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La presa di posizione della Casa Bianca segue la decisione dello Stato ebraico di ampliare il controllo nell'area - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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21:27
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Iran: «Con gli USA negoziamo solo sul nucleare»
«Non abbiamo negoziato con gli Stati Uniti su nessun argomento se non quello nucleare». Lo ha dichiarato oggi alla televisione di stato dell'Oman il massimo funzionario della sicurezza iraniana, Ali Larijani. Lo scrive Iran International.
«Anche la parte americana è giunta alla conclusione che i colloqui devono concentrarsi sulla questione nucleare», ha aggiunto,
«A mio avviso, la questione è risolvibile. Se la preoccupazione degli americani è che l'Iran non si muova verso l'acquisizione di un'arma nucleare, la questione può essere affrontata. Ma se nei negoziati vengono introdotte questioni che vanno oltre questa, il processo potrebbe incontrare difficoltà.»
«Al momento, la parte americana sta pensando in modo più realistico. In passato, collegava le questioni militari e missilistiche al dossier nucleare, ma ora parlano solo della questione nucleare, il che è un approccio razionale. Le questioni militari non hanno nulla a che fare con il dossier nucleare», ha precisato Larijani.
19:54
19:54
«Missili su lanciatori mobili nella base USA in Qatar»
Le forze armate Usa hanno montato missili Patriot su lanciatori mobili nella principale base militare statunitense in Medio Oriente, quella di al-Udeid in Qatar: lo riporta sul proprio sito Reuters, spiegando che tale movimento è stato riscontrato attraverso «l'analisi di immagini satellitari».
Questa decisione, rileva Reuters, è stata assunta dai comandi statunitensi in piena fase di aumento delle tensioni con l'Iran, caratterizzata tra altre cose dalle minacce del presidente Donald Trump di intervenire militarmente in caso di mancata accordo con Teheran su aspetti come il programma nucleare italiano e lo sviluppo di missili balistici.
Il fatto che i Patriot siano stati istallati su lanciatori mobili testimonierebbe la volontà degli Usa di avere a disposizione mezzi che potrebbero essere facilmente e rapidamente operativi, sia in caso di necessità offensive sia per rispondere a eventuali azioni dell'Iran.
La Reuters precisa che le immagini satellitari più recenti disponibili risalgono ai primi giorni di febbraio, per cui al momento non è possibile stabilire se le cose siano cambiate successivamente. L'agenzia non ha trovato immediata risposta a una richiesta di commento da parte del Pentagono.
18:28
18:28
Nuove sanzioni contro i finanziamenti ad Hezbollah
Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni ad «agenti di Hezbollah che sfruttano il settore finanziario informale libanese per generare entrate». Lo annuncia il dipartimento di Stato americano precisando che tra le entità colpite c'è l'istituto finanziario Al-Qard Al-Hassan utilizzato da Hezbollah «per indebolire lo Stato libanese e finanziare le sue attività terroristiche».
Gli Stati Uniti, si legge ancora nella nota, «si impegnano a sostenere lo Stato libanese e il popolo libanese, anche denunciando il finanziamento di Hezbollah da parte del regime iraniano». «Finanziando Hezbollah, l'Iran mina la sovranità del Libano e la capacità del governo libanese di riportare il Paese sulla strada della stabilità», conclude il dipartimento di Stato.
Dal canto suo, il ministro dell'Energia israeliano Eli Cohen, che fa parte del Likud, lo stesso partito del premier Netanyahu, ha affermato che le misure adottate dal governo che rafforzano il controllo israeliano sulla Cisgiordania equivalgono all'attuazione di una «sovranità di fatto». Questi passi «di fatto stabiliscono un fatto concreto: non ci sarà uno Stato palestinese», ha dichiarato Cohen alla radio dell'esercito.
Gli Stati Uniti, l'Unione Europea e diversi Paesi musulmani hanno invece espresso preoccupazione per queste misure. Ieri la Casa Bianca ha sottolineato che il presidente USA Donald Trump «non sostiene l'annessione della Cisgiordania da parte di Israele».
17:03
17:03
L'Idf elabora piani per un'offensiva a Gaza se Hamas non disarma
Le forze armate israeliane (Idf) stanno elaborando piani per una nuova offensiva su larga scala nella Striscia di Gaza con l'obiettivo di disarmare con la forza Hamas, ritenendo improbabile che l'organizzazione consegni le armi volontariamente. Lo riferiscono i media israeliani.
A quattro mesi dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, che prevede la smilitarizzazione della Striscia e il disarmo di Hamas, negli apparati di sicurezza di Israele cresce la convinzione che l'attuazione dell'intesa resti incerta e che senza un intervento militare il gruppo resterebbe armato e al potere, tentando di ricostruire le proprie capacità. Secondo le valutazioni dell'esercito, un'eventuale ripresa delle ostilità potrebbe risultare più intensa e più estesa rispetto alle precedenti fasi del conflitto.
Frattanto, per la prima volta dal 1956 l'esercito israeliano ha deciso di istituire una nuova divisione di manovra che riunirà le forze militari provenienti dalle basi di addestramento dell'esercito di terra e sarà comandata dal generale Sharon Altit. L'esercito ha indicato che «dall'Operazione Kadesh del 1956, l'Idf non ha istituito una divisione manovrabile» e che circa 1'200 soldati si sono uniti al quartier generale, la maggior parte dei quali riservisti.
