Il caso

Un gruppo d'estrema sinistra contro Tesla: «Abbiamo sabotato la gigafabbrica tedesca»

Il Vulkangruppe, organizzazione nota alle autorità tedesche per le azioni «volte a turbare l'ordine pubblico e provocare ingenti danni materiali» ha rivendicato l'attacco che questa mattina ha lasciato l'azienda senza corrente
©Patrick Pleul
Red. Online
05.03.2024 14:25

È notizia di questa mattina: la produzione nella fabbrica di automobili Tesla di Grünheide, vicino a Berlino, è incappata in uno stop forzato, dovuto all'incendio di un traliccio nei pressi della cittadina di Gosen-Neu Zittau che ha lasciato il distretto di Oder-Spree senza elettricità. Il rogo, avvenuto poco dopo le 5 del mattino, ha spinto anche l'azienda a far evacuare lo stabilimento, sebbene le fiamme non si siano propagate al sito. Subito dopo l'intervento, polizia e pompieri non avevano escluso il dolo: «Indaghiamo in tutte le direzioni», avevano detto le autorità ai media tedeschi.

Be', è bastata una manciata di ore per confermare il coinvolgimento di terzi. Tanto che il primo ministro del Brandeburgo, Dietmar Woidke, descrivendo il caso, ha parlato di un «perfido attacco» alle infrastrutture elettriche. «Si tratta ovviamente di un grave attacco alle nostre infrastrutture critiche, con conseguenze per migliaia di persone e per molte aziende piccole e grandi del nostro Stato», ha spiegato, descrivendo l'azione come «una forma di terrorismo». «Se il sospetto di un attacco terroristico viene confermato, la Procura Generale Federale dovrà occuparsi delle indagini».

Secondo una portavoce di Tesla, citato dai media tedeschi, l'alimentazione elettrica dell'impianto è già stata ripristinata.

Le responsabilità

E qualcuno, ha rapidamente rivendicato l'attacco. A mettere la propria firma sull'azione, l'organizzazione di estrema sinistra «Vulkangruppe», un nome che era già emerso in passato – era il 2021 – in relazione a un attacco del tutto simile contro la gigafabbrica Tesla. Secondo i media tedeschi, che citano il rapporto del 2019 dell'Ufficio berlinese per la protezione della Costituzione, il gruppo Vulkan «è responsabile di una serie di attacchi incendiari sin dalla sua fondazione nel 2011». Nelle «lettere di autoincriminazione», i membri del gruppo (il cui numero è sconosciuto) hanno spesso e volentieri fatto riferimento a se stessi con nomi di vulcani islandesi, come «Grimsvötn», «Katla», «Ok»». In diversi casi, si legge nel rapporto, il Vulkangruppe ha attaccato tralicci, linee dati e talvolta anche veicoli aziendali, «atti di sabotaggio che hanno lo scopo di mettere a nudo la vulnerabilità delle infrastrutture di mobilità urbana e di comunicazione, di turbare l'ordine pubblico e di provocare ingenti danni materiali». 

«Oggi abbiamo sabotato Tesla», ha comunicato il gruppo in una lettera pubblicata dal Tagesspiegel. «Tesla divora la terra, le risorse, le persone e la manodopera e in cambio sputa SUV, macchine assassine e monster truck. Il nostro regalo per l'8 marzo è chiudere Tesla». Il gruppo, si legge nel testo che la polizia tedesca sta analizzando, punta alla «completa distruzione della gigafactory e con essa l'eliminazione dei «tecno-fascisti» come Elon Musk, nel testo chiamato «Elend Musk» (misero, infame). Già nel 2021, Vulkangruppe aveva attaccato Tesla, definendola «né verde, né ambientale, né sociale».

«Non c'entriamo nulla»

Intanto, c'è chi si chiama fuori. Con quanto successo a Gosen-Neu Zittau «non c'entriamo nulla», ha assicurato un portavoce degli 80-100 attivisti per il clima che, da giorni, sono stazionati nelle foreste attorno alla fabbrica. Si trovano qui per protestare contro i piani di espansione dell'impianto. «Non ne sappiamo di più di chiunque altro. Non abbiamo saputo nulla dell'incendio. Siamo preoccupati, anzi, che ciò si possa riflettere negativamente sulla nostra protesta». Simile la posizione di un comitato cittadino di Grünheide schieratosi contro l'espansione a scapito di 118 ettari di bosco: «Questi non sono i nostri metodi, noi ci basiamo su una protesta pacifica. Tutto ciò ci danneggia, anche in termini di accettazione».

La reazione di Elon Musk

«Questi o sono gli ecoterroristi più stupidi sulla Terra o sono burattini di coloro che non hanno buoni obiettivi ambientali». Lo ha scritto su X Elon Musk, commentando la notizia del sabotaggio vicino a Berlino contro la rete elettrica della sua enorme fabbrica di vetture Tesla. «Interrompere la produzione di veicoli elettrici, piuttosto che di veicoli a combustibile fossile, è estremamente stupido», ha indicato Musk, scrivendo «estremamente stupido» in tedesco.