Il caso

Trump ribattezza l'AI: «Non è artificiale, è una superintelligenza»

In un raduno con i leader del settore tecnologico, da Zuckerberg a Musk, il presidente americano ha firmato un documento per cambiare nome all'intelligenza artificiale
©Jacquelyn Martin
Red. Online
30.09.2026 15:48

«Uno straordinario raduno delle menti che stanno costruendo l'età dell'oro dell'America». È con queste parole che Donald Trump ha descritto l'incontro organizzato nelle scorse ore con i principali dirigenti del settore tecnologico. Tra di loro, erano presenti i leader di OpenAI, Anthropic, Nvidia, SpaceX, Meta e Google. Le figure chiave, insomma, del settore dell'intelligenza artificiale negli Stati Uniti. 

E proprio l'AI, neanche a dirlo, è stata il tema principale della serata. Serata nella quale il presidente americano aveva anche l'obiettivo di firmare «un documento per cambiare nome all'intelligenza artificiale, dal momento che non è artificiale». Donald Trump, infatti, pensa che sarebbe più corretto definire l'AI «superintelligenza». A suo dire, il termine «artificiale», fa sembrare la tecnologia «finta». «Non è artificiale. Su questo siamo tutti d'accordo», ha dichiarato il tycoon. 

Nel tardo pomeriggio (verso la 1 di notte in Svizzera), dunque, Trump ha firmato l'ordine esecutivo che impone ai dipartimenti e alle agenzie del governo statunitense di iniziare a utilizzare i termini «SI» e «Super Intelligenza» e di non riconoscere più l'uso del termine «intelligenza artificiale». Dall'ordinanza emerge anche che l'AI sostituirà la parola «intelligenza artificiale» nella «corrispondenza ufficiale», nei siti web, nei rapporti e in altre forme di comunicazione. «Con il continuo miglioramento di queste capacità, non si può più parlare solo di intelligenza artificiale, ma di una nuova era di superintelligenza», si legge nel testo. 

Trump, nelle scorse ore, ha pubblicato sui social l'intero accordo della Casa Bianca sulla «superintelligenza», definendolo «un impegno congiunto sulle responsabilità di frontiera». Secondo il tycoon, per costruire «un futuro positivo» per il popolo americano e per il mondo «crediamo che ogni azienda abbia la responsabilità di sviluppare la propria tecnologia in modo sicuro e in maniera tale da instaurare un rapporto di fiducia con i clienti e con il pubblico». 

In men che non si dica, alcuni leader del settore tecnologico – come Mark Zuckerberg ed Elon Musk – hanno accolto il cambiamento di nome, e hanno iniziato a riferirsi all'AI con il termine desiderato da Trump. Al contempo, in un documento postato da Trump si vede la sua firma e quelle dei big della tecnologia come Sundar Pichai (Google), Dario Amodei (Anthropic), Mark Zuckerberg (Meta), Greg Brockman (OpenAi) Elon Musk (SpaceX) e Jensen Huang (Nvidia), sul documento che attesta il cambiamento di nome. 

Trump, dunque, ancora una volta, può cantare vittoria. Secondo esperti del settore, tuttavia, è improbabile che la parola «superintelligenza» si diffonda ampiamente, al di fuori dei confini statunitensi, perché si tratta di un termine he viene usato tendenzialmente per riferirsi a sistemi più avanzati. E che, almeno per ora, difficilmente riuscirà a sostituire «intelligenza artificiale» in ogni angolo del globo.