«USA e Israele hanno usato la strategia del double tap su civili iraniani»

Prima un’esplosione, poi una seconda, più potente e letale, quando i sopravvissuti tentavano di soccorrere i feriti. È la strategia del «double tap», il doppio colpo studiato per massimizzare le vittime, che domenica sera ha trasformato Niloofar Square di Teheran in un campo di macerie, secondo quanto documentato dall'agenzia di stampa investigativa Drop Site News, che parla di oltre 20 persone rimaste uccise.
Colpito un Café
La strage, hanno raccontato testimoni al sito indipendente, è avvenuta nei pressi del Café Ahla, affacciato sulla piazza. Video circolati sui social mostrano corpi senza vita tra sedie rovesciate e vetri infranti. Alcuni corpi, mutilati, ancora seduti al loro posto. «Eravamo qui verso le otto, otto e mezza, quando c’è stata la prima esplosione», ha spiegato un testimone a Drop Site News: «Ci siamo alzati, qualcuno è scappato. Poi è arrivato il secondo colpo. All’improvviso tutto è esploso. Le finestre sono andate in frantumi». Secondo il suo racconto, è stato il secondo attacco a causare la strage. «Il primo non era così grave, ma quando è arrivato il secondo, il sangue era ovunque».
Responsabilità
Come per altri bombardamenti che hanno colpito l’Iran negli ultimi giorni, non è chiaro se l’operazione sia stata condotta dagli Stati Uniti o da Israele. L’uso del «double tap» è stato documentato in precedenti operazioni militari israeliane a Gaza e in Libano. Nell’agosto scorso, un attacco con questa modalità contro l’ospedale Nasser di Khan Younis - ne avevamo parlato qui - causò la morte di 22 palestinesi, tra cui cinque giornalisti. Ma anche gli Stati Uniti, evidenzia l'agenzia, hanno fatto ricorso a questa tattica durante le operazioni militari in Pakistan, Afghanistan e Yemen, e più recentemente in un attacco del settembre 2025 contro una presunta imbarcazione venezuelana nei Caraibi.
Il «double tap» è generalmente considerato un crimine di guerra: le Convenzioni di Ginevra vietano di prendere di mira i civili, il personale medico e i feriti - anche tra i militari - che non sono in grado di combattere, ed è per questo che gruppi per i diritti umani condannano questo tipo di strategia.
Vittime civili
Il caso non è isolato: anche altre strutture civili sono state colpite nei primi giorni di conflitto. Oltre a un attacco su una scuola elementare, che secondo i media iraniani avrebbe causato fin qui oltre 180 morti, sarebbero numerosi i raid condotti su strutture sanitarie. Nove ospedali sarebbero stati sin qui colpiti, e la Mezzaluna Rossa ha denunciato danni significativi al proprio Centro di riabilitazione nel quartiere Seyed Khandan.
