusure periodiche dello spazio aereo potrebbero causare disagi ai viaggi. Le sedi diplomatiche statunitensi, anche al di fuori del Medio Oriente, sono state prese di mira».

Il Dipartimento invita gli americani all'estero a registrarsi per ricevere gli ultimi avvisi di sicurezza e a seguire il canale del Dipartimento sugli avvisi di sicurezza.

11:02
11:02
«Mojtaba Khamenei è ferito, isolato e non risponde ai messaggi»

Secondo quanto riferito al Washington Post da funzionari della sicurezza americani e israeliani, il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, è «ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi». Lo riporta The Times of Israel.

Secondo fonti israeliane, nel frattempo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro controllo sull'Iran. Sabato Axios aveva riportato che la Cia e il Mossad israeliano dispongono di informazioni che suggeriscono che Mojtaba sia vivo, aggiungendo che tra le prove ci sarebbero i tentativi di alcuni funzionari iraniani di organizzare incontri di persona con la guida suprema, senza successo, per motivi di sicurezza. Ma, aveva aggiunto una fonte: «Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini».

Khamenei, che risulta irreperibile da quando è stato proclamato nuovo leader supremo in seguito all'assassinio del padre. Da quando è stato eletto non si è mai fatto vedere in viso né sentire per messaggio audio, alimentando le speculazioni sul suo vero stato di salute, soprattutto visto il suo coinvolgimento nel raid israeliano-americano che ha ucciso il padre, l'ayatollah Ali Khamenei.

10:56
10:56
L'IDF: «Un civile israeliano ucciso al confine col Libano da un nostro colpo»

L'esercito israeliano ha dichiarato che un colpo di artiglieria sparato dalla propria squadra ha ucciso un civile israeliano ieri vicino al confine settentrionale con il Libano, dove le forze israeliane combattono contro Hezbollah.

Dopo aver aperto un'indagine, l'esercito ha affermato che «i primi risultati suggeriscono che il civile israeliano sia stato ucciso da un colpo di artiglieria delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) sparato a supporto dei soldati israeliani operanti nel Libano meridionale», aggiungendo che «durante l'incidente si sono verificati diversi gravi problemi ed errori operativi, sia nella pianificazione che nell'esecuzione del fuoco».

10:55
10:55
Due persone uccise in un raid israeliano nel sud del Libano

Due persone sono state uccise da questa mattina in raid israeliani nel sud del Libano, tra i distretti di Tiro e Nabatiye. Lo riferisce l'agenzia governativa libanese Nna. Nelle ultime ore altri attacchi israeliani hanno colpito più volte località nei distretti di Nabatiye e Bint Jbeil. Le fonti parlano anche di uso di proiettili al fosforo bianco, vietato dal diritto internazionale.

I bombardamenti sono proseguiti su Khiam, nel distretto di Marjeyoun, dove si concentrano i combattimenti più intensi tra Hezbollah e l'esercito israeliano dall'inizio dell'offensiva terrestre.

Operazioni di rastrellamento hanno interessato diversi quartieri della località, ormai in parte sotto controllo israeliano. Sul terreno, truppe israeliane hanno condotto nuove incursioni nell'area nel distretto di Hasbaya, effettuando perquisizioni nelle abitazioni e posizionandosi in prossimità di case abitate. Le stesse forze hanno inoltre proseguito le operazioni di demolizione di edifici in tre villaggi sotto loro controllo.

Nella notte, bombardamenti avevano già colpito anche la valle della Bekaa, vicino al confine con la Siria. Nel corso della giornata di ieri, Hezbollah aveva affermato di aver respinto avanzate israeliane in diverse aree, in particolare nel distretto di Marjeyoun, tra Khiam, Taybe, Markaba e Adayse, ma anche a Marun ar Ras nel distretto di Bint Jbeil e nelle località di Marwahin e Dhayra nel distretto di Tiro.

10:32
10:32
Starmer convoca una riunione d'emergenza sull'economia

Il primo ministro britannico Keir Starmer presiederà oggi una riunione d'emergenza sulle conseguenze economiche della guerra in Iran, alla quale parteciperanno anche il cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves e il governatore della Banca d'Inghilterra Andrew Bailey, ha annunciato il governo britannico. Lo scrive il Guardian.

