Vance: «Gli USA non entreranno in un conflitto che si trascinerà per anni»

Gli scontri in Medio Oriente non hanno tregua. Nelle prime ore del mattino, l'esercito israeliano (IDF) ha confermato di aver lanciato attacchi contro la capitale iraniana Teheran e contro la capitale libanese Beirut. Nella notte, sono state segnalate esplosioni anche a Riad, capitale dell'Arabia Saudita, dove un attacco con droni ha colpito l'ambasciata statunitense, scatenando un incendio. Un attacco iraniano ha invece distrutto il quartier generale principale. E non solo. Nelle ultime ore, gli USA hanno annunciato di aver distrutto i posti di comando delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, nonché le basi di difesa aerea e di lancio di missili iraniani. Al contempo, gli Stati Uniti hanno avvertito che «i colpi più duri» contro l'Iran «devono ancora arrivare».
Donald Trump, su Truth, ha dichiarato che le scorte di munizioni degli Stati Uniti, di livello medio-alto, «non sono mai state così elevate o migliori». «Come mi è stato detto oggi, abbiamo una scorta praticamente illimitata di queste armi. Le guerre possono essere combattute per sempre, e con grande successo, usando solo queste scorte, che sono migliori delle migliori armi di altri Paesi!», ha scritto ancora il presidente americano.
Dal canto suo, tuttavia, il vicepresidente americano JD Vance, intervistato da Fox News, ha dichiarato che «gli Stati Uniti non si lasceranno coinvolgere in un conflitto pluriennale». Secondo Vance, Trump avrebbe un obiettivo chiaro, ossia «assicurarsi che l'Iran non possa mai possedere un'arma nucleare». «Ciò che il presidente ha deciso è che non voleva solo proteggere il Paese da un'arma nucleare iraniana per i primi tre o quattro anni del suo secondo mandato, ma voleva assicurarsi che l'Iran non potesse mai possedere un'arma nucleare, e questo richiederebbe un cambiamento radicale di mentalità del regime iraniano», ha sottolineato il vicepresidente americano.
Vance, quindi, ha aggiunto che l'attuale situazione in Medio Oriente «non durerà a lungo». «Non c'è possibilità che Donald Trump permetta agli Stati Uniti di entrare in un conflitto che si trascinerà per anni. Non ci troveremo nei problemi che abbiamo avuto con l'Iraq e l'Afghanistan». Il vicepresidente americano ha anche aggiunto che gli impianti nucleari iraniani «non sono costruiti solo per scopi civili di arricchimento», come affermato dal regime, «ma per sviluppare armi nucleari».
Interpellato sul coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra in Medio Oriente dal presentatore Sean Hannity, il premier iraniano Benjamin Netanyahu ha invece smentito le ipotesi secondo cui sarebbe stato «Israele a trascinare Donald Trump nel conflitto». «È ridicolo. Trump è il leader più forte del mondo. Fa ciò che ritiene giusto per gli Stati Uniti», ha risposto Netanyahu. «Conosco il costo della guerra. Ma so che a volte la guerra è necessaria per proteggerci da chi vorrebbe distruggerci», ha aggiunto Netanyahu.
In precedenza, il Segretario di Stato americano Marco Rubio aveva dichiarato che sabato gli Stati Uniti avevano attaccato l'Iran «in via preventiva» perché «sapevano che ci sarebbe stata un'azione israeliana». «Sapevamo che se non li avessimo attaccati in modo preventivo, prima che lanciassero quegli attacchi, avremmo subito un numero maggiore di vittime».