Tsahal ha dichiarato che, sebbene i veicoli corazzati delle brigate di addestramento siano considerati relativamente obsoleti, inclusi i carri armati Merkava Mark 4, i carri armati RMR, i carri armati RMR e i Puma, il piano è di sostituirne i motori. Inoltre, la divisione riceverà nuovi veicoli corazzati, tra cui i carri armati Barak e la nuova artiglieria su ruote Roem.
Nel frattempo, circa 80'000 palestinesi si sono registrati per tornare a Gaza, mentre l'Egitto facilita gli attraversamenti via Rafah. Lo afferma l'emittente statale egiziana Al Qahera, precisando che oggi dall'Egitto è partito il 134esimo convoglio di aiuti. Accolto, nel frattempo, un sesto gruppo di pazienti palestinesi che saranno curati negli ospedali egiziani.
Secondo Al Qahera «le misure israeliane continuano a limitare il diritto al ritorno dei palestinesi che hanno lasciato la Striscia dopo l'ottobre 2023 e la situazione umanitaria rimane aggravata dagli ostacoli israeliani che impediscono il viaggio all'estero di quasi 22'000 palestinesi feriti e malati che necessitano urgentemente di cure».
16:07
16:07
Berna condanna l'estensione del controllo israeliano sulla Cisgiordania
La Svizzera «condanna fermamente» le misure annunciate domenica da Israele per rafforzare il proprio controllo sulla Cisgiordania occupata. Ricorda che «le attività di colonizzazione sono illegali secondo il diritto internazionale e compromettono la soluzione a due Stati».
Quest'ultima «richiede l'esistenza di due Stati (israeliano e palestinese, ndr.) che vivano in pace e sicurezza all'interno di confini sicuri e riconosciuti, basati sulle linee precedenti al 1967», scrive il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in un post pubblicato oggi su X.
Domenica scorsa il gabinetto israeliano per la sicurezza ha approvato una serie di norme volte a rafforzare il controllo sulla Cisgiordania occupata, in particolare sulle aree amministrate dall'Autorità palestinese. Le regole precedenti al 1967, che vietavano agli ebrei di acquistare terreni in queste zone, saranno abolite, ciò che dovrebbe facilitare la costruzione di nuovi insediamenti.
Le misure dovrebbero inoltre consentire alle autorità israeliane di amministrare alcuni siti religiosi, anche quando si trovano in zone sotto il controllo dell'Autorità palestinese. Ciò fa temere un'annessione del territorio palestinese occupato dal 1967.
15:36
15:36
Iran e Oman discutono modalità per un accordo equo con gli USA
Ali Larijani, il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran e principale consigliere della Guida suprema Ali Khamenei, ha incontrato il sultano dell'Oman, Haitham bin Tariq, per discutere di modalità per raggiungere un accordo «equilibrato e giusto» con gli Stati Uniti, che serva gli interessi di entrambe le parti, dopo l'avvio la scorsa settimana a Mascate di nuovi colloqui sul nucleare tra Washington e Teheran.
Secondo quanto riferisce Mehr, durante l'incontro è stata anche sottolineata l'importanza di tornare al tavolo del dialogo come mezzo per superare le divergenze e risolvere le controversie con mezzi pacifici, a sostegno della pace e della sicurezza regionale e internazionale.
Mascate ha mediato i colloqui tra Iran e Stati Uniti venerdì, dopo che gli Stati Uniti avevano minacciato una nuova azione militare nel caso in cui l'Iran non accettasse di interrompere le sue attività nucleari, missilistiche e regionali, nonché la sanguinosa repressione dei manifestanti.
14:26
14:26
«Netanyahu conosceva i piani d'attacco di Hamas già dal 2018»
Secondo i media israeliani, il primo ministro Benjamin Netanyahu ricevette già nell'aprile 2018 i rapporti di intelligence dell'Idf che descrivevano dettagliatamente i piani di battaglia di Hamas per un attacco coordinato contro le basi militari israeliane e le comunità civili nel sud di Israele. Il piano era conosciuto con il nome «Muri di Gerico».
Netanyahu ha negato di aver ricevuto informazioni secondo cui Hamas stesse pianificando un attacco su larga scala prima del 7 ottobre 2023, ma tra i documenti pubblicati dallo stesso primo ministro israeliano nel dossier di 55 pagine inviato la scorsa settimana all'Ufficio del Revisore dei Conti, ha ammesso di aver ricevuto il rapporto di intelligence dell'aprile 2018, citando la valutazione più contenuta, secondo cui Hamas aveva «una capacità di base per effettuare diversi raid simultanei», ma che, a causa di vari fattori, «al momento ciò non è probabile».
Le opposizioni e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant contestano da giorni pubblicamente le affermazioni di Netanyahu con dichiarazioni, post sui social e un documento di 12 pagine inviato da Yair Lapid al Revisore dei Conti.
06:15
06:15
Il punto alle 6
Donald Trump si oppone all'annessione della Cisgiordania da parte di Israele. Lo riporta Axios citando fonti della Casa Bianca, secondo le quale una «Cisgiordania stabile mantiene Israele sicura ed è in linea con l'obiettivo dell'amministrazione di raggiungere la pace nella regione». La presa di posizione della Casa Bianca segue la decisione di Israele di ampliare il controllo in Cisgiordania ad aree che per gli accordi di Oslo dovrebbero essere sotto il controllo totale o parziale dell'autorità palestinese. Trump vedrà mercoledì il premier Benjamin Netanyahu.