I mercati finanziari si preparano ad affrontare un'altra settimana turbolenta dopo che l'Iran ha dichiarato che colpirà i sistemi energetici e idrici dei suoi vicini del Golfo se Donald Trump darà seguito alla sua minaccia di «annientare» le centrali elettriche iraniane qualora non venga completamente aperto lo stretto di Hormuz.

10:12
10:12
Teheran: «Se le coste saranno attaccate, mineremo tutto il Golfo Persico»

Il Consiglio di difesa iraniano ha minacciato di posizionare mine marine per bloccare l'intero Golfo Persico se le coste o le isole iraniane venissero attaccate.

«Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti», si legge nella dichiarazione, diffusa dall'agenzia di stampa iraniana Fars. «In tal caso, l'intero Golfo Persico si troverebbe per lungo tempo in una situazione praticamente simile a quella dello Stretto di Hormuz», afferma Teheran.

09:49
09:49
Teheran: «Se gli Stati Uniti colpiscono l'elettricità, noi colpiamo l'elettricità»

«Se gli Stati Uniti daranno seguito alla loro minaccia di 'annientare' la rete elettrica iraniana, l'Iran attaccherà senza dubbio le centrali elettriche israeliane, quelle dei Paesi della regione che riforniscono le basi statunitensi nel Golfo Persico, nonché le infrastrutture energetiche, industriali ed economiche della regione in cui gli Stati Uniti detengono una quota», hanno dichiarato le Guardie della Rivoluzione in un comunicato stampa odierno.

«Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera... Se colpite l'elettricità, noi colpiamo l'elettricità» aggiunge il comunicato, citato dall'agenzia Mehr. Sabato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che le centrali elettriche iraniane sarebbero state prese di mira se Teheran non avesse «aperto completamente» lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore.

09:44
09:44
Madrid condanna gli attacchi alle infrastrutture energetiche

Il governo di Spagna ha condannato gli attacchi contro infrastrutture energetiche critiche in Medio Oriente, citando il raid israeliano contro il giacimento di South Pars in Iran e i successivi attacchi iraniani contro impianti nei Paesi del Golfo, tra cui il «brutale bombardamento» del sito di Ras Laffan in Qatar.

Madrid respinge «nei termini più energici» queste azioni, definite una nuova escalation con conseguenze umane e ambientali imprevedibili, segnala il ministero degli Esteri in una nota.

L'esecutivo iberico ha inoltre condannato l'avvertimento di evacuazione lanciato da Teheran alle popolazioni civili residenti vicino agli impianti energetici nel Golfo, giudicato «illegale, ingiustificato e di impossibile attuazione». Madrid ricorda che gli attacchi contro infrastrutture energetiche rappresentano una violazione del diritto internazionale e umanitario e mettono a rischio la vita di civili innocenti.

Il governo spagnolo rinvia tutte le parti alla moderazione per evitare ulteriori effetti destabilizzanti con possibili ripercussioni globali, esprimendo al contempo sostegno agli sforzi dei Paesi del Golfo per una urgente de-escalation.

09:32
09:32
Sei morti e 43 feriti in un attacco americano nel nord dell'Iran

Un raid aereo americano ha colpito diverse abitazioni nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia iraniana del Lorestan, uccidendo sei persone e ferendone altre 43 ferite. Lo scrive l'agenzia iraniana Isna secondo la quale "il bilancio delle vittime aumenterà. Quattro case sono state completamente distrutte e molte altre danneggiate".

09:31
09:31
Mosca: «Gli USA non colpiscano la centrale iraniana di Bushehr»

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha dichiarato che Mosca spera che la leadership statunitense, la la quale minaccia di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane se Teheran non sbloccherà lo Stretto di Hormuz, «abbia il buon senso di non colpire la centrale nucleare iraniana di Bushehr».

«Immagino che Bushehr non sarà inclusa in queste liste, poiché le conseguenze sarebbero semplicemente catastrofiche per tutti», ha detto ai media Rudenko, citato dall'agenzia Interfax.

09:08
09:08
Mosca: «Contrari al blocco di Hormuz»

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che «l'intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Oriente». «L'Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all'autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì», ha detto Rudenko ai media, citato dall'agenzia Interfax.

08:30
08:30
Iran: «Un morto in un attacco a una stazione radiofonica»

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell'Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato.

«Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall'esercito terroristico sionista-americano», ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell'Iran. «In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un'altra persona è rimasta ferita».

