Un pregiudicato d'ultradestra britannico ospite del governo Netanyahu: bufera nel Regno Unito

Non si spegne nel Regno Unito la bufera per l'invito in pompa magna in Israele rivolto dal governo di Benjamin Netanyahu nei prossimi giorni a Tommy Robinson, extraparlamentare d'ultradestra inglese, pluricondannato in patria per reati comuni, oltre che per razzismo o istigazione a violenze di piazza e all'odio contro migranti e musulmani.
Un personaggio che - sullo sfondo dell'escalation a Gaza - ha apertamente sostenuto Israele in odio ai palestinesi ricevendo nei mesi scorsi il sostegno di Elon Musk, ma che sull'isola viene ritenuto impresentabile persino da Nigel Farage, leader della destra trumpiana di Reform Uk.
L'invito è stato annunciato in vista di un evento governativo di sostegno allo Stato ebraico e contro «l'antisemitismo montante in Europa» da Amichai Chikli, ministro della Diaspora israeliano del Likud, il partito di Netanyahu: il quale si è detto «orgoglioso di ospitare un coraggioso patriota britannico, in prima linea contro l'Islam radicale».
Definizione respinta come inaccettabile e «provocatoria» sia da Stella Creasy, deputata della maggioranza laburista che sostiene il governo di Keir Starmer, sia dalla baronessa Sayeeda Warsi, esponente moderata dell'opposizione conservatrice, membro della Camera dei Lord e paladina della lotta all'islamofobia. Le quali hanno bollato l'iniziativa del ministro di Netanyahu come «orrenda e incendiaria», un plateale «tentativo di seminare le divisioni» in un Paese multietnico e multireligioso.
Non solo. Critiche sono arrivate dalle due maggiori organizzazioni di establishment della comunità ebraica del Regno (che pure hanno rapporti stretti con il governo israeliano), secondo cui le bandiere con la stella di Davide sventolate in piazza da Robinson non cancellano il fatto che «egli sia un teppista», considerato pericoloso «dalla gran parte degli ebrei» britannici.