Medio Oriente

Trump: «La guerra in Iran finirà in 2-3 settimane», e annuncia un «discorso»

«La benzina sale ma l'Iran non ha l'arma nucleare», ha aggiunto il presidente USA, il quale si rivolgerà alla nazione alle 21 locali (le 3 in Svizzera) per un «importante aggiornamento»
© KEYSTONE (AP Photo/Rod Lamkey, Jr.)
Red. Online
01.04.2026 10:35

Donald Trump ritiene che la guerra contro l'Iran «stia giungendo al termine». E parla «di 2-3 settimane». «Stiamo andando alla grande», ha detto in un'intervista alla NBC poco prima di entrare nello studio ovale per firmare un ordine esecutivo definendosi «comandante in capo davvero eccezionale». «Le persone con cui abbiamo a che fare in Iran sono molto più ragionevoli e non così radicalizzate. Non avremo un Iran dotato di armi nucleari», ha aggiunto.

«Finiremo il lavoro», ha detto il presidente statunitense, che dal 28 febbraio ha spostato più volte la fine del conflitto. «Quando lascerò l'Iran i prezzi della benzina caleranno. Lo farò molto presto», ha poi aggiunto Trump rispondendo ai giornalisti. «La benzina sale ma l'Iran non ha l'arma nucleare», ha sottolineato. Trump ha quindi ribadito che l'«Iran vuole l'accordo più di quanto lo vogliano gli Stati Uniti».

«Quando lascerò l'Iran i prezzi della benzina caleranno. Lo farò molto presto». Lo ha detto Donald Trump. «La benzina sale ma l'Iran non ha l'arma nucleare».

Il discorso alla nazione

Trump terrà un discorso sull'Iran questa sera alle 21 ora locale, le 3 del mattino di giovedì in Svizzera. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca. «Trump terrà un discorso alla nazione per fornire un importante aggiornamento sull'Iran», si legge nel post di Karoline Leavitt.

La situazione attuale

Nel frattempo, l'esercito israeliano ha dichiarato di avere effettuato attacchi a Teheran. L'emittente statale iraniana Irib ha riportato esplosioni in diverse zone. Un breve comunicato militare ha affermato che le forze israeliane hanno «completato un'ondata di attacchi su vasta scala contro siti infrastrutturali del regime terroristico iraniano a Teheran». Esplosioni sono state udite «nei quartieri nord, est e centrali» della capitale iraniana.

Funzionari arabi hanno riferito che gli Emirati Arabi Uniti «si stanno preparando ad aiutare gli Stati Uniti e altri alleati ad aprire con la forza lo Stretto di Hormuz». Lo scrive il Wall Street Journal. La mossa  li renderebbe il primo Paese del Golfo Persico a diventare parte combattente, dopo essere stato colpito dagli attacchi iraniani. Gli Emirati Arabi Uniti, riporta la testata USA, stanno esercitando pressioni sul Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché adotti una risoluzione che autorizzi tale azione, hanno aggiunto i funzionari. Lo stato del Golfo, scrive ancora il WSJ, ha avviato un'iniziativa per persuadere gli Stati Uniti e altri Paesi ad aprire la via navigabile con ogni mezzo necessario. In particolare, i diplomatici emiratini avrebbero esortato gli USA e le potenze militari in Europa e Asia a formare una coalizione per aprire lo stretto con la forza.

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