07:06
07:06
Un missile iraniano colpisce il territorio del Libano per la prima volta

Un missile balistico lanciato dall'Iran contro il nord di Israele poco dopo le 22 avrebbe colpito il territorio libanese. A quanto pare, si tratta del primo missile balistico iraniano a colpire il Libano durante l'attuale guerra. Lo scrive il Times of Israel, citando «valutazioni militari».

Non è chiaro, aggiunge la testata israeliana, se l'Iran stesse prendendo di mira le truppe israeliane dislocate nel sud del Libano o un obiettivo in Israele.

07:05
07:05
Civili violenti, l'IDF e la polizia israeliana intervengono in Cisgiordania

«Nel corso della serata, soldati delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), della Polizia di Frontiera israeliana e della Polizia israeliana sono stati inviati sul posto in seguito a segnalazioni di aggressioni violente, incendi dolosi e disordini pubblici perpetrati da civili israeliani in diverse località della Giudea e della Samaria (Cisgiordania, ndr)». Così in una dichiarazione ufficiale l'Idf e la Polizia Israeliana.

«Una volta giunti sul posto, le forze hanno operato per ristabilire l'ordine e hanno effettuato perquisizioni alla ricerca di sospetti. Nell'ambito delle operazioni, un veicolo sospetto nei pressi di Deir al-Hatab è stato ispezionato, e al suo interno sono state rinvenute e sequestrate delle armi. Cinque civili israeliani sono stati fermati dalla Polizia di Frontiera israeliana e trasferiti alla Polizia israeliana per ulteriori interrogatori».

«In un altro episodio, nella zona di Yitzhar, alcuni civili israeliani hanno attaccato le forze di sicurezza israeliane che operavano nell'area per ristabilire l'ordine. Durante l'incidente, un soldato della Polizia di Frontiera israeliana è rimasto ferito e un veicolo delle forze di sicurezza ha subito danni».

«A seguito di questi incidenti, diversi civili palestinesi sono rimasti feriti e sono stati evacuati per ricevere cure mediche. Dal pomeriggio, le forze di sicurezza sono state dispiegate lungo le strade e nei punti critici per mantenere l'ordine e la sicurezza. Allo stesso tempo, adottano una politica di tolleranza zero nei confronti degli estremisti violenti che turbano l'ordine pubblico».

«Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) e la Polizia israeliana considerano con estrema severità tali atti di violenza e condannano fermamente qualsiasi forma di violenza che comprometta la sicurezza nella regione».

07:04
07:04
Nuovo attacco missilistico dall'Iran verso il centro di Israele

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno rilevato un nuovo attacco missilistico balistico proveniente dall'Iran. Si prevede che le sirene d'allarme risuoneranno nel centro di Israele nei prossimi minuti. Lo scrive il Times of Israel.

06:35
06:35
Israele: «Intercettati missili lanciati dall'Iran»

L'esercito israeliano ha annunciato stamattina di aver intercettato missili lanciati dall'Iran verso lo Stato ebraico, nel 24. giorno di guerra in Medio Oriente.

Le forze armate di Israele «hanno rilevato missili lanciati dall'Iran. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia», ha scritto l'esercito su Telegram.

06:22
06:22
Il punto alle 6.00

Il primo ministro britannico Keir Starmer e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si sono sentiti telefonicamente nella tarda serata di ieri, domenica.

Un portavoce di Downing Street ha dichiarato: «I due leader hanno discusso della situazione attuale in Medio Oriente e, in particolare, della necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz per riprendere il traffico marittimo globale. Hanno concordato che la riapertura dello Stretto di Hormuz è essenziale per garantire la stabilità del mercato energetico globale. Hanno concordato di risentirsi presto».

«Nessun Paese sfuggirà alle conseguenze»

«Nessun Paese» sfuggirà alle conseguenze della crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente, ha dichiarato oggi Fatih Birol, direttore dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE), definendola una «grave minaccia» per l'economia globale. «Nessun Paese sarà immune agli effetti di questa crisi se continuerà su questa strada. Pertanto è necessaria un'azione globale», ha affermato Birol al National Press Club di Canberra. 

Attacchi contro Teheran

Nel frattempo, l'esercito israeliano ha annunciato oggi di aver lanciato «un'ampia ondata di attacchi» contro Teheran, dove le agenzie di stampa iraniane hanno segnalato diverse esplosioni nel 24. giorno della guerra in Medio Oriente.