Stati Uniti

Trump trema per la pornostar, verso l'incriminazione

Di tutte le indagini aperte a suo carico è quella del pagamento alla pornostar Stormy Daniels che potrebbe costargli l'incriminazione
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Ats
10.03.2023 20:04

Donald Trump trema. Di tutte le indagini aperte a suo carico è quella del pagamento alla pornostar Stormy Daniels che potrebbe costargli l'incriminazione. Le autorità di New York hanno segnalato ai legali dell'ex presidente che il tycoon potrebbe essere accusato penalmente per i fondi illegali alla donna in cambio del silenzio sulla loro relazione. E gli hanno offerto la possibilità di testimoniare la prossima settimana davanti al grand jury per illustrare la sua versione dei fatti.

E' probabile, riporta il New York Times, che Trump rifiuti l'occasione di presentarsi davanti ai giurati e non è escluso che i suoi legali cercheranno di incontrarsi con le autorità nella speranza di evitare le accuse. La furia del tycoon di fronte alla possibile incriminazione non si fa attendere: i democratici «non riescono a vincere ai seggi e quindi ricorrono alla legge come arma», ha tuonato l'ex presidente su Truth, spingendosi fino a negare di aver mai avuto un rapporto con Stormy Daniels, il cui vero nome è Stefanie Clifford.

Nel caso in cui la procura di New York decidesse di procedere si tratterebbe della prima incriminazione di un ex presidente americano, con conseguenze ampie sul sistema politico e non solo e soprattutto tutte da definire. Per Trump si tratterebbe di un duro colpo alla sua campagna elettorale per il 2024, nella quale - almeno per il momento - continua a essere il favorito fra le fila repubblicane. Trump da anni si è dichiarato estraneo al pagamento e ha definito le azioni legali nei suoi confronti su questo tema come una «caccia alle streghe».

Per difendersi di fronte alle accuse, Trump e i suoi legali potrebbero mettere l'accento sulla scarsa credibilità di Michael Cohen, l'ex fixer del tycoon divenuto il suo principale accusatore. Cohen avrebbe materialmente pagato a Daniels 130.000 dollari per il silenzio sulla sua relazione con Trump e sarebbe stato poi rimborsato da Trump mentre era alla Casa Bianca. Alle autorità di New York Cohen ha confessato che l'ex presidente sapeva tutto e lo rimborsava mensilmente con finti pagamenti per spese legali. Se Trump venisse alla fine condannato potrebbe trovarsi a scontare anche quattro anni dietro le sbarre. Ma il carcere in casi simili non è obbligatorio considerato che il reato che gli viene contestato è di basso livello.

Un'azione penale porterebbe alla ribalta sul palcoscenico nazionale il procuratore di Manhattan Alvin Bragg con un caso complesso e rischioso, i cui risultati sono tutt'altro che sicuri. Per Bragg quindi un'occasione per imporsi e guardare avanti nella sua carriera